Un film che merita di essere analizzato per chi ama Salvatore Samperi, è Scandalo, del 1976. La mia critica non sarà del tutto positiva, ma chi volesse approfondire l’eroe indiscusso (a mio giudizio) della commedia sexy deve rapportarsi con questa pellicola che ha elementi di interesse perchè ci parla un po’ anche dell’autore. Salvatore Samperi, di Scandalo è il regista, l’ideatore del soggetto e lo sceneggiatore, in quest’ultimo caso coadiuvato dall’inseparabile Ottavio Jemma (rif. 1), che ho già trovato a fianco del regista nello stilare le sceneggiature, almeno per tutti i film da me recensiti sinora con l’eccezione di Casta e pura, dove Jemma si accolla tutta la sceneggiatura da solo. (rif. 2). Partirei dalla trama, per poi sviluppare le mie riflessioni.
La trama
In una Francia prossima al secondo conflitto mondiale, una famiglia borghese, i Michoud, sono proprietari di una farmacia, e vivono con relativa serenità la propria vita, sdoganati i problemi economici che attanagliano molti francesi dell’epoca, anche se sotto la cenere ci sono braci destinate a diventare fuoco.
Il prof. Henri Michoud, interpretato da Raymond Pellegrin, ha interessi intellettuali (si occupa di letteratura e di collezionismo) ed è indiscutibilmente un ottimo padre; segue con attenzione la giovane figlia Justine (interpretata da Claudia Marsani) aiutandola negli studi. Justine vive quel periodo di vita che attraversa il confine dalla fanciullezza alla maturità, è ora, in quella terra di confine. La figlia è amata dai due genitori, ed anche la madre dimostra attaccamento alla famiglia pur se molto presa dalla farmacia, che dirige con attenzione. La farmacista si avvale della collaborazione di due aiutanti, Juliette (interpretata da Andréa Ferréol) e il garzone Armand, interpretato da Franco Nero.
Tra Armand e Juliette c’è una tresca amorosa/sessual/pincereccia, pur se la donna è fidanzata con un altro uomo. Insomma, ai due sottoposti piace copulare e la verve erotica dell’uomo stimola la ragazza. Una sera, in un oscuro sottoscala, Armand erroneamente allunga le mani, complice il buio, sulla sua titolare, Eliane Michoud, interpretata da Lisa Gastoni. Armand non solo non viene allontanato dal luogo di lavoro per condotta indecente, come lui stesso si aspetterebbe, ma scopre, passo passo, che la sua titolare, ha carenze sessuali: evidentemente la bella coppia borghese non ha una relazione così solida come pare alla comunità del quartiere, e così Armand si fa via via sempre più audace nel giocare con la sua titolare, alzando sempre più l’asticella delle richieste sessuali, sino a portare la donna, più anziana di lui, a compiere gesti decisamente scandalosi. L’azione del garzone non è solo generata da un risentimento di classe, che pure c’è, ma è anche frutto di una sua indole, Armand non pare una bella persona retta da solidi principi, ad esempio lui non ci pensa proprio di servire la patria, come farebbero molti suoi concittadini, ed anzi fa il possibile per evitare di rischiare la pelle inutilmente.
Wikipedia classifica la pellicola come drammatica/erotica, e mi ritrovo pienamente con le due definizioni, anche se manca un aspetto decisivo, utile a presentare la pellicola allo spettatore: il film è un buon esempio della relazione padrone/schiava tipica delle relazioni del BDSM. Ed è proprio questo aspetto a darmi delle informazioni su colui che reputo il più importante regista della commedia sexy all’italiana. Inizio con le mie osservazioni!
La prima, ho definito Salvatore Samperi un eroe della commedia sexy all’italiana, e non potrebbe essere altrimenti essando lui il regista di Malizia (rif. 3) opera che lanciò definitivamente Laura Antonelli nell’olimpo nazionale, e che ancor oggi è uno dei film più visti e intriganti. La ragion per cui reputo interessante Scandalo è legata al fatto che questo lavoro, pare a me indiscutibilmente ricondurre al Marchese Donatien-Alphonse-François de Sade. Dopo aver visto questo film sono convinto che per Salvatore Samperi l’influenza del Divin Marchese sia stata determinante! Già in altre pellicola il tema del ricatto era stato utilizzato da Samperi per costringere i suoi personaggi a gesti, situazioni, atteggiamenti finalizzati all’appagamento degli istinti sessuali che la controparte, senza la situazione di obbligo, difficilmente avrebbe realizzato, modalità d'azione coerente con gli insegnamenti del marchese immorale.
