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20261014 VM FascinationFascination è un film del 1979, scritto, diretto e sceneggiato da Jean Rollin. Val la pena citare anche il responsabile della fotografia, Georgie Fromentin e quello delle musiche, Philippe D'Aram. (rif. 1). Son finito su questa pellicola perché orientato da un’opinione della rete che già mi aveva indirizzato verso Buona come il pane (rif. 2) film che mi aveva deluso, ma ho voluto approfondire anche questo lavoro per comprendere eventuali connessioni. Ahimè, sono riuscito a recuperare l'opera solo in lingua francese, idioma che non conosco certo in modo fluido, ma ho voluto comunque vedere di che si trattava e… pur non avendo compreso pienamente i dialoghi sono rimasto soddisfatto.

La presentazione per tanto la lascio totalmente a wikipedia (non avendo agguantato i dialoghi evito così di scrivere corbellerie). il genere è horror, erotico.

“Agli inizi del Novecento, in un castello francese, due donne, appartenenti ad una setta, ospitano un ladro in fuga. Il loro intento è quello di dissanguarlo per poter celebrare un rito esoterico”. In una intervista del 2006, l'attrice Lahaie ricorda che il film doveva essere concepito, inizialmente, come un lavoro hardcore. Successivamente, Rollin, intenzionato a redigere una pellicola soft con forti tinte horror, convinse la casa di produzione a fare un'opera meno spinta. Distribuzione: Per i contenuti espliciti (in particolare, alcune sequenze softcore e splatter) la pellicola venne vietata ai minori di 18 anni. Accoglienza: Ard Vijn (Screen Anarchy) sostiene che sia uno dei migliori lavori di Rollin. Dello stesso avviso Paolo Mereghetti che ricorda, in particolare, la celebre scena di Brigitte Lahaie con la falce”.

Con questa presentazione mi aspettavo di vedere sangue che corre di qui e di li… qualcosa simile a Revenge di Coralie Fargeat (francese come il regista che sto recensendo - rif 3) dove la protagonista ad un certo punto pattinava nel plasma. Oppure mi attendevo che, avendo letto quanto sopra, con la presenza di un’artista proveniente dall’hardcore, ci fossero scene rasenti il porno, qualcosa di simile a Erotikill (altrimenti intitolato la Comptesse noire, di Jesús Franco ) tanto più che Brigitte Lahaie, nello stesso anno lavorò con Franco, regista che non lesina certo le scene di sesso, come ho potuto osservare - rif. 4)

Bene, il film si caratterizza per una pulizia della fotografia, per una composizione delle immagini, e per un sostanziale equilibrio che pare a me risulti anche da come si susseguono le varie scene, sorprendenti, ma comunque collegate l'una all'altra. Non c’è frenesia nelle situazioni, e non c’è staticità. La trama scorre serenamente, come un corso d’acqua dove di quando in quando ci sono delle rapide, per poi ritornare al tranquillo ritmo iniziale. Una cascatella all’improvviso, e poi subito si ritorna sulla pendenza iniziale, regolare… il flusso degli attori, delle situazioni ti porta al finale con una certa dolcezza, pur trattandosi di un film horror. La parola giusta è eleganza, il film è elegante, pur confermando tutte le sue caratteristiche, il film è certo erotico, ma mai volgare, ed è certo un film horror, ma mai eccessivo. Il divieto ai minori di 18 ann, onestamente, non l'ho capito (almeno nella versione che ho recuperato).

Il bacio che si danno le due protagoniste per confondere, turbare, sedurre il ladro (interpretato da Jean-Marie Lemaire) è sensuale, ed è in un certo qual modo il manifesto del garbo insito in questo lavoro, è una scena erotica e saffica, ma il riusultato è "chic".  Tutte le attrici del film lo sono: eleganti e sensuali.

Altro fornte: mi ha colpito una scena iniziale in cui si vede un mattatoio, sangue per terra (non come in Revenge...il giusto) e cadaveri di bovini appesi. Irrompono due donne molto raffinate, una vestita di bianco, l’altra di nero, con i loro cappelli da “belle Époque” a rendere tutto più surreale. I vari soggetti sono posizionati benissimo, l’immagine ha equilibrio. Rosso, bianco, nero… C’è cura nei particolari. Anche la musica è idonea alle situazioni proposte, variegata a seconda dei casi; si va da cori che ricordano musiche ecclesiali a valzer o, se serve, ecco che arrivano ritmi incessanti da tensione che sale. E' la musica è precisa, congrua allo scopo. Non ho compreso i dialoghi, come anticipato, ma devo riconoscere che questo film mi è piaciuto, totalmente differente dal già citati Revenge e assolutamente lontano da Erotikill, tanto che sono sorpreso la Lahaie abbia lavorato con Jesús Franco, almeno quello che ho conosciuto nella pellicola già citata. Pur se dello stesso genere di Fascination, (anche Erotikill è un horror/gotico/erotico) queste due pellicola sono molto lontane l'una dall'altra, al contrario il film che sto recensendo,  mi ha riportato alla mente tutt'altra pellicola  Miele di donna di Angelucci, (rif. 5) forse anche per l’eleganza delle protagoniste affini a Clio Goldsmith, pure francese, che però si destreggiò in una pellicola assolutamente diversa da questa (Miele di donna non è un horror e non è intriso di goticismi).

