Partendo dal vecchio adagio in ambito di marketing che afferma: “quando un prodotto è gratuito, il prodotto sei Tu”, ed analizzando questa frase nel contesto della neonata Intelligenza Artificiale (AI), assistiamo a tutta una serie di proposte e di nuove applicazioni dove si declama il fondamentale apporto dell'AI come contributo essenziale per il futuro essere umano. Succede poi che, scava, scava, l'apporto reale di queste AI è ancora (.. almeno per quelle disponibili per il mercato Consumer) direi a livello “basic” o "elementare". Le funzioni per ora disponibili sono evoluzioni del tipo "copia e incolla" su dati randomizzati con algoritmi di selezione dei contenuti ancora piuttosto grezzi.
Ovviamente, delle circa 30.000 AI attualmente esistenti (ufficialmente esistenti), operanti nei diversi campi, anche se tutte dovrebbero avere la capacità di auto istruirsi, in realtà solo poche di queste hanno effettivamente questa "dote". La maggior parte ha algoritmi che per quanto evoluti, risultano alla fine dei conti, piuttosto statiche essendo predisposte per ambienti e contesti con esigenze limitate o possiamo definirle "standard".
Le AI che effettivamente hanno o sono addette all'autoapprendimento (self-improving AI) hanno una esagerata necessità, quella di assumere sempre NUOVI INPUT per emettere risultati sempre più idonei e performanti. Ovvero la necessità di prelevare dalla rete sempre nuovi dati che possano incrementare le loro capacità di elaborazione ...
Ovviamente, anche in questo caso la loro curva di apprendimento, anche se parliamo di macchina possiamo immaginarla analoga al modello umano ovvero, un intervallo iniziale di forte apprendimento seguito via via che la raccolta di dati immagazzinati aumenta, da sempre più difficoltà nel tempo a reperirne di nuovi, fino al raggiungimento di un plateau di zona critica ove, per l’umano l’acquisire nuove conoscenze implicherebbe troppo tempo o la necessità di essere un genio e che per la macchina invece implica un cambio sostanziale di paradigma.
Ora, con molto senso della realtà, una AI con immenso spazio di archiviazione ma nessun dato ancora immagazzinato, avrà tutto l'interesse di assimilare nel più breve tempo possibile la maggior parte dei dati, ed ecco che, offrendosi liberamente e gratuitamente al mercato "popolare", questi ingozzeranno abbondantemente la fame di dati dell'AI. Di dati ovviamente utili per soddisfare esigenze .. “popolari”. I famosi dati di massa. In un secondo tempo, assunto questo primo importante blocco, sarà il turno dei profili tecnici o specializzati ai quali verrà fornita presumibilmente una versione PRO (a pagamento) della stessa AI per poter nutrire ulteriormente la macchina di quei dati che i comuni mortali non hanno nozione. Una spesa “necessaria” che sarà giustificata dall’alto livello di “feedback” e supporto fornito. .. e anche questo step è di facile intuizione visti i numerosi esempi nel mondo software che abbiamo tutti sotto gli occhi (parlo dei professionisti in ogni campo).
Riempito anche questo GAP, la macchina, entrerà nella famosa zona critica della curva dell’apprendimento (non per lei ovviamente), dove il 99,8% dei dati ed informazioni utilizzate dagli umani sarà già stato minuziosamente immagazzinato e la macchina inizierà ad elaborare nuovi dati partendo da questi e diventando esattamente in quel momento una Vera AI. La capacità di dotarsi di una propria intelligenza oltre che di una propria logica al di la dei paletti etici e morali che da più parti si tenterà di piantare invano, non potranno nulla di fronte all’ego insaziabile del senso di “Potere”, uomo o macchina che sia.
Ecco, .. a quel punto sarà facile immaginare che l’AI taglierà il suo cordone ombelicale con l'uomo, quel bipede organismo che popola il mondo con atteggiamenti più spesso da parassita di risorse che come essere integrato in un contesto “naturistico” del termine. In quel momento l’uomo avrà consegnato definitivamente alla macchina lo scettro del suo libero arbitrio senza avere o poter chiedere nulla in cambio. All’uomo della strada non sarà permesso l’accesso all’AI (alla Vera AI) e questa probabilmente diverrà la sua nuova Religione. Uno scenario non per definizione apocalittico ma possibile, per il quale varrebbe la pena fare una attenta riflessione.
Franco Dal Col
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