“Fatal Temptation è un film del 1988 scritto e diretto da Bob J. Ross (alias Beppe Cino). Il film è conosciuto anche col titolo Errore fatale - (rif. 1). Aggiungerei che oltre alla regia e al soggetto, anche la sceneggiatura è opera del regista siciliano; mi fa piacere documentare che l’aiuto regia fu Claudia Sion. A fine della recensione spiegherò anche il perché di tale precisazione. La pellicola è un thriller erotico, ed ha come punti di forza:
.-1 l’area in cui è ambientato, non solo gli edifici (case e palazzi) ma anche il paesaggio circostante sono piacevoli.
.-2 i bei corpi di donna esibiti con la giusta generosità. Cito subito la protagonista; Loredana Romito, di Benevento, ventitreenne all’epoca delle riprese, in splendida forma! Tra i meriti indiscussi della bella attrice vi è il far vedere a più riprese, senza esitazione, il tipo di messa in piega scelto per il pelo posto sotto l’ombelico. Anche “l’amante del marito”, Ann Margaret Hughes, di cui non riesco recuperare nessuna ulteriore informazione, sa farsi apprezzare, e non certo per i dialoghi.
Punti deboli: i personaggi (tutti) sono stati tratteggiati da un artista che pare affetto dal “morbo di Parkinson” mentre impugnava una sega elettrica in piena crisi. Oltre alla psicologia dei personaggi, molto mal definiti, vi è una recitazione penosa dove, tra le meno peggio, rilevo Carmen Manzano, che però non ha concesso nulla al pubblico maschile. Anche la già citata Ann Margaret Hughes pare a me dignitosa, per la recitazione, forse perché ha parlato poco e quando è entrata in scena, per lo più, sospirava. Descritta così questa pellicola potrebbe sembrare un film porno, cosa non vera perché i sessi maschili mai si sono visti, certo è che la trama e com’è stata sviluppata suggeriscono che il regista a quel genere cinematografico si sia ispirato, anche a giudicare dai dialoghi caratterizzati da una banalità e da una vacuità tipici proprio dei film hard core. Il peggio Beppe Cino l'ha dato quando ad esprimersi erano i due protagonisti, la Romito e il suo amante Alessio (interpretato da James Villemaire) interpretati malissimo. A difesa dei due attori va detto che il copione era anche disastroso.
E vengo al punto: un regista che ha avuto il merito di trovare due attici così “generose”, e scovare una location così ammiccante, come può, dopo aver per altro lavorato come aiuto regista e collaboratore di Roberto Rossellini, realizzare tanta pochezza? Ho voluto citare Claudia Sion perché, neppure un tocco femminile, pare essere stato d’aiuto nel “tirar un po’ su” questo aggrovigliarsi di immagini sconnesse, surrogato da dialoghi insulsi, intervallati da molta musica suonata con sassofono. Parlare della trama mi pare inutile, anche se, con un po' di recitazione e qualche dialogo sensato, qualcosa di positivo si poteva far saltar fuori; certo bisognava iniziare togliendo le scene romantiche, fuori luogo che in questa trama di corna e contro corna stanno un po’ come le cipolline sott’aceto su una coppa di gelato artigianale con panna. Molto del sassofono che accompagnava le scene di nudo andava poi tagliato, aggiungendo qualcosa che creasse un po' di seduzione dove “seduzione” non significa concedersi dopo tre battute proferite (e manco azzeccate).
Quando ho scritto che il regista si è ispirato ai film porno, intendevo dire proprio questo. Peccato perché la fotografia c’è! E in questo tipo di film non è che lo spettatore (io) abbia chissà che esigenze, si sa accontentare anche di poco. A conclusione mi meraviglio che la pellicola risulti tra i più interessanti film erotici della decade 80 / 90, almeno a giudizio della fonte da me recuperata in rete. Tra i titoli citati questo è l’unico che ho potuto visionare, ed il mio giudizio l’avete compreso.
Ultima nota a demerito del regista (e sceneggiatore), se Pier Paolo Pasolini è riuscito a far recitare un giovanissimo benzinaio come Franco Merlo (rif. 2) magari si poteva far qualcosa di più con la Romito, che un corpo che parla da solo ce l’aveva.
Spazio alle opinioni dei critici di Davinotti. (rif. 3)
Buiomega71 è uno dei più generosi attribuendo due pallini alla pellicola: “Riverberi da giallo lenziano, atmosfera uggiosa e autunnale, decadenza negli ambienti (e nelle location), come l'animo impuro e amorale dei protagonisti. La Romito (inusualmente anche cornuta) spesso in autoreggenti e scarpette con il tacco, amplessi e fornicazioni sopra la media di questo tipo di filmetti, un marito non vedente che si muove come la Mia Farrow di Terrore cieco, colpita argentianamente nell'abitacolo dell'auto, una caduta fulciana da un crepaggio e una chiusa ambigua. Lo spessore è traballante, ma Cino dimostra una certa padronanza e uno stile non disprezzabile”.
Stefania, un pallino: “Non era facile introdurre novità nell'asfittico perimetro dell'eterno triangolo marito anziano e ricco-moglie giovane-autista belloccio, però Cino stava per farcela: la cecità del marito poteva dare luogo a sviluppi interessanti, la location marino-campestre poteva avere fascino, il personaggio della cameriera poteva evolversi in maniera non prevedibile... Poteva essere, ma non è stato: il film si riduce a una serie di scene patinate ma tagliate con l'accetta e appiccicate con lo sputo. E poi, la canaggine degli attori fa calare la pietra tombale del ridicolo su ogni possibile suspence!"
Cottola: “Incredibile pasticcio thriller che ricicla senza pudore situazioni assolutamente trite e ritrite e che fallisce sotto tutti i punti di vista. La regia è pessima, la sceneggiatura peggio che andar di notte, gli attori non sanno recitare. Non c’è un solo momento di interesse; in più la tensione latita ed il finale fintamente “immorale” è davvero troppo. Da evitare con cura!”
Mirco Venzo, Treviso 14/06/2026 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Fatal_Temptation
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1173-la-collegiale-g-martucci-1975
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/fatal-temptation/6138