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20240515 VM maradonaOggi ho avuto occasione di leggere un post curioso su Diego Armando Maradona, e voglio condividere con voi la  notizia recuperata. Dagli anni ‘30 l’Inghilterra sfida la nazione che ha vinto la coppa del mondo: il 13 Maggio 1980 nel prestigioso stadio di Wembley è l’Argentina, vincitrice dei discussi mondiali del 1978, a scendere in campo contro i sudditi di sua maestà. I locali hanno tra le loro fila giocatori di assoluto valore, c’è Ray Wilkins, che giocherà anche nel Milan. Estrapolo da wikipedia: i suoi "lanci lunghi, tesi,

precisi, taglienti» gli valsero il soprannome di Razor ("Rasoio")", c’è Tony Woodcock che l’anno precedente aveva vinto la coppa dei campioni nelle fila del Nottingham Forest, (e si ripeterà lo stesso anno) battendo in finale i campioni uscenti del Liverpool. È in campo anche il più prestigioso dei calciatori del Liverpool, Kevin Keegan, già due volte pallone d’oro e trascinatore nella cavalcata verso la coppa che all'epoca della sfida si trovava nella bacheca del Nottingham. In quegli anni le squadre inglesi la facevano da padrone in Europa. 

Contro questi nomi altosonanti c’è l’Argentina e il numero dieci della "camiseta albiceleste" è indossato da un giovane che non ha ancora compiuto vent’anni, il nome lo intuite: Diego Armando Maradona. Andiamo al 20’ del primo tempo di questa sfida quando questo ragazzino riceve palla, si destreggia tra quattro (cinque) avversari e si presenta di fronte al portiere Peter Shilton che gli esce contro per ridurre lo specchio della porta, Diego calcia sul secondo palo sfiorandolo di pochi centimetri, la palla non trova lo specchio della porta. Azione fantastica, ma inconcludente. Il risultato finale di questa prestigiosa amichevole vedrà vincere per 3 reti ad una la squadra inglese con uno splendido gol di Keegan, la rete dell’Argentina è a firma Daniel Passarella su rigore procurato dal nostro Maradona. (rif. 1) 

Qual è la notizia? Che i fratelli di Diego, Hugo e Lalo nelle chiacchiere di famiglia lo rimproverarano per non aver dribblato anche il portiere, sarebbe stato più facile segnare, sostengono con forza, e in più ne sarebbe uscito un gol fantastico. “La prossima volta lo faccio!” fu la replica del campione.

A chi è appassionato di calcio non devo spiegare che Maradona ritrovò come avversari gli inglesi nel mitico stadio Azteca di Città Messico (quello stesso di Italia Germania 4-3 del 1970) il 22 giugno 1986 e dopo aver superato più di mezza squadra inglese, partendo dalla propria metà campo (si va male a contare gli avversari superati, anche perché qualcuno lo scartò due volte rif. 2), si ritroverà di fronte a Peter Shilton. Non sappiamo se si ricordò delle parole dei fratelli, resta il fatto che come consigliato lui dai fratellini lo scartò, prima di depositare la palla in rete. Ai famigliari aveva detto che così avrebbe fatto, e sei anni dopo, in una semifinale mondiale, così fece! Quello che ho descritto a seguito di un sondaggio coordinato dalla F.I.F.A. sarà decretato il gol del secolo (rif. 3).

Ecco alcuni spezzoni della telecronaca realizzata dal telecronista argentino Víctor Hugo Morales:Goooooooooool... voglio piangere.. Dio Santo, viva il calcio.. golaaaaaazooo.. Diegooooooool.. Maradona.. c'è da piangere, scusatemi.. Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi.. aquilone cosmico.. Da che pianeta sei venuto ? per lasciare lungo la strada così tanti inglesi?  Perché il Paese sia un pugno chiuso che esulta per l'Argentina... Argentina 2, Inghilterra 0.. Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona... Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime…”! (la traduzione dallo spagnolo è quella proposta da wikipedia - rif. 3)

E questo è l'aneddoto che ho voluto consacrare.

Allungo un po’ questa celebrazione di Maradona per dire la mia su chi sia stato il più forte calciatore di tutti i tempi; chiacchiera da bar sport, appunto. Per me la partita si gioca su tre nomi; Edson Arantes do Nascimento detto PeléJohan Cruijff, che Gianni Brera definì “il pelé bianco” e Diego Armando Maradona. Dei tre forse il più completo era il brasiliano, doti atletiche sublimi, abilità tecnica unita a fantasia, senso tattico, ottimo colpitore di testa calciava di destro e sinistro. Una persona tra le più competenti, curriculum alla mano, Giovanni Trapattoni che lo incontrò come avversario non ha dubbi: “E’ stato il più forte”! Questa la sua sintetica opinione. Io per destreggiarmi scelgo un altro parametro, che lo mette in competizione con il fenomeno olandese, la difficoltà che c’è nel vincere qualcosa con chi non ha storia. Mi spiego, vincere delle coppe del mondo con il Brasile è semplice (relativamente semplice, “capisciamme!”). 

