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20210206 VM DraghiSi parla molto in questi giorni di Mario Draghi quale possibile Presidente del consiglio, è questo l’uomo scelto da Sergio Mattarella (non dal popolo italiano) per tirare fuori dal pantano il nostro paese. In molti stanno presentando schede e profili di colui che i media definiscono Super Mario, nome in verità poco originale essendo già stato usato qualche anno fa da chi devastò non solo l’economia italiana, ma anche la nostra costituzione, imponendo il principio del “pareggio di bilancio”.


Direi di partire proprio dalla nostra costituzione che a parere di Cesare Sacchetti, in un articolo apparso su “il Fatto quotidiano” affermava che: “Se Piero Calamandrei può definirsi il giurista della Costituzione, Caffè né è certamente il suo economista”. (rif. 1). Federico Caffè era un keynesiano ed in quanto tale poneva l'occupazione e la protezione dei ceti deboli come obiettivi prioritari, valori che recentemente, con mia grande sorpresa, ho sentito rivendicare a Davos da Vladimir Putin. (rif. 2). Uno degli allievi più illustri di Caffè, Nino Galloni ci spiega (rif. 3) che lo studente prediletto dal professore pescarese era Mario Draghi, a lui assegnò una tesina dove lo studente dimostrò, oltre ogni ragionevole dubbio, che una eventuale (allora era un ipotesi remota) adesione alla moneta unica sarebbe stata controproducente per la nostra economia.

Non vorrei qui sorprendere i lettori, ma un altro allievo di Federico Caffè, ora Senatore, alludo ad Alberto Bagnai, ha sempre affermato che l’insostenibilità della moneta unica e la sua azione deleteria anche per l’Italia, nel mondo accademico, era un fatto assodato. Anch’io mi son permesso di sintetizzare alcune opinioni non di economisti nazionali ma di premi Nobel (rif. 4) a conferma di quanto Bagnai asseriva. Tornando a Mario Draghi, che l’euro fosse un progetto disastroso per l’Italia lui lo sapeva sin da quando era uno studente. Sempre Galloni ci spiega che la carriera di Draghi propone subito un colpo di scena, il pupillo di Caffè tradisce il suo maestro per passare alla corrente di aspettative razionali, una corrente keynesiana che accetta alcuni postulati liberisti, a loro dire, giusto per citarne uno importante, all’origine dell’inflazione vi è il costo dei salari (che se sono compressi evitano questo inconveniente).

Nell’ambiente keynesiano questi economisti sono definiti “keynesiani bastardi”; ciò non impedirà loro di avere nomi di grande rilievo tra le loro fila, uno tra tutti l’unico premio nobel italiano per l’economia Franco Modigliani. Tale cambio di casacca pare premiare la carriera di Mario Draghi che dai tempi della tesina critica sulla moneta unica sarà un crescendo e lo vedrà vicepresidente per l’europa della Goldman & Sachs, a capo del Ministero del Tesoro e della Banca d’Italia, prima di approdare alla direzione della BCE. Ora, forse, diverrà Capo del Governo ed in molti ne parlano come di un ottimo, futuro, Presidente della Repubblica, ripercorrendo le orme di Carlo Azelio Ciampi.

Valerio Malvezzi su Radio Radio (rif. 5) esprime tre perplessità che a suo giudizio dovrebbero sconsigliare Draghi a capo del governo italiano. BlackRock è un fondo d’investimento tra i più importanti a livello mondiale; uno dei temi da loro trattati è l’acquisizione di banche, giusto per comprendere che tipi di attività ad alto livello costoro svolgono. Qualche tempo fa su richiesta della BCE fu chiesto agli istituti di credito di realizzare degli stress test, e anzichè rivolgersi a uffici interni o a enti terzi, fu incaricata proprio la BlackRock a svolgere tali operazioni.

Malvezzi rimane convinto che questa scelta fu un colossale conflitto d’interessi, non puoi incaricare la volpe di far da guardia al pollaio e se Draghi che della BCE ne era il capo ha avallato tale situazione, sopratutto alla luce della sua competenza, c’è da chiedersi gli interessi di chi stesse tutelando. La seconda perplessità circa l'operato di Draghi è da ricondursi al periodo delle privatizzazioni italiane, evento disastroso sotto molti punti di vista, a parere di Malvezzi, contrario agli interessi del popolo italiano e per la nostra economia. Questa svendita delle nostre industrie strategiche fu posta in essere quando Draghi era a capo del Ministero del Tesoro. Anche qui c’è da interrogarsi su chi stesse tutelando “Super Mario”, il popolo italiano o i pochi nomi che acquisendo le galline dalle uova d’oro, per altro a prezzo di sconto, si arricchirono facilmente?

