Se voi andate a visitare il sito Goal.com troverete la lista dei 20 giocatori più pagati al mondo. Per quanto discutibile, è un indicatore di qualità dove la concentrazione dei footbolisti meglio remunerati risiede in Spagna con i vari Messi, Cristiano Ronaldo, Neymar etc. Due club, il Real Madrid e Il Barcellona si contendono i migliori talenti del mondo e quel campionato, guarda caso ruota attorno a queste due squadre che anche a livello europeo, da lustri, la fanno da padroni.
Nel nostro continente vi sono altri due club che concentrano i giocatori meglio retribuiti: il PSG francese dove delizia Zlatan Ibrahimović ed il tedesco Bayern di Monaco dove giocano svariati campioni del mondo. Le quattro squadre menzionate si son contese l’accesso alla semifinale di Champions League combattendo soprattutto con le antagoniste inglesi che si son accaparrati il restante dei giocatori più pagati. Questo rilievo statistico mi permette di affermare che il campionato più equilibrato, tra i campionati di alto livello è proprio quello inglese. Squadre come il Chelsea, il Manchester United o il City, L’Arsenal o il Liverpool dispongono di organici e di uno staff tecnico di primissimo livello e non si sa mai prima che inizi la disputa, chi alla fine arriverà a vincere il trofeo.
E’ in questo contesto numerico e qualitativo che si inserisce la favola del Leicester, una società che due anni fa militava nella serie B e che nella scorsa stagione si era qualificata solo al 14° della Premier League inglese senz’aver quest’anno rafforzato il proprio organico con nessuno dei grandi nomi. Il giornale spagnolo EL PAY informa che in estate chi avesse puntato 10 euro sulla squadra delle volpi (è questo il simbolo della società) avrebbe guadagnato 50.000 euro: la scommessa era quotata 5000 a 1! Il suo giocatore oggi più quotato è Jamie Vardy che cinque anni fa giocava in periferia e tra il suo curriculum vi è anche una rissa in un PUB che lo obbligò a sei mesi di libertà controllata. Bene, il titolo della Premier League 2015/2016 è stato conquistato proprio dal Leicester, la piccola società senza nomi importanti e condotta da un tecnico italiano, Claudio Ranieri che in passato è più stato deriso che apprezzato, non ostante avesse già dimostrato di avere competenze tecniche di primissimo livello. Storiche sono le diatribe dialettiche con il tecnico ancor oggi più costoso al mondo, quel Josè Mourinho che in un primo momento affermò: “Ranieri è troppo vecchio per cambiare mentalità e a 60 anni ha vinto solo una coppetta…” per rincarare la dose in un’intervista successiva di vari mesi quando affermo che “…non è certo colpa mia se una volta arrivato al Chelsea quando chiesi perché avessero sostituito Ranieri mi sentii replicare che volevano vincere e con Ranieri non sarebbe mai capitato”. L’ultima battuta caustica contro il tecnico romano si verificò proprio nel campionato vinto dal tecnico portoghese davanti alla Roma quando disse… “La Roma ha grandi giocatori, ma ha vinto zero tituli!” facendo trasparire dalle sue parole che il problema della società capitolina sedeva in panchina. Oggi che scrivo le parole del super pagato tecnico portoghese altro non fanno se non aumentare la gloria di colui che è entrato nella leggenda della storia inglese, vincendo con la cenerentola del campionato. In un mondo dove il business e le lobbie pare vincano tutto e su tutti Claudio Ranieri, il Laicester City e il loro giocatore simbolo Jamie Vardy han dimostrato che è ancora l’uomo che può fare la differenza e può scrivere la storia. Lo Sport insomma, questo sport fatto di belle persone, passione e valori quali dedizione al lavoro, competenza e costanza, ci da speranza.
Iniziavo il pezzo parlando dei super pagati campioni che sono concentrati in sole due squadre del campionato spagnolo; anche in quel campionato una realtà per certi aspetti simile a quella inglese vede oggi protagonista un club che non annovera ingaggi stratosferici tra i propri atleti. E’ L’Atletico Madrid, cugina povera della capitale madrilena che si sta giocando l’accesso alla finale della prestigiosa Champion League dopo aver estromesso il super blasonato Barcellona, imbottito degli atleti più pagati (Preciso a scanso di equivoci, non è che chi legge l'articolo debba iniziare una colletta a sostegno dei giocatori dell'Atletico e delle loro famiglie, sia chiaro...). Anche in campionato la squadra madrilena sta conducendo la corsa a sole due giornate dal termine, avendo alle spalle niente di meno che l’odiata rivale cittadina: il Real Madrid! La domanda che mi pongo è questa, lo sport riesce ancora a restituire valore al singolo attraverso questi esempi, ma nella vita reale, quella dei diritti civili, del mercato del lavoro e della sua retribuzione, dei trattati internazionali quali il TTIP, a noi persone comuni questi spiragli di speranza sono concessi, o al contrario ci vengono preclusi dandoci come contropartita favole come quelle descritte che tengono viva l’illusione e impediscono nel contempo che ci si ribelli?
Rifletto su questo interrogativo contento che la Premier league sia stata vinta dal Leicester City e tifo senza mezze misure per il "Cholo" Diego Simeone e il suo umile Atletico.
Mirco Venzo Treviso, 03/05/2016
