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E’ fruibile sino al 27 settembre 2026, a Palazzo Sarcinelli (Conegliano) l’esposizione fotografica proposto dall'associazione Inquadra a tema Confini.
Cos’è un confine? E’ molto più di una linea, copio e incollo da un pannello esposto: "Étienne Balibar afferma che “il confine non è mai un semplice limite fisico, ma un dispositivo che produce identità; ci dice chi siamo definendo chi non siamo”.

Il tema ha offerto molteplici chiavi interpretative e sono stati coinvolti nella riflessione quarantacinque artisti diretti da Eolo Perfido; alla mostra sono stati espostio “solo” ventisei autori, tutti con una propria scheda di presentazione del lavoro e più foto cadauno.
Se negli anni precedenti ho cercato di citare tutti dedicando ad ognuno una riga di commento, oggi non posso procedere in egual modo: gli artisti sono troppi e informo chi volesse visionare la mostra di prendersi il giusto tempo per leggere quanto scritto e riflettere su ogni singola immagine; alle spalle di quelle stampe ci sono mesi di lavoro, ricerca, scambi di vedute, idee…

Si va dalla riflessione di Luca Scarabellotto a titolo Reality.exeLa società odierna ci spinge a cercare una realtà alternativa: quella digitale. Il monitor è l’unico confine tra le due dimensioni, un portale che attraversiamo ogni giorno. Attraverso lo schermo ci stiamo lentamente dissolvendo, diventando parte intregnante di quel codice a cui, oramai abbiamo dato il nostro nome”. nella serie di foto proposte da Luca il soggetto che è di fronte allo schermo, immagine dopo immagine scompare…
Il mio amico Giorgio ha molto apprezzato la qualità delle stampe di Arcangelo Piai facenti parte del progetto Di legno e di ruggine, mentre la mia amica Cristina è rimasta colpita dal lavoro di Corrado Piccoli La chiusura impregnato sul ricordare Erminio Men di Guia, un uomo che scelse di lasciare a fondovalle la civiltà, per rifugiarsi con i suoi animali dove l'aria è più pura.
Un lavoro che tratta aspetti simili ha colpito anche me, l’autore è Graziano Scolaro e il titolo della produzione è Confinatamente ovunque. L’artista mi ha compito per la qualità dei suoi scatti, tutti in bianco e nero che hanno per soggetto momenti religiosi inerenti a delle suore di clausura. Ci sono delle persone che si rinchiudono dentro spazi dai confini molto ben protetti, così mi sento di riassumere l’opera di Graziano, per meglio addentrarsi su ciò che conta: la fede e, se vogliamo, per meglio concentrarsi su ciò che è più vero della natura umana. L’idea che mi son fatto è che, mentre Erminio Men voleva lasciare la modernità “a valle” (lontano da se), queste sorelle al contrario hanno la necessità di isolarsi per meglio comprendere, per poter riflettere senza distrazioni, per catturare l’essenza di ognuno di noi. Capire cosa lega l’umano al divino è, in fondo per chi crede, comprendere cosìè l'Uomo.
E se questa è la chiave corretta di interpretare il lavoro di Graziano, non posso non tirar in ballo Santina Pompeo che nel suo In genere… da spazio con le foto (e con le riflessioni) ad un suo conoscente, nato maschio, ma che si sente donna. Anche questi scatti sono molto ben costruiti, decisamente piacevoli alla vista di chi osserva, ma forse per il tema trattato, oltre che per l’oggettiva bellezza delle immagini (e la poesia insita nelle stesse), l’oscar dell’evento spetta a Silvia Zanardo che ha proposto Con-tatto; protagonisti nel suo lavoro sono soggetti che si baciano.
Nel bacio persone differenti si avvicinano al punto tale da varcare un confine, palesando una vicinanza, un’unione importante. E’ un gesto che va fatto “con tatto”, ed è un “contatto” che può aprire a più importanti momenti di conoscenza, di unione. La magia di questo gesto è molto ben colta da Silvia che ha saputo far convogliare i consensi della piccola combriccola di fotografi cui facevo parte, di solito discorde nei giudizi, e solo per questo mi sono permesso di assegnare a lei la statuetta virtuale. Lavoro piacevole, e sottile anche sotto l’aspetto filosofico, non privo di acume come già il titolo sta a testimoniare.
Mi fermo qui perché dovrei aggiungere altro non solo sul lavoro di Silvia, ma anche su quello di Santina, per non citare tutti gli altri, che sono più di venti!!!

Prendetevi del tempo signori, ed andate a Conegliano, la mostra è gratuita e merita la vostra attenzione.

Gli orari sono
Giovedì e Venerdì 18:30-22:00
Sabato 10:00-13:00 e 15:00-22:00
Domenica 10:00-13:00 e 15:00-20:00

Mirco Venzo, Treviso 21/09/2026 Qzone.it

Nella foto di copertina uno degli scatti di Silvia Zanardo

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