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20240712 VM revengeRevenge, (rif. 1) la cui traduzione significa vendetta, è il titolo del film che vado a recensire. Forse più indicativo è spiegare che appartiene al filone rape and revenge (stupro e vendetta) ed inserito in questo contesto acquisisce una sua ragione d’essere. Dico subito che io sono assai avulso da questo genere e perciò non sarò benevolo verso questo lavoro, scadente, a mio avviso, ma che pare abbia degli estimatori. Diamo allora la parola a Wikipedia che anticipa che cosa troverò (e troverete) nella trama della pellicola (rif.2) ovvero: il filone “rape and revenge” prevede che:

.-1 Il soggetto subisce violenza e rimane in fin di vita, ma non muore
.-2 il soggetto trova il modo di rimettersi in sesto e si rialza dopo la caduta (una sorta di resurrezione)
.-3 il soggetto presenta il conto a chi l’aveva violentato.

La trama

Il soggetto in questione è Jen, interpretato da Matilda Lutz. La ragazza è ospite di Richard, un milionario (Kevin Janssens) che la accoglie in una lussuosa villa nel cuore del deserto, i due hanno una relazione, pur se l’uomo è sposato con un altra donna. L’idea alla base della trasferta è vivere intense ore di sesso prima che la giovane ritorni in città, mentre l’uomo possa unirsi a degli amici per una battuta di caccia nel deserto. A compromettere questo progetto vi è l’anticipato arrivo di Stanley (Vincent Colombe) e Dimitri (Guillaume Bouchède) nell'isolato rifugio, e giacché la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo, la questione si fa delicata allorquando i due rudi cacciatori rimangono da soli con l’avvenente bocconcino femminile, complice un’improvvisa assenza per lavoro dell'uomo d’affari. 

Stanley approfitta della solitudine del luogo per esternare delle maldestre avances alla bella ragazza, e, vistosi rifiutato, impone con la forza l’accoppiamento alla ragazza sotto lo sguardo indifferente dell’amico Dimitri che assiste inerme. L’arrivo di Richard anziché stemperare la situazione l’ingarbuglia ulteriormente, arrivando sin al punto che l’unica soluzione che a lui pare funzionale si concretizza nell’eliminazione della bionda, che da sollazzo sessuale è ora divenuta uno scomodo e pericoloso intralcio. Ecco perché la ragazza viene fatta cadere in un dirupo e qui inizia la mia recensione, mentre il lettore ha già compreso che, come da copione, di qui in poi ci sarà la rinascita della donna che da preda diventerà cacciatrice e presenterà il salato conto ai maschi stupidi e meschini.

Inizierei presentando uno stralcio di intervista rilasciato dalla regista della pellicola, la francese Coralie Fargeat che ne è pure la sceneggiatrice: “...Ho guardato più a titoli come Kill Bill, Interceptor o Rambo, ma anche Un tranquillo weekend di paura e Duel, per elaborare un film con una struttura semplice che creasse un'atmosfera tensiva e anti-realistica, e visioni fantasmagoriche, oltre la mera fattualità degli accadimenti.” Rif. 3. Mi conforta sapere che Rambo I è stato uno dei riferimento della regista, perché man mano che la pellicola si sviluppa, le scene che vedevano protagonista Jen mi ricordavano il mitico marine americano con cui anche nel nome c’è assonanza. 

E descriviamole queste situazioni: la ragazza cade dal dirupo inseguita da tutti i maschi del film (sola e braccata da tutti, come Rambo I, con cui condivide il ribaltamento dei ruoli dove la preda si trasformerà in cacciatore). La giovane cade, dicevo, ma non tocca terra perché un albero rinsecchito ne frena la caduta, infilzandola (senza trapassarla) con un ramo nel suo ventre ed impedendole di toccare il suolo. Come si libera da questa sorta di lancia naturale che la imprigiona? La bionda è come se fosse impalata, solo che il legno non la trafigge come all’epoca faceva il conte Vlad III di Valacchia in Transilvania, (con il legno in verticale sul corpo, dall’ano alla bocca, per capirci) la sventurata è infilzata parzialmente “solo” in orizzontale. Bene, l’eroina trovo il modo di dare fuoco alla pianta, che essendo bella secca brucia facilmente, facendola cadere al suolo.

Naturalmente lei non è arsa viva. Arrivata a terra si trascina con il suo pezzo di ramo conficcato nel bacino, (una sorta di pugnale naturale) riuscendo a portarsi fuori dalla vista dei suoi inseguitori. Se Rambo si cuce il braccio palesando un senso di disturbo (rif. 4) la nostra eroina si toglie il pezzo di legno dallo stomaco, e successivamente cauterizza la ferita utilizzando una lattina di birra resa rovente, senza lo stralcio di un grido, complice un po’ di peyote. (rif. 5) 

Insomma, a questa bionda che pensavo fosse un'oca un po' puttanella, John Rambo fa un baffo. Il gusto dell’eccesso può un po’ ricordare Quentin Tarantino, anche se il paragone a me stride (e non poco)! In questa pellicola c’è dell’esagerazione, come nell’ultima scena dove Jen insegue Richard nel duello finale: nel pavimento (e nelle pareti) c’è talmente tanto sangue per terra che i due stentano a rimanere in piedi perché scivolano. Sia chiaro che è il loro sangue a lubrificare il pavimento, quindi di morire dissanguati questi non ci pensano proprio, se poi si considera che la ragazza è stata anche infilzata il giorno precedente nel bacino… lo spettatore comprende che la fantasia ha preso largamente il sopravvento sulla credibilità. 