In Malizia Nino muove come una marionetta Angelina (Laura Antonelli) perché lei sa che l’adolescente può con il suo comportamento decidere le sorti del suo futuro, ma anche in Casta e pura, (rif. 4) Rosa (sempre interpretata da Laura Antonelli) subirà violenza da chi le stava vicino contro la sua volontà, tra l’altro in questo film, successivo a Scandalo, c’è anche una sorta di orgia, situazione che calza a pieno con le fantasie del Divin Marchese. Tuttavia se ciò non bastasse a ricondurre il regista italiano allo scandaloso autore francese sono pproprio alcuni nomi assegnati alle protagoniste di questo film, e la loro indole. Nel romanzo Justine o le disavventure della virtù del 1791 la protagonista è una giovane che non ha particolare attrazione per il sesso, al contrario della sorella Juliette, ma il corso delle cose, la costringerà a cedere, contro la sua volontà, agli istinti carnali, non tanto suoi, quanto dei suoi aguzzini.
La Justine di Samperi, al pari dell’eroina di De Sade, non è particolarmente attratta dal sesso, e però per il sadico piacere di Armand, (Franco Nero) si troverà a perdere la verginità, non per amore, ma per soddisfare un sadico capriccio del garzone di bottega. Faccia caso il lettore che l’amante di Armand, donna che pare dissoluta, si chiama come la sorella della Justine sadiana, ovvero Juliette, e, come nel romanzo del Marchese anche Andréa Ferréol, come nel romanzo di De Sade, costei assecondando i suoi piaceri carnali, vive in equilibrio con se stessa e con la società, nel nostro caso, con l’ambiente dei Michoud che la circonda. Dopo aver spiegato la ragione che mi suggeriscono una connessione tra Samperi e De Sade, è giunto il momento di commentare la pellicola che ha molti punti di forza, ma che non mi è piaciuta del tutto.
L’ambientazione è senz’altro originale, l’idea di collocare la trama nella Francia che annusa l’arrivo della guerra, ma non pare preoccuparsene troppo, è geniale. Le musiche di Riz Ortolani sono anche adeguate e contribuiscono, assieme alla fotografia di prim’ordine, oltre ad una serie di piccoli dettagli, cito a mo’ di esempio i problemi della motocicletta del compagno di Juliette, a trasmettere un idea di cura cinematografica. L’opera però poggia su di un artista che sta sopra le altre, Lisa Gastoni! La donna, che aveva superato i quarant’anni all’epoca delle riprese, non solo regge con abilità un ruolo difficile, ma sa farsi anche apprezzare per la fisicità, elemento non secondario in una pellicola erotica! Sulla sensualità del suo personaggio si gioca molto della riuscita della pellicola e il fisico concesso con maestria e generosità, da parte dell’attrice, che sa rendersi avvenente, è uno dei punti di forza di quest’opera.
Un plauso devo farlo anche alla freschezza del protagonista maschile, Franco Nero, trentacinquenne all’epoca delle riprese, ma in effetti, a guardare il film, pensavo fosse più giovane. Questa cosa della presenza ha una sua importanza perché uno dei temi forti del film è quello della donna matura che, stanca della monotonia della grigia quotidianità, e per di più trascurata dal marito, di colpo si ritrova a provare passioni fortissime grazie all’ardire del giovane che ha un che di scapestrato. Il bello maledetto, volendo sintetizzare. Capisce il lettore che è la freschezza una delle armi utilizzate da Armand (Franco Nero) per soggiogare la padrona più stagionata. Qui va detto che questa situazione ci racconta come siano cambiati i tempi; oggi anche una sessantenne può tranquillamente risultare seducente ai nostri occhi, ma negli anni quaranta del secolo scorso così non era. Tornando a Franco Nero io una decina d’anni glieli avrei tolti all’attore dagli occhi azzurri. Cosa mi ha disturbato in questa pellicola? Proprio la figura di Armand/Franco Nero che ha calcato troppo la mano con i suoi ricatti, accompagnati da uno sguardo gelido e inflessibile che me l’ha reso tanto odioso quanto poco credibile.
Il regista per me ha quindi ecceduto nel creare una figura di tale squallore fintanto da renderlo quasi grottesco. Questo però è un mio gusto, rimane, Scandalo, una pellicola molto coraggiosa, assai differente dalle altre di Samperi che ho recensito e confesso che mi attiverò per recuperare altre produzioni di questo regista perchè quest'uomo ha dell’originalità, cosa non scontata nel settore della commedia sexy italiana, dove spesso i film sono uno la fotocopia dell’altro.
Mi fermo qui con le considerazioni inerenti a questa pellicola per non tediare lo spettatore; tuttavia mi piace rapportarla ad altri lavori già recensiti. Il tipo di storia mi ricorda Senza Scrupoli di Tonino Valerii (1986 - rif. 4) anche se nel lavoro successivo a Scandalo la trama è meglio sviluppata. La borghese che si fa trascinare dal “bello maledetto” è più “credibile”, ma lascio al lettore giudicare se la mia valutazione è corretta (anche nella pellicola del ‘86 sia le richieste che la scelta di vita imposta alla “sedotta” non sono "acqua di rose", ma qualcosa mi rende quella storia più convincente). Va detto che nel lavoro di Samperi c’è però maggior ricchezza di dettagli, ci sono più personaggi e rilevo una maggior cura nel descrivere l’ambientazione. L’altro film, tra quelli recensiti, che mi piace accostare a questo è Il portiere di Notte di Liliana Cavani (1974, antecedente a Scandalo - rif. 5). Nel film della Cavani, dove pure la storia rasenta l’incredibile, la figura maschile è più credibile, e tutto quel lavoro pare a me più armonico. Tuttavia ritengo che la psicologia della protagonista femminile, in Scandalo, vuoi per la trama, vuoi per la recitazione della Lisa Gastoni, sia preferibile alla pur brava e apprezzata Charlotte Rampling. A ben pensarci questa cosa è sorprendente considerando che a dirigere Il portiere di notte è una donna. Spazio ora ad altre opinioni dei critici di Davinotti.it dove la pellicola è tendenzialmente molto più apprezzata di chi vi scrive. Trovo giusto quindi dar particolare spazio a chi motiva positivamente questo lavoro.
