Le elezioni americane sono state vinte da Donald John Trump. In un video di Byoblu (rif_1) si analizza il risultato delle elezioni americane e alcuni ospiti, vedi Valerio Lo Monaco, Antonio Rinaldi o Paolo Becchi affermano che il popolo americano ha cercato in questo candidato la risposta ai propri problemi economici. I lavoratori e la classe media, ovvero coloro che han pagato in prima persona il fenomeno della globalizzazione, han puntato le loro fiches su chi ha promesso di risolvere la questione del loro benessere, distrutto dalla crisi economica, ponendo (apparentemente) in un angolo certi temi legati alla politica internazionale.
Il regista Michael Moore (rif 2) aveva, proprio con queste motivazioni, predetto la vittoria di questo candidato che molti avevano tacciato di “impresentabile”. Qzone, in alcuni articoli, (cito i miei su: Oriana Fallaci, sull’attentato alle torri gemelle o quelli inerenti alla pseudo storia d’amore) afferma senza mezzi termini che la caratteristica della nostra civiltà (intesa come civiltà occidentale) è il benessere economico e che questo, da svariati decenni sta scemando, infilandoci in una crisi che non è solo economica, ma che devasta anche altri fronti. Il popolo americano, scegliendo Trump, a mio avviso, avvalora questa chiave di lettura, perfettamente ignorata dai media ufficiali che non a caso vedevano un successo sicuro della Clinton, più orientata per le politiche internazionali favorevoli alle multinazionali e alle lobby. Aggiungo qualche riflessione a riguardo.
Questo voto, al pari del Brexit, ridà dignità al concetto di “popolo” che dimostra poter modificare il volere delle élite. Giusto o sbagliato il giudizio dei due elettorati anglofoni, ricorda a tutti noi che il voto può anche sconfessare l’operato dei propri politici, i quali proprio perché eletti, così come oggi sono nella stanza del potere, domani possono esser messi in un angolo. E questo è un messaggio di speranza, a mio modesto avviso, anche in vista del prossimo referendum italiano, per le ragioni ben spiegate anche nei precedenti articoli di Marco Fascina, sempre su Qzone.
Vi è inoltre un altro motivo di speranza che merita di esser sottolineato: il fenomeno della globalizzazione inizia, a detta di molti, proprio dall’Inghilterra (vedi operato di Margaret Thatcher) e successivamente grazie alle azioni di R. Reagan. Il mio auspicio è che i paesi che han scoperto il vaso di Pandora del liberismo sfrenato con i due politici citati, trovino ora il modo di metterci un coperchio, come pare voglia intimare il loro elettorato con le già citate recenti votazioni. Questo potrà accadere? Donald Trump riuscirà a riportare la ricchezza dal vertice della piramide alla base?
Lo giudicheremo a fine mandato.
Come giustamente rileva Lo Monaco, pur con tutte le sue caratteristiche di singolarità, originalità e bizzarria, Trump, rimane la “rotellina” di un sistema che vede altri protagonisti solidamente seduti sulle posizioni acquisite. Le lobby americane non si sono sciolte il giorno delle elezioni e rimangono con la consueta efficacia a tutelare i loro interessi, siano essi legati alle armi, al petrolio, allo sfruttamento di territori o popolazioni lontani dalla loro patria oltre che a quelli dentro, la loro patria.
Fosse pure una persona illuminata Donald Trump (e sono in molti ad avere dei dubbi a riguardo) credere che abbia il potere, da solo, di ribaltare tutte queste situazioni sarebbe da ingenui pensarlo. Un paio di fatti rimangono, la prima è che le chiavi interpretative proposte da alcuni articoli del nostro sito, quelle economiche, non paion così banali alla luce anche di questo esito elettorale. La seconda vede i siti di riflessioni indipendenti, quali ci arroghiamo di appartenere, utili a dare spunti di riflessione interessanti, al contrario dei media ufficiali appiattiti su posizioni come il “pro Europa”, “pro Euro” e “che cattivi sono i musulmani causa di tutti i nostri problemi…”. Scusate se mi son tolto qualche sassolino dalla scarpa. Chiudo ricordando che Trump è per storia personale e per come si è proposto, una novità. La speranza è che vada ad essere una novità positiva; augurarlo costa nulla.
Mirco Venzo, Treviso 10/11/2016 #qzone
Nella foto Claudio Messora, che con il suo "Byoblu" favorisce molte delle mie riflessioni
Rif 1 https://www.youtube.com/watch?time_continue=37&v=N4u9nWEbL9M
Rif 2 https://www.youtube.com/watch?v=gwsWNTSNLAA