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Ci eravamo lasciati in un precedente articolo (rif. 1) chiedendoci se la commedia sexy all’italiana era da considerarsi un'opera d’arte o, al contrario, non fosse altro che un mero prodotto di mercato, per altro manco interessante per tutta la popolazione, visto che tutte le donne e una grossa fetta degli uomini evitavano all'epoca di entrare nelle sale cinematografiche delle “terze visioni”.
Per un ammiratore di Malizia (rif. 2) o La nipote (rif. 3) quale sono io, la risposta è inequivocabile, ma è giusto che lasci la penna alla IA:

“Sì, la risposta è un deciso sì: un film scollacciato della commedia sexy all'italiana può assolutamente essere considerato un'opera d'arte, e la critica cinematografica internazionale lo ha ampiamente sdoganato negli ultimi vent'anni.
Se un tempo queste pellicole venivano liquidate come "cinema di serie B" buone solo per le sale parrocchiali o i cinema di provincia, oggi registi del calibro di Quentin Tarantino e prestigiose istituzioni come la Cineteca Nazionale ne celebrano il valore.
Un film di questo genere si trasforma in "opera d'arte" (o comunque in un oggetto culturale di altissimo valore) per diverse ragioni fondamentali:

1. Specchio antropologico e sociologico (Lo Zeitgeist)
Proprio come le riflessioni di Walter Benjamin sull'arte che registra i cambiamenti di massa, la commedia sexy è il ritratto perfetto dell'Italia degli anni '70 e primi '80. Documenta il passaggio dall'austero mondo rurale al consumismo sfrenato del post-boom economico. Racconta, in modo iperbolico ma veritiero, le nevrosi del maschio italiano medio di fronte alla rivoluzione sessuale e all'emancipazione femminile, incarnata da icone come Edwige Fenech o Gloria Guida.
2. La nobile tradizione della farsa e della maschera
Questo cinema non nasce dal nulla: è l'erede diretto della Commedia dell'arte cinquecentesca.
Il preside impotente o il prete guardone sono i moderni Pantalone o Balanzone.
Gli attori di questo filone (da Lino Banfi a Renzo Montagnani) hanno applicato tempi comici e tecniche di improvvisazione sopraffini.
Saper far ridere con il corpo, i dialetti e lo slapstick (la comicità fisica) richiede una maestria tecnica che la critica odierna riconosce come puro talento attoriale. (
A riguardo mi permetto di citare un attore forse sottostimato: Giancarlo Giannini che si finse siciliano in tutta la splendida opera di Lina Wertmüller Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto - rif. 4 - o che seppe modificare ruolo e l’interpretazione nel prodigioso Sessomatto di Dino Risi - rif. 5 NdR)
3. Comparto tecnico d'eccellenza "nascosto"
Molti di questi film "commerciali" venivano girati da registi di immenso mestiere – come Sergio Martino, Mariano Laurenti o Nando Cicero – e illuminati da direttori della fotografia straordinari. Un esempio clamoroso è Malizia (1973) di Salvatore Samperi: un film fortemente erotico e provinciale, ma fotografato da Vittorio Storaro (vincitore di tre premi Oscar) e musicato da Fred Bongusto. Visivamente, è un'opera di un'eleganza formale indiscutibile.
4. Il Pop come Pop Art
Se la Pop Art di Andy Warhol ha elevato a opera d'arte una lattina di zuppa Campbell perché rappresentava la cultura di massa, la commedia scollacciata fa lo stesso. È un'arte che rifiuta l'intellettualismo per parlare direttamente alla pancia dello spettatore. La sua estetica "bassa", i suoi colori saturi e le sue colonne sonore ritmate sono diventati un punto di riferimento estetico globale per il cinema postmoderno.
In sintesi, non tutti i film con una sbirciatina dal buco della serratura sono capolavori, ma il genere nel suo insieme ha avuto la forza di creare un linguaggio visivo unico al mondo
".

Oltre a quanto già illustrato dalla IA, aggiungerei un ulteriore parametro per rivalutare il valore anche artistico della commedia sexy all’italiana: questi film sono visti anche oggigiorno dalle nuove generazioni. Quando un lavoro riesce non solo a farsi apprezzare fuori dai confini nazionali, ma riesce anche a suscitare l’interesse delle generazioni che non vissero gli anni ‘70 (e quindi per loro non funziona la tiritera della nostalgia) questo significa che quei registi, quelle storie, quelle interpretazioni hanno saputo “toccare” nervi sensibili dell’italianità.
Cerchiamo conferma dalla IA ed ecco la mia domanda: "So che c'è una riscoperta della commedia sexy all'italiana grazie alle TV private (ma anche la RAI le ripropone); hai qualche numero a riguardo"?

