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20260901 VM la minorenneLa minorenne esce nel 1974 sotto la regia di Silvio Amadio che servendosi della collaborazione di Piero Regnoli realizza pure soggetto e sceneggiatura. (rif. 1). E’ il secondo lavoro dove "opera"  Gloria Guida, ed è già l’indiscussa protagonista di questa pellicola. Qualcuno potrebbe scrivere che questo lavoro cerca di esplorare il complesso mondo di una ragazza che deve scoprire l’amore, alternando sogni, desideri e fatti concreti, provocati/generati/stimolati da un fisico, quello della ragazzina in questione,

particolarmente avvenente. Altri potrebbero dire che c’è una critica alla coppia borghese. Onestamente io non me la sento di scrivere cose del genere perché, dopo aver visto il film, resto dell’idea che l’intento è solo uno: creare un prodotto per il pubblico maschile, inventandosi una storia che abbia al centro una bella ragazza, e che tale scelta fu azzeccata lo confermerà la storia futura della protagonista, Gloria Guida. Solo così mi spiego la varietà di situazioni, scollegate a mio giudizio, che vertono sull'appetitosa attrice che tra i suoi meriti ha quello della generosità con cui esibisce le sue grazie. Parlare di trama però non credo abbia senso, c’è di tutto e di più, tutto riversato in uno stesso calderone, come si fa con certi minestroni.

Abbiamo quindi ammiccamenti con una suora, (interpretata da Nicoletta Amadio) fantasie anche perverse che vedono protagonista un ginecologo, scene che richiamano le sevizie medioevali e, proprio per non farci mancare nulla, anche situazioni che ci riportano ai campi di concentramento nazisti. Se si cerca qualcosa di più attuale ecco un’aggressione di variegati motociclisti e… forse è il caso che mi fermi con il tratteggio, l’idea spero averla espressa compiutamente. Tutto ciò, lo ribadisco, è un pretesto per spogliare ogni tanto la protagonista: Valeria Sanna, ovvero Gloria Guida, onestamente al “top” della sua forma/freschezza fisica; posto che la Guida sarà un bel vedere per molti lustri a seguire.

L’interpretazione come attrice della Guida pare a me claudicante, e ritengo che il regista, che lavorerà svariate volte ancora in futuro con la bionda ragazza di Merano (BZ) abbia le sue responsabilità. Non credo sia un caso se quasi nessuna delle recitazioni dei protagonisti di questa pellicola mi ha convinto, eccezion fatta per la madre Franca (interpretata dalla britannica di passaporto Rosemarie Dexter) che nella scena in cui si fa spalmare la crema solare dal marito, sa farsi ricordare per un dialogo secco e importante. Purtroppo il suo personaggio sarà poi ridimensionato, per non dire affondato, dal suo amante, Carlo Salvi, socio del marito, interpretato da Giacomo Rossi Stuart che la trama dimostrerà essere molto poco centrato e, se Franca Sanna, che è una bellissima donna e anche dalla personalità molto forte, si trova tra le braccia un fesso simile, ne consegue che non sia questa gran donna che aveva lasciato immaginare ( o se preferite che mi credevo). 

Discorso opposto si potrebbe fare per il marito (e padre di Valeria), interpretato da Marco Guglielmi, che pare un povero pirla, ma poi, quando si scopre che ha come amante l’architetto Pennoni (di cui si vedono pochi fotogrammi, ma che dimostra essere l'architetta una donna molto avvenente - purtroppo non sono riuscito a capire chi l’ha interpretata, ma sappia il lettore che se l'ho definita archi-tetta, una ragione c'è!). Torniamo alla figura del padre di Valeria, lo spettatore si domanda: ma chi te lo fa fare di farti bullizzare dalla tua signora e soffrire per essa,.. quando hai per le mani tanta "salute"?