Alzare la coppa dei campioni nell’Ajax per tre anni di seguito, squadra che prima di allora mai l'aveva vinta, non è banale, perche significa andare contro la tradizione, così come vincere una Liga con il Barcellona dopo 14 anni, è pure qualcosa di estremamente difficile; difficile, ma non hai rotto con la tradizione. Oltre a ciò va precisato che il Profeta del gol olandese non è riuscito a portare sul tetto del mondo l’Olanda, cosa che Maradona è riuscito a fare con l’Argentina nel 1986. I nomi di assoluto valore in quella squadra olandese non mancavano, mentre l’Argentina senza Maradona era una squadra mediocre, a mio giudizio. L’impresa però, che mi induce a ritenere Maradona il più grande, è stata vincere lo scudetto con il Napoli

Rompere un monopolio di quel tipo in Italia, e siamo tutti d’accordo che senza Maradona sarebbe stato impossibile, è l'attestato di un impresa straordinaria. Un simile gesto altera la tradizione, e per me la tradizione è importante, è qualcosa che ha un peso, basta ascoltare cosa afferma Carlo Ancelotti quando parla del Real Madrid e di come, lui sostiene, chi indossa quella maglia bianca sia sempre pronto a imprese impossibili: è la storia che si trascina dietro che spinge ogni atleta a  ciò. In tal senso voglio ricordare altri grandi campioni che hanno accettato una simile sfida, quella di vincere con squadre senza passato. Uno su tutti Roberto Mancini che con il gemello Gianluca Vialli porterà la Sampdoria sul tetto d’Italia ed ad un passo dal tetto d’Europa (frenati proprio da quel Johan Cruijff che in veste di allenatore farà vincere la prima coppa dei campioni ai blaugrana).

Rispetto a Vialli Mancini ha il merito di aver ripetuto l’impresa riportando lo scudetto alla Lazio, cosa che non è semplice, riuscendo anche a far vincere ai biancocelesti altri trofei nazionali ed esteri, anche qui, andando contro la tradizione. Un altro grande giocatore che è riuscito nell’impresa di riportare lo scudetto a casa dopo quarant'anni fu Paulo Roberto Falcão che condurrà i giallorossi a giocare la finale per la coppa dei campio, perdendola ai rigori contro il Liverpool. La Roma però aveva già vinto uno scudetto nel 1941/42. Per chiudere mi piace ricordare un altro grande calciatore che dimostrò enorme coraggio, anch’esso brasiliano: Arthur Antunes Coimbra meglio noto come Zico

Porterà una squadra di provincia quale l’Udinese a competere da pari a pari contro le più forti squadre d’Europa, perché all’epoca il Milan, l’Inter, la Juventus, la Roma di Falcão ed il Napoli di Maradona, in Europa andavano per vincere. Su questo metro di giudizio indubbiamente devo citare anche Gigi Riva. Come dimenticare il successo ottenuto con il Cagliari? Lui rispetto al talento brasiliano, la squadra di provincia la fece vincere davvero, e fu tra i protagonisti della famosa Italia germania dell'Azteca! Detto ciò, e reso merito a questi grandi campioni, ritengo che Maradona, in maniera forse imprevedibile, a mio giudizio è stato il più grande. Le sue reti fantasiose certo pesano, lo spettacolo che creava anche, ma pesa, soprattutto, aver trascinato alla vittoria chi non è avvezzo a respirare l'aria rarefatta dell’alta  classifica.
Anche per questo comprendo che un personaggio di tale carisma lo si voleva in campo a tutti i costi, anche se per farlo stare in piedi dovevi fargli tre infiltrazioni sulla schiena: lui poteva essere ad un terzo delle sua capacità, ma i suoi compagni nel vederlo al loro fianco sul terreno di gioco rendevano il doppio. 

Finisce qui l’analisi tecnico atletico tattica, per entrare su campi inerenti all’animo umano; non so per quali misteriose ragioni, ma Maradona, mai criticato da nessun suo compagno di squadra neppure dopo che di cose discutibili ne fece, aveva qualcosa di extra calcistico che pungolava in positivo l'animo dei compagni. Anche per questo ritengo sia stato il più grande. Ed anche il mio che come gicatore mi ero scelto riferimenti del tutto differenti, ma se lo ricordo oggi con tale enfasi evidentemente, quel piccolo grande argentino, qualcosa di particolare mi ha lasciato. Chiedo scusa se ho voluto esternare queste chiacchiere da bar.

Mirco Venzo, Treviso 14 maggio 2024 #qzone.it

rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=e6PchZvly8k
(minuto 2,37)
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=BvZ-IOvx17U (Minuto 2,15)
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Gol_del_secolo

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