E' giunto il momento di dare un certo spazio alle protagoniste. Brigitte Lahaie interpreta Eva, ma i nomi contano poco in questa recensione, forse è più interessante sapere che iniziò lavorando in un negozio di scarpe, che farà poi film hardcore, di seguito si proporrà in film per tutti. Farà del teatro, diventerà conduttrice radiofonica e televisiva, scrittrice, per annoverare tra le sue passioni l’equitazione e l’astrologia. Dimenticavo, fisico strepitoso, bionda!

Il ruolo di Elisabeth è invece interpretato da Franka Maï, mora, di origine vietnamite, pure lei scrittrice, regista e produttrice cinematografica. Il suo fisico? Regge senza paura il confronto con la collega che nel film è anche sua amante. Aggiungerei un dato su un’altra splendida attrice che interpreta un ruolo meno rilevante, quello di Hélène. Bene, quest'attrice è l’avvenente Fanny Magier, pure lei proveniente dal mondo del hardcore, dopo aver concluso la propria esperienza nel mondo del cinema a metà degli anni '80, si è dedicata a terapie energetiche sulla persona, trasferendosi negli States. Non c’è che dire, la squadra proposta dal regista è decisamente interessante, almeno tanto quanto il suo film.

Parola ora ai commentatori del sito Davinotti, (rif. 6) partendo da B. Legnani che ha un'opinione totalmente differente dalla mia, ecco che scrive: “Insomma... Nonostante alcune ammalianti calligrafie, non si possono tacere le cose che proprio non funzionano, come l’abuso di immagini frontali (giudicando da questo film – suo primo che vedo – Rollin pare un fotografo, più che un regista) o come la mediocre recitazione, con punte verso il basso. Sorprendenti sbavature resistono, benché eliminabili facilmente al montaggio: più volte un attore viene inquadrato come se fosse lì per caso e solo in seguito assume l’espressione richiesta! La splendida Lahaie, all’epoca ormonalmente assai assai d’impatto per il vostro umile scriba, parla (se non è doppiata) un francese dolcissimo. Memorabile: Musetto delizioso, tette a coppa di champagne e culetto tornito di Brigitte”.

Il giudizio più positivo lo esprime Herrkinski, eccolo: "Forse tra le migliori "rollinade" di sempre. Il regista confeziona un film che racchiude in sè tutti i tratti caratteristici della sua poetica: le donne vampiro (anche se in questo caso non si tratta di vere e proprie vampire), il tema saffico e in generale il culto del corpo femminile, il surrealismo, le inquadrature studiate come fossero fotografie d'autore, le atmosfere morbose e sospese in un limbo di malinconia e lascivia. Chi non ama Rollin non apprezzerà neanche questo; gli altri invece si troveranno di fronte a un suo classico”.

Per onore di cronaca devo rilevare che in rete ho trovato una recensione che attribuisce al film non solo un valore estetico, quewllo su cui io e Herrkinski concordiamo, ma propone anche un’interpretazione politica e sociale. Io, forse per un mio limite, non l’ho colta durante la visione, a posteriori posso anche condividerla, ma è mia regola non farmi mai influenzare nei miei giudizi da altre opinioni (altrimenti che opinionista sarei?) Quindi mi taccio e non la riferisco, ma sappia il lettore che c’è anche questo. Ah, per chiudere… la connessione tra Buona come il pane e questo film francese, non l’ho proprio capita e trovata. Semplicemente non esiste! Sono pellicole lontanissime per pubblico, recitazione, trama, cura dei dettagli, paese di origine e genere… in ambedue ci sono belle donne, questo sì, ed anche qui, mentre nel lavoro di Jean Rollin ce n'è più di una, Buona come il pane propone solo...una pagnotta".

Mirco Venzo, 14/10/2026 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Fascination_(film_1979)
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1224-buona-come-il-pane-r-sesani-1982
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/996-revenge-di-c-fargeat-2017
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1145-erotikill-di-j-franco-1974
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1188-miele-di-donna-di-g-angelucci-1981
rif. 6 https://www.davinotti.com/film/fascination-1979

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