Inutile girarci attorno, il mio giudizio è che Amadio si è inventato una storia sconnessa e inverosimile per esibire un po’ di donne, tutte attraenti. Chi volesse comprendere le difficoltà di una minorenne, o comprender come le famiglie borghesi siano poco salubri per i loro figli, dovranno trovare altri lavori. Lo spessore psicologico, e sociologico in questo film è di poco sopra lo zero. Un merito questo film ce l’ha, (oltre, come detto, l'aver valorizzato il corpo della Guida) ovvero l'aver inserito nella trama una moltitudine di personaggi e di situazioni, per cui c’è varietà, tra questi merita menzione l’artista filosofo figlio del ‘68: Spartaco, interpretato da Corrado Pani, che è un ulteriore, gustoso, ortaggio messo nel calderone di questo minestrone.

Prima di cedere la parola ad alcuni dei commentatori del sito Davinotti.it, sempre da quel sito, ho recuperato uno stralcio di un’intervista rilasciata da uno dei protagonisti di questa pellicola, Silvio Spaccesi (interpretò lo zio sacerdote, una delle tante figure secondarie in questo film)

- L’intervistatore Geppo (Giacomo di Nicolò): “Giacomo: Nel 74 la troviamo di nuovo con Amadio nella Minorenne, con Gloria Guida. Com’era la Guida sul set?"
Spaccesi: "Una bella figliola. Oggi non so se funzionerebbe ancora la sua bellezza un po’... imbambolata; una cara persona, la moglie di Dorelli... non so se ha rinnegato quello che fatto. E poi che ha fatto? Ha mostrato un po’ di gambe, un po’ di sedere, un po’ di tette... E’ un fiore di Dio. Una cosa bella era, insomma”.
Il merito di aver recuperato questo documento spetta a Zender, uno dei commentatori di Davinotti.it; ed è proprio a loro che ora do la parola (rif. 2).

Homesick è tra i più benevoli ed assegna a questo film tre gettoni. “Un bel saggio dell’eclettismo di Amadio e della vena musicale di Pregadio. L’inizio sembra quasi un’anticipazione del finale di Avere vent’anni; poi lambisce la nunsploitation dagli accenni lesbici e sadomaso, onde stabilirsi nei territori della commedia erotica antiborghese e anticlericale. Conclude con la vittoria della semplicità e della schiettezza, cioè della collegiale Guida e dell’artista alternativo Pani”.

Deepred89 (due gettoni). Ecco le sue argomentazioni: "Riuscito coming of age settantiano, antiborghese, ironico, romantico, quasi una versione distesa e stravagante di Quando l'amore è sensualità. Facilonerie psicologiche e un paio di momenti seriamente imbarazzanti (Rossi Stuart nazi e la fallimentare prima volta col coetaneo [ps: ma la maglietta di lui??]) sono controbilanciati da un'ottima cura nell'estetica e nelle musiche e da un buonissimo cast, non ultima la stessa Guida, spontanea ed espressiva. La componente onirico-kitsch si arresta un attimo prima di stuccare, l'erotismo c'è e funziona".

Giùan - due gettoni anche per lui, ma è più severo nella sua critica - "Esordio del connubio cinematografico Guida/Amadio, destinato a produrre solo più tardi i suoi risultati migliori. Il difetto essenziale del film sta in uno script che dà l’idea di esser tenuto assieme con lo sputo, coi vari personaggi che, animati dal contrappunto musicale del maestro Pregadio, paion tessere di uno slegatissimo mosaico, senza alcuna interazione reale tra loro. Gloria è già mozzafiato ma sguardo e pose son ancora da rivedere. Imbalsamato e cotonatissimo il cast maschile, mentre la serva Lepori e la distinta Dexter si lascian vedere".

B. Legnani - "Noiosetto prodotto che presenta però una Gloria Guida per la quale non esistono aggettivi adeguati. Ma oltre a lei c'è pochissimo. La parte più interessante è quella iniziale ed onirica, non finissima, ma almeno in grado di discostarsi dalla banalità che arriva quando il film ha virato verso la commedia scollacciata familiare, nel cui àmbito tocca punti infimi (Rossi-Stuart nazi...). Recitato malissimo e alla "buona la prima" (quel limone che cade...), a esclusione di Pani (nel logoro cliché dell'alternativo). Un pallino e mezzo, con generosità".

Mi fermo qui con i commenti di una produzione che ha spaccato gli opinionisti di Davinotti.

Mirco Venzo, Treviso 01/09/2026 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/La_minorenne
rif. 2 https://www.davinotti.com/film/la-minorenne-1974

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