"La riscoperta della commedia sexy all'italiana e del cinema di genere è un fenomeno ormai consolidato, guidato soprattutto dalla nascita di canali tematici gratuiti sul digitale terrestre. Sebbene le emittenti pubblichino raramente i dati d'ascolto scorporati per singolo film se non per i record stagionali, l'impatto di questo genere si misura chiaramente attraverso i dati di share e le strategie dei palinsesti televisivi.
I numeri dei canali tematici (Il traino di Mediaset)
La "casa" naturale della commedia sexy – che vede protagonisti cult come Edwige Fenech, Lino Banfi e Alvaro Vitali – è rappresentata dalle reti tematiche del gruppo Mediaset, che hanno costruito interi segmenti di palinsesto (come la celebre prima o seconda serata a tema) su questi titoli:
Cine34: Lanciato a gennaio 2020 con lo slogan "Italia al Cinema", questo canale dedica ampi spazi al cinema di genere, inclusi i filoni sexy, poliziottesco e trash. I dati Auditel evidenziano una crescita costante: lo share medio annuo è passato dallo 0,85% del 2020 all'1,16% nel 2025. Durante le maratone dedicate o nei weekend, i singoli film di cassetta arrivano a registrare picchi di share ben più alti rispetto alla media della rete.
Iris: L'altra colonna del cinema Mediaset (storicamente orientata a un target maschile over 35) contribuisce a spingere il comparto delle reti tematiche del gruppo, le quali in determinate fasce di prima serata raggiungono complessivamente oltre il 7,4% di share.
La strategia della RAI e il panorama dello streaming
Anche la RAI partecipa alla riproposizione di questi classici, muovendosi su due fronti:
Rai Movie: Utilizza i film della commedia erotico-comica prevalentemente in collocazioni notturne o nella seconda serata del fine settimana, intercettando gli appassionati del genere.
RaiPlay: La piattaforma streaming della TV di Stato funge da vero e proprio archivio digitale, dove molti titoli degli anni '70 e '80 vengono periodicamente inseriti nei cataloghi "cult" o "cinema italiano", accumulando visualizzazioni on-demand che sfuggono alla tradizionale rilevazione Auditel minuto per minuto.
Perché questi numeri reggono?
La forza di questi film – un tempo liquidati come "trash" e oggi elevati a cult sociologici – sta nel loro costo di programmazione estremamente basso a fronte di un rendimento di share sicuro. Per i broadcaster, trasmettere titoli come La liceale (rif. 6) sedimenta i passaggi televisivi garantisce uno zoccolo duro di spettatori nostalgici e incuriositi, trasformando vecchie pellicole nate per le sale di periferia in una risorsa fondamentale per la sostenibilità dei piccoli canali digitali".

Quest’ultima frase aggiunge una ulteriore conferma alla “teoria”, ma più che una teoria ormai la si deve considerare una constatazione, che la commedia sexy all’italiana è un opera d’arte: a stabilire se un “oggetto” è opera d’arte non è solo l'apprezzamento nel tempo, ma per taluni vi è anche il mercato. Bene la commedia sexy all’italiana non solo ha dato da mangiare a migliaia di persone nel decennio degli anni '70, ma quanto appena riportato ci dice che sta tutt'oggi contribuendo a tenere in vita molte realtà mediatiche. Per tanto se "Il mercato" è una modalità per stabilire se siamo di fronte ad un'opera d'arte, anche questi dati lo sanciscono senza dubbio alcuno.
Una ulteriore considerazione legata al mio precedente articolo: ho chiesto alla IA se ci sono numeri che confermano l’interesse del pubblico femminile per questo genere di film nel recente ritorno di fiamma della commedia in questione; ecco la risposta:

"Mentre non esistono dati Auditel degli anni '70 divisi per genere per le sale cinematografiche (che però tutti i gestori dell'epoca descrivevano come "al 95% maschili"), oggi abbiamo i dati della televisione generalista e dello streaming che confermano la svolta:
I dati di ascolto TV (Fascia Notturna / Canali Tematici): Analisi d'ascolto sui passaggi televisivi di film cult (come L'insegnante o La dottoressa del distretto militare) su canali come Cine34 o Iris dimostrano che nella fascia notturna, dove questi film dominano, la percentuale di pubblico femminile oscilla tra il 35% e il 42% del totale degli spettatori. Un dato impensabile cinquant'anni fa.
Ricerche di mercato sui Millennial (Omnicom Media Group): Come evidenziato nelle indagini sul consumo di cinema nostalgico in TV, la riscoperta dei cult anni '70/80 vede un fortissimo interesse da parte delle giovani donne, attratte dalla totale assenza di "politicamente corretto" e dalla spontaneità di un'epoca percepita come priva delle ansie sociali odierne.
In sintesi, ciò che allora respingeva le donne (l'ambiente della sala, il giudizio sociale, il puritanesimo dell'epoca) oggi è crollato grazie alla fruizione domestica e privata (TV/Streaming). Questo ha permesso alle donne di guardare quei film senza filtri morali, scoprendo che la figura femminile, in quelle storie, non era affatto sottomessa, ma dominava la scena
".

Se all’epoca questo era un prodotto realizzato esclusivamente per una nicchia maschile oggi, come avete potuto leggere, è un prodotto “goduto” anche dal pubblico femminile che, ma qui dovrete fidarvi di me, spesso avvalora proprio quelle produzioni che io di solito denigro o manco recensisco, i Pierini con gli Alvaro Vitali, i Lino Banfi e tutti quei caratteristi che non mi danno stimoli e mi restituiscono poco o nulla in veridicità circa le realtà dell’epoca. Questo rientra nei miei gusti personali perchè riconosco comunque a questi artisti di perpetuare un mondo, quello della rivista e dell'avanspettacolo, che pure è storia del nostro paese

Tutto ciò però rilancia la domanda già posta nel mio precedente articolo: se la commedia sexy all’italiana è a tutt’oggi un prodotto che piace e, come avete appena letto, anche dal giovane pubblico femminile, com’è che è sparita dalla scena? Chi l’ha uccisa?
A breve (spero) la mia analisi.

Mirco Venzo, Treviso 13/10/2026 #qzone.it

rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1223-la-commedia-sexy-all-italiana-ed-il-pubblico-femminile
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/869-la-nipote-di-nello-rossati
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1008-travolti-da-di-l-wertmueller-1974
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1035-sessomatto-di-dino-risi-1973
rif. 6 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1201-la-liceale-m-m-tarantini-1975 

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