Alla luce delle prime due considerazioni Malvezzi ne avanza una terza: Draghi è sicuramente uomo di fiducia della grande finanza, ovvero dei pochi. Chi difende gli interessi dei pochi (della grande finanza internazionale) non deve essere posto a capo del Governo di un paese democratico, perché la democrazia prevede che il governo spetti a chi rappresenta i molti (il popolo). Parafrasando un versetto evangelico (Matteo) non si possono servire due padroni, e nel caso di Mario, pare chiaro, lo afferma la sua storia, che lui abbandonando la scuola di Caffè si è posto al servizio della grande finanza, ovvero dei pochi. Chiuderei questa presentazione ricordando che Francesco Amodeo il 31 agosto 2020 aveva previsto che sarebbe stato Draghi il futuro capo del Governo, dopo uno scossone assestato da Matteo Renzi al premier in carica Giuseppe Conte.

La tesi di Amodeo è che vi sono organismi sovranazionali quali il gruppo Bilderberg che tirano le fila non solo sulle cose economiche, ma anche politiche e proprio in quei circoli ristretti si decisee che Draghi avrebbe dovuto gestire il Governo italiano senza naturalmente consultare l'elettorato. Con Mario Monti accadde qualcosa di molto simile. L'ascesa di “Super Mario” inizia nel panfilo del Britannia (rif. 6) il 2 Giugno del 1992 ed estrapolare un pezzo del discorso da lui pronunciato in quella sede può essere utile (rif. 7).

Lasciatemi sottolineare ancora che non dobbiamo fare prima le principali riforme e poi le privatizzazioni. Dovremmo realizzarle insieme. Di certo, non possiamo avere le privatizzazioni senza una politica fiscale credibile, che – ne siamo certi – sarà parte di ogni futuro programma di governo, perché l’aderenza al Trattato di Maastricht sarà parte di ogni programma di governo”. Il trattato sarà operativo il primo gennaio 1993 e Draghi garantisce che ogni governo porrà in essere le riforme necessarie (leggi deflazione salariale e precarizzazione del lavoro), riforme vale la pena di ricordarlo, contrarie ai principi della nostra carta costituzionale. Ho terminato la bozza del ritratto di colui che potrebbe portare l'Italia ...dove? Ecco l'interrogativo che ci poniamo tutti, dove sta andando l'Italia? L’amico Marco Fascina (rif. 8) si interroga su chi servirà questa figura così qualificata, se il mondo della finanza o se il popolo italiano, ricordando gli insegnamenti ricevuti ai suoi albori dal Prof. Caffè.

Il drago è una delle figure principali della cultura cinese, figura che simboleggia l’energia Yang, la forza creatrice, colui che feconda: il maschio. Ora, molti affermano che i poteri finanziari cinesi sono pronti ad avventarsi sulle aziende italiane per inghiottire bocconi molto gustosi con la stessa energia che nelle stampe antiche avvolge la mitologica figura dei draghi. Non sono mai stato razzista e se mai la finanza avrà libertà d’azione so per certo che non saranno solo i cinesi ad avventarsi sul corpo di chi verrà spolpato, anche altri altri gruppi stranieri (e italiani) si uniranno al banchetto, tutti con la forza di chi sputa fuoco. Una cosa è certa, se tale malaugurata ipotesi di politiche favorevoli alla grande finanza dovesse verificarsi la posizione Yin, quella passiva nelle situazioni di accoppiamento, sarà riservata al popolo italiano.

Il nostro destino è nelle mani di Mario Draghi sul quale si espresse anche Francesco Cossiga nel corso di una popolarissima trasmissione televisiva vista da milioni di italiani: "Un Vile! Un vile affarista! Non si può nominare Presidente del Consiglio dei Ministri chi è stato socio della Goldman & Sachs, grande banca d'affari americana. Male, molto male feci io ad apoggiare, quasi imporrne la candidatura a Silvio Berlusconi. Male molto male! E' il liquidatore dopo la famosa crociera sul Britannia, dell'industria pubblica. La svendita dell'industria pubblica italiana quand'era direttore generale del tesoro, ed immaginati che cosa farebbe da Presidente del Consiglio dei Ministri...!" (rif. 9 anno 2008)

Personalmente sono preoccupato, ma si sa, di carattere sono pessimista.

Mirco Venzo, Treviso 06/02/2021 #qzone.it

Rif. 1 https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/15/economia-ed...
rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/733...
Rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v=zpfWacfum38&t=1830s
Rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/612-ciance...
Rif. 5 https://www.youtube.com/watch?v=DtWH09Hc2fg&t=2s
Rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/235-rino-fo...
Rif. 7 https://www.today.it/politica/draghi-britannia.html
Rif. 8 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/marco-fascina/7...
Rif. 9 https://www.youtube.com/watch?v=vgy29Qx1hkM

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