E’ un eccesso, si dicevo, che però si palesa in maniera poco armonica rispetto alle trama dei Kill Bill. Ad esempio; che Uma Thurman (Black Mamba) sgozzi, strappi il cuore, decapiti etc etc, ci sta: la trama ci aveva informato che si trattava di una killer professionista addestrata da un esperto del settore per diventare una assassina senza pietà, al contrario di Jen che passa da essere una sorta di oca giuliva, (anche facile da violentare), ad una che, come sopra spiegato, diventa anche meglio di John Rambo, solo per aver masticato (parzialmente) un po’ di peyote. Storia poco credibile, quindi, pur in un filone dove la fantasia deve stravolgere la realtà.

Vi è poi un altro elemento che mi ha deluso, uno si aspetta di vedere scene piccanti (alla fine Jen è stata violentata) e prima di allora ha fatto sesso con un bel maschio… lo spettatore però del corpo della bella attrice vedrà poco o nulla, mentre, al contrario a più riprese potrà godere del bel fisico di Richard…  Pare quasi che la regista abbia voluto confezionare un film dai parametri maschili per un pubblico femminile. Le donne possono rifarsi l’occhio osservando il corpo dell’attore belga Kevin Janssens, che nell’ultima scena fugge nudo per la casa, prima di venir finalmente colpito definitivamente dalla nostra eroina! 

Ecco a voi qualche opinione recuperata nel sito di Davinotti, giusto per darvi altri punti di vista: Digital “Di ragazze stuprate e poi, una volta rimessesi in sesto, andate a caccia dei propri persecutori ne abbiam viste a dozzine e il film della Fargeat è solo uno degli ultimi esempi. Messa in conto l’ovvia sensazione di già visto e tarata al massimo la sospensione dell’incredulità, bisogna dire che è davvero gagliardo! Pulpeggiante, rutilante rape & revenge che diverte anzichenò, con una protagonista di affascinante bellezza e una controparte suina di una viscidità e ripugnanza unica (il che è un bene). Ottima la fotografia costantemente assolata”. 

Bubobubo: “C'è chi ha già gridato alla rinascita post-femminista (?) del rape & revenge: miracoli della contemporaneità. Per mettersi in coda ai grandi classici di genere non basta però arruolare la biondazza fatale di turno, il gruppetto di stupidi allupati, la canicola del deserto e litri di sangue a buon mercato: ci vuole un'idea d'insieme, un messaggio che qui manca completamente. Rimane l'adrenalinica e a tratti divertente scansione della resa dei conti (ghignoso il finale) e una narrazione dall'illogicità a tratti incredibile. Bisogna accontentarsi.

Che c’è da salvare? Come molti opinionisti di Davinotti hanno rimarcato la fotografia: ottima e nel contempo originale, il deserto ha sempre un suo fascino. C’è stata poi una scena dove la regista ha saputo farsi notare: Stanley sta per abusare di Jen, quando irrompe nella stanza Dimitri… la ragazza lo guarda con occhio compassionevole, ad implorare “Vuoi far qualcosa per interrompere questa laida situazione”? Risposta: primo piano della bocca del grasso Dimitri che ingerisce e mastica uno snack… Lo spettatore vedendo la pastura muoversi nella bocca sudata del laido individuo capisce che la violenza si andrà a perpetrare e prima ancora che si concretizzi ha insito un senso di disgusto, quello generato dal primo piano della bocca di Dimitri che mastica… Non c'è stato bisogno di nessuna parola. Bella questa scena molto eloquente! 

Un altro aspetto merita di essere sottolineato: alla fine tutto il film sta in piedi grazie ai quattro attori menzionati e pochi sono i dialoghi degni di nota. Tutta la pellicola è un susseguirsi di immagini dove i primi piani raccontano la tensione e dove la musica modula lo stato d'animo dello spettatore. Una parentesi su Matilda Anna Ingrid Lutz che a dispetto del cognome e della cittadinanza statunitense, ha forti influenze italiane, essendo nata a Milano, (tra l’altro lo stesso giorno in cui io compio gli anni), e dove vi ha studiato sino a fine liceo, in un noto istituto milanese. La sua recitazione non mi ha folgorato perché sì, ha un bel fisico, (venticinquenne all’epoca delle riprese) ma le immagini sono risultate troppo “politicamente corrette”, come già scritto a spogliarsi è stato solo l’uomo. DIaloghi poi, come detto, molto pochi. 

Insomma, un film troppo poco horror, assolutamente non erotico, pur se parla di uno stupro, trama scontata sin dai primi minuti… Poco dopo aver visto questa pellicola mi sono goduto The Eye - Lo sguardo (Eye of the Beholder del 1999) diretto da Stephan Elliott con un ottima Ashley Judd, tutt’altra pellicola!  Purtroppo avevo già riposto il notes degli appunti e quindi questa è la recensione di oggi, su un film per nulla appagante, al contrario di quanto afferma la critica dell’epoca.

Mirco Venzo, Treviso 11/07/2024 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Revenge_(film_2017)
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Revenge_movie
rif. 3 https://www.davinotti.com/forum/curiosita/revenge/40043355
rif. 4 https://www.youtube.com/watch?v=J7S4BULc-p0
rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=eNczfU7Pvkw

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