
In questo articolo ho voluto sondare un aspetto dell’AI che credo venga poco, o per nulla considerato. Conosciamo l’AI per tutto quello che può fare per noi, per tutte le risposte che ci dà, per le soluzioni che ci trova. Valutiamo la sua attendibilità, misuriamo i suoi tempi di risposta confrontiamo le sue performance. Pensiamo di “usare l’AI” per i nostri scopi, come un aiuto ed un sostegno sempre più insostituibile. Vi sono aspetti però che forse ignoriamo o forse tralasciamo con troppa leggerezza su questa tecnologia emergente. Sappiamo che l’AI non ha sentimenti, non ha passioni, non ha un pensiero proprio .. per ora.
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In un precedente articolo mi interrogavo su come mai un capolavoro come Malizia di Salvatore Samperi, (rif. 1) fosse sconosciuto nel giro delle mie amicizie femminili, anche se tra esse molte amano il cinema. Sono giunto alla conclusione, riassunta nel rif. 2, che questo capolavoro rientra in una nicchia cinematografica, quella della commedia sexy all’italiana, alla quale non arrivava il pubblico femminile, non perché ci fossero vincoli legislativi, semplicemente alle donne, quelle storie intrise di nudità che probabilmente “loro” ritenevano gratuite, insulse e di cattivo gusto, non interessavano. V’erano poi motivi legate all’immagine, una ragazza che andava a vedere quei film passava per essere disdicevole.
Fascination è un film del 1979, scritto, diretto e sceneggiato da Jean Rollin. Val la pena citare anche il responsabile della fotografia, Georgie Fromentin e quello delle musiche, Philippe D'Aram. (rif. 1). Son finito su questa pellicola perché orientato da un’opinione della rete che già mi aveva indirizzato verso Buona come il pane (rif. 2) film che mi aveva deluso, ma ho voluto approfondire anche questo lavoro per comprendere eventuali connessioni. Ahimè, sono riuscito a recuperare l'opera solo in lingua francese, idioma che non conosco certo in modo fluido, ma ho voluto comunque vedere di che si trattava e… pur non avendo compreso pienamente i dialoghi sono rimasto soddisfatto.
Ci eravamo lasciati in un precedente articolo (rif. 1) chiedendoci se la commedia sexy all’italiana era da considerarsi un'opera d’arte o, al contrario, non fosse altro che un mero prodotto di mercato, per altro manco interessante per tutta la popolazione, visto che tutte le donne e una grossa fetta degli uomini evitavano all'epoca di entrare nelle sale cinematografiche delle “terze visioni”. Per un ammiratore di Malizia (rif. 2) o La nipote (rif. 3) quale sono io, la risposta è inequivocabile, ma è giusto che lasci la penna alla IA:
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Interrogo la rete per chiedere quale commedia sexy degli anni ‘80 avrei dovuto vedere perchè “interessante” ed una delle proposte è Buona Come il pane di Riccardo Sesani, (rif. 1) lavoro uscito nelle sale il 6 febbraio 1982. Dopo aver visionato questa pellicola ritengo che la rete mi abbia indotto a vedere questo lavoro giacché può essere considerato il canto del cigno di questo genere, anche se forse, dopo aver visto questo lavoro, direi è più appropriato definirla "lo starnazzo dell’anatra muta" Entro nel merito e per senso del pudore non cito nè chi ha redatto il soggetto, nè chi l’ha sceneggiato e passo subito alla trama.
Un film cardine della commedia sexy all’italiana è Malizia di Salvatore Samperi, opera che esce nel 1973 e che lancia definitivamente Laura Antonelli nell’olimpo dell’immaginario maschile ergendola a icona sexy italiana. Qualche dato: quest’opera è l’undicesimo film italiano più visto di sempre all’estero (fonte Wikipedia inglese) mentre per Wikipedia Italia è 19a nella classifica degli incassi nazionali di tutti i tempi. Sin dal 2020, mentre recensivo questo lavoro di Samperi (rif. 1) mi chiesi che cosa potessero pensare le donne di un film con quelle caratteristiche, e più in generale cosa potessero pensare le donne, dell’epoca, (e anche oggi), della copiosa produzione di film noti come la
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Venzo: - Nell'articolo "Trump e la fine dall'IA" (rif. 1), Dal Col Franco dialoga con l'IA di Google. A riguardo una mia prima considerazione: si esalta il libero mercato, ma poi su uno dei temi più importanti dei nostri tempi, forse proprio quello prioritario, negli USA, il principale potere mondiale, patria (a loro dire) del libero mercato, quel libero mercato che oggi va tanto di moda, si sta consacrando un oligopolio che, leggendo l'articolo, rischia di diventare un monopolio!
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A poche ore dalla firma di Trump sull’accordo per la gestione della futura “SI” (Super Intelligence), molte sono le domande ed i dubbi che spontaneamente sorgono sul tema. La preoccupazione che il “giocattolo” possa “sfuggire di mano”, non solo è nell’aria ma dopo questa firma credo sia solo questione di tempo. Un tempo che, comunque sarebbe giunto ma che, grazie a questo accordo, purtroppo (o per fortuna .. a seconda dei punti di vista), ci raggiungerà molto più in fretta. Il punto di “non ritorno” è stato definitivamente siglato.
Cercare delle informazioni o un prodotto in rete a volte riceve delle risposte spiazzanti nel senso che, sembra che la “rete” ti abbia ascoltato per tutto il tempo ed appena gli poni quella domanda ... eccoti confezionata la risposta. Esattamente come la cercavi. A volte la risposta ti viene data anche senza chiederla ... basta a volte solo “pensarla” o ... sussurrarla che come per magia su tutte le pubblicità o gli inserti a pagamento delle pagine che apri, ti si propone la soluzione. Ovviamente questa non è “magia” ma profilazione e raccolta sistemica e coordinata dei dati che tu consapevolmente o meno, condividi con la rete. Ecco che così, qualsiasi ricerca tu faccia, non sarà MAI esente da questo “tracciamento ossessivo” della rete nei tuoi confronti. Tu sei la merce di scambio, non quello che cerchi.
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Dopo vari articoli sul tema dell’IA e dell’iterazione che questa ha con le nostre vite, parliamo oggi di un aspetto non secondario ovvero, di cosa Noi cerchiamo nell’IA al di là dell’uso che ne facciamo professionalmente per lavoro. Il tema è quantomai interessante e curioso in quanto dipinge un quadro con varie tinte e diverso a seconda delle culture. Unica invece sembra essere la direzione e l’epilogo della storia. Un percorso che fa riflettere, sempre più, stretti dalla morsa del progresso e dell’individualismo. Un futuro possibile per il quale, saperne la fine, potrebbe aiutarci a “redimerci” in tempo. Di seguito le domande nel consueto stile. Ricordo che le conversazioni con l’Intelligenza Artificiale non sono da considerarsi “Testi Sacri” su cui poggiarsi ciecamente ma definiscono UNA delle varie ipotesi di confronto (forse la più plausibile), con cui misurarsi.
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