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20230306 VM lab27Tre autori sono esposti presso LAB 27 di Treviso. Per presentare il gruppo LAB 27 copio e incollo quanto riportato nel loro sito: “... è uno spazio culturale, un crocevia umanistico dove coltivare dialoghi in un clima conviviale…”. La mostra in essere ha per titolo Se il suolo potesse parlare, e vado ora a commentarla.

Gabrielle Duplantier - Terres Basses

La fotografa franco americana espone qui alcune delle immagini relative al lavoro Terres Basses (2018). Sono immagini in bianco e nero dal sentore onirico. Dialogando con la nostra guida, Andrea Bianco, concordiamo sul fatto che l’artista non cerca di documentare un paesaggio, o un evento, cerca piuttosto di

catturare delle sensazioni interiori. L’aspetto interessante è che questo tipo di ricerca ha una risposta a sua volta soggettiva: ogni visitatore della mostra avrà delle sensazioni, differenti l'uno dall’altro andando a commentare il singolo scatto con chiavi interpretative molto personali. Io, ad esempio, sono rimasto particolarmente colpito da due immagini. Sulla prima c’è un gruppo di pecore che pare si stia conficcando in un vicolo cieco (osservando meglio la foto scopro che non è così, ma rimane forte in me la prima impressione), mentre affiancata a questa immagine ve n’è una in cui una strada si snoda tra colline sino a sparire nel cielo, evocando viaggi verso luoghi lontani.

Queste foto mi paiono un messaggio chiaro: la società di massa si sta impantanando in un vicolo cieco, mentre bisogna trovare nuove strade che mirino ad andare in una direzione totalmente differente, che ambiscano a qualcosa di più elevato e meno materiale. E’ la strada che si perde nella nebbia del cielo ad evocare in me tali sensazioni. Ora se queste immagini casualmente vicine mi hanno suggerito queste interpretazioni è un fatto mio personale e probabilmente del tutto estraneo a ciò che l’autrice voleva esprimere. Le persone al mio fianco, ad esempio, sono rimaste molto più colpite da un’immagine con protagonista un pavone e di certo il mio percorso immaginario non è da loro condiviso. A generare in me questa associazione di idee ha influito non solo l’attualità inerente al conflitto tra Russia e Stati Uniti, conflitto che si sta combattendo sul territorio ucraino, ma anche il lavoro esposto a fianco di Terres Basses, ed è poi il pretesto per presentare la prossima autrice.

Hanne Van Assche - Lucky /Udachny

La fotografa belga si interessa delle comunità che vivono in situazioni poco convenzionali e questo lavoro l’ha portata nella parte più lontana della Siberia (Russia) presso la cittadina di Udachny in Yakutia. Questa terra governata dal freddo e dai ghiacci è particolarmente ricca di minerali anche molto preziosi. Ecco la ragione per la quale il libro dal quale sono estrapolate le foto proposte a LAB 27 si intitola Lucky / Udachny (fortunata Udachny, traducendo dall'inglese). Fortunata pare un’affermazione ironica giacché chi vive in questo paese si trova a sopportare situazioni difficili legate all’isolamento ed alle condizioni climatiche proibitive per molti. Il suo è un lavoro di documentazione realizzato su banco ottico a colori.

E proprio questo aspetto dei colori è quello che mi ha maggiormente colpito perché sono tinte diverse a quelle cui siamo abituati. Oltre al'aspetto cromatico, voglio evidenziare il rigore compositivo di ogni singolo scatto. Ho molto apprezzato questo lavoro che, se da un lato ha il piglio della documentazione, ed in quanto tale è impersonale, dall’altro trasmette un'idea di tristezza, quasi a dire “nella fortunata perchè ricca cittadina di Udachny, la gente non è che sembri poi così felice”. Apro qui una parentesi: forse è proprio questa idea di insoddisfazione legata a qualcosa di russofono, che mi ha fatto scattare l’interpretazione sopra scritta sull’attualità. Torno ora a chiudere sull’autrice belga per dire che tra le foto esposte vi sono elementi di paesaggio esterno (natura), elementi urbani, dettagli di abitazioni e ritratti.

Andrea Buzzichelli - Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Questo lavoro è stato presentato con particolare enfasi da parte di chi ci ha aperto le porte della mostra, Andrea Bianco, la colonna portante del circolo LAB 27. Riporto con parole mie i concetti da lui espressi. Buzzichelli nel tentativo di narrare le cose inerenti al parco, si è imbattuto nell’archivio con le foto delle fototrappole. Molte foto esposte non sono sue, ma sono state prelevate da questo archivio. Queste immagini, catturate da questi apparecchi, meglio di altre servivano, a giudizio dell’artista, a narrare ciò che lui voleva esprimere e quindi le ha fatte proprie. Andrea Bianco ha spiegato al nostro gruppo che tale gesto ha una sua importanza perché rompe dall’egocentrismo che caratterizza praticamente ogni fotografo, andando a ricondurlo in un contesto più “sociale” dove noi fotografi, che catturiamo le immagini, siamo comunque parte di un tutto e, anzi, se ne prendiamo consapevolezza, magari riusciamo a realizzare lavori maggiormente incisivi.

Torno a narrare con parole mie per dire che le immagini proposte da Buzzichelli, foto in bianco e nero, dove giocoforza non sempre l’esposizione dell’immagine è corretta (la fototrappola non si preoccupa di tarare la  combinazione tra tempi e diaframmi, ma opera in automatico) protagonisti sono gli animali selvatici ed il paesaggio boschivo del Casentinese. Questo lavoro mi ricorda l’approccio di Franco Vaccari che si preoccupava di togliere l’interpretazione personale dagli scatti, cercando di essere imparziale, asettico. (rif. 1)

E qui è giunto il momento di tirare le fila sulla mostra che è fruibile la Domenica dalle 16,00 alle 19,00 o in occasione di incontri pubblici, senza costo, anche per chi non è iscritto a LAB 27. Tre distinte proposte, una di stampo onirico, una di stampo documentaristico ed una ricerca innovativa, tutte con autori di livello internazionale. Mi preme sottolineare che ciò non è un caso. Dialogando con Andrea Bianco capisco che l'associazione cerca di dare stimoli di ampio respiro ai soci, cercando nuove idee senza paura di varcare i confini nazionali. Ringrazio Andrea Bianco per la disponibilità e per la bella chiacchierata che abbiamo potuto fare assieme.

Mirco Venzo, Treviso 2/3/2023 #qzone.it


Nella foto una visitatrice della mostra mentre osserva una foto di Gabrielle Duplantier
rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/192-franco-vaccari-spiega-la-sua-ricerca

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