Lucius sintetizza con “davvero notevole” questo lavoro: “Non mi sorprende che nell'Italietta bigotta sia sparito perfino dai palinsesti. Coraggiosa pellicola, che mira a sondare il vietato: una passione che colpisce forte come una mazzata sul cranio, una passione che acceca, che stravolge e scuote come una marea, chi la prova. E non importa se si rischia lo scandalo, non importa se si ha una reputazione da preservare, quello che conta è annullarsi totalmente varcando i propri limiti, per approdare nella terra del proibito liberandosi di tutto, indossando la propria pelle come unico vestito. Sei pronto?”
Sulla stessa lunghezza d’onda si posiziona Undying: “Francia: una gelida notte invernale a cavallo del 1939-1940. La bella farmacista Eliane (Lisa Gastoni) viene, piano piano, sottratta al marito (sempre assente per lavoro) dal garzone che rifornisce il negozio. L'uomo, di nome Armand (un cinico e lucido calcolatore interpretato da uno spietato Franco Nero), induce la donna in uno stato di sottomissione varcando spesso il limite dell'umiliazione. C'è un motivo: lei è borghese e, peggio, è la sua padrona. La premiata ditta Samperi/Jemma/Gastoni dà "corpo" ad uno dei più perversi erotici di stampo sadiano, assai spinto e parecchio contorto".
Furetto60 individua una cosa che mi era sfuggita, ed allora merita uno spazio: “Opera dal taglio teatrale, anche come ambientazione, molto ben interpretato dalla Gastoni cui è riservato il difficile ruolo della protagonista. Nero è un mediocre e rancoroso factotum di farmacia che ammazza il tempo cercando gonne da alzare. L’improvviso interesse per la propria padrona, tanto impettita quanto trascurata dal marito, è l’inizio di un vortice di erotismo insano e malato, esagerato e disperato. Azzeccato il parallelo tra le conseguenze, drammatiche e distruttive e l’avanzare delle truppe naziste sul suolo francese.”
Ora l’opinione di una donna: Daniela, due pallini “Francia 1941. Sposata ad un marito incurante e distratto, una matura farmacista si lascia irretire da un garzone che la sottopone a violenze e umiliazioni per una sorta di rivalsa sociale... Inversione dei ruoli tra servo e padrona incentrata sulla sessualità proterva del maschio e masochista fino all'annichilimento della donna in questo film lontano dai toni leggeri adottati dal regista nelle sue opere più famose. La fotografia di Storaro è pregiata e gli interpreti principali adeguati ma il risultato è cupo, pesante, incerto tra il moralistico ed il compiaciuto”.
Due pallini anche per Homesick: “Il rapporto servo-padrona si capovolge presto in questo dramma boirghese psicologico-sessuale (molto sessuale e poco psicologico) diretto da un Samperi cupo e violento, quasi del tutto privo dell’ironia che contraddistingue le sue pellicole più note. Assai ripetitivo, si regge sulla fosca fotografia di Storaro e sulle buone prove attoriali: la Gastoni – anche in nudi integrali – icona della borghese marcia e ninfomane, un Nero sadico e crudele, un Pellegrin intellettuale fuori dal mondo, una verginale Marsani, un’accogliente Ferreol”.
Il più critico è Fauno con un solo pallino, tradotto in “gravemente insufficente. “Il film è anche fatto bene: discreta la musica, buona la fotografia di Storaro, ok le nudità e il dramma di questa farmacista... ma vista la presenza a dir poco sfacciata, odiosa fino al rigetto, del classico intellettuale che come uomo e padre di famiglia vale meno di zero (ed è proprio il prototipo di quelle nullità che avvelenano la vita giorno dopo giorno al punto da rendere liberatoria l'irruzione del più laido dei viziosi - della serie "meglio la violenza dell'eterno piattume"), è fin troppo facile lasciarsi trascinare nel disgusto totale con le ovvie conseguenze del caso".
Mirco Venzo, Treviso 10/07/2026 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_(film_1976)
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/939-casta-e-pura-1981-s-samperi
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/706-malizia-di-samperi
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1112-senza-scrupoli-1986-t-valerii
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1117-il-portiere-di-notte-di-l-cavani-1974
rif. 6 https://www.davinotti.com/film/scandalo-1976