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20260622 VM tasso di interesse11 giungo 2026 “La presidente della Banca centrale europea (BCE), Christine Lagarde, ha difeso la decisione di aumentare i tassi d'interesse, definendola "solida in tre diversi scenari", il rialzo, 0,25 punti percentuali, il primo da tre anni, è commentato dal Prof. Alberto Bagnai in un video che ci aiuta a capire cosa significa ciò (rif. 1). Sintetizzo. L’azione della Lagarde mira a frenare la crescita dell’inflazione, ovvero l’aumento dei prezzi generato dalla stretta sul mercato energetico (petrolio e gas) conseguente al conflitto in Iran. Sono stati bombardati impianti di produzione e porti, la produzione si è ridotta e un importante collo di bottiglia si è creato nel trasporto di ciò che ancora si può trasferire, la conclusione è che produrre costa di più, e trasferire ciò che si è prodoto, pure! Tutti i prezzi, in tutto il mondo, stanno salendo. 

Chi produce, dice il Prof. Bagnai, si trova con un aumento del costo dell’energia, un aumento dei costi di trasporti e ora, si trova anche a pagare di più gli oneri finanziari, se volesse fare investimenti. Per chi produce, questa non è una buona notizia. Chi ne trae beneficio? Quelli che nell’ottocento si chiamavano i rentiers. “I rentiers sono persone che vivono di rendita. Guadagnano cioè senza svolgere un'attività lavorativa attiva, ma grazie ai profitti generati dal loro patrimonio, come cedole di titoli, dividendi azionari, o affitti di immobili” (definizione IA). Il dibattito che prima o poi si dovrà porre nei salotti, a giudizio del Prof. Bagnai è che si è lasciato una decisione dalle forti implicazioni sociali, come la gestione del tasso d’interesse, in mano a chi non è eletto e che non risponde al popolo. Tra le righe il discorso è semplice: se la scelta della banca centrale penalizza il mondo di chi produce (cui si rivolge con attenzione la Lega, il partito cui appartiene Alberto Bagnai), penalizza altresì chi lavora. Con la mobilità del lavoro favorita dalla UE, una contrazione della produzione significa meno occupazione, ovvero gente che perderà il posto di lavoro. 

Muovere il tasso d’interesse di una banca centrale è una scelta politica con implicazioni sociali. Fateci caso, motiva il professore, che quando le banche centrali erano gestite dalla politica si viveva in un mondo dove la produzione cresceva a tassi importanti, e il debito pubblico non era uno spauracchio, anche perché i tassi erano tenuti bassi; da quando le banche centrali hanno ottenuto una maggiore indipendenza (chiaro il riferimento del famoso divorzio tra Ministero del Tesoro e Banca centrale italiana del 1982) si assiste ad un aumento del debito pubblico spinto da un aumento della spesa per remunerare il debito. E’ chiaro che a beneficiare di questa scelta sia chi viene remunerato per detenere quel debito, ovvero chi vive di finanza, e non di lavoro (imprenditoriale o dipendente).

In un regime di mobilità di capitali, l’aumento dei tassi d’interesse di un paese (l’Europa nel nostro caso) è una spinta ad attirare capitali. Se i titoli europei vengono remunerati un 0,25% in più, ci sarà una spinta ad acquistare quei titoli divenuti più remunerativi. La maggior richiesta di Euro, alza il valore della nostra moneta nei mercati internazionali, ma se la nostra moneta è “più forte”, acquistare le nostre merci diventa meno appetitoso, per gli stranieri, al contrario diventa più interessante per chi ha una moneta forte, (noi cittadini europei) acquistare prodotti stranieri. In bella sostanza la Lagarde con questa operazione frenerà la crescita europea e favorirà le importazioni.

Mirco Venzo, Treviso 20/06/2026

Nota, questo articolo completa le disquisizioni sul tasso d’interesse da me proposte nel rif. 2

rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=U2sl6sS2UXc&t=9s
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/742-tasso-di-interesse

 Immagine tratta dal sito https://raphael.app/it

 

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