Il viaggio della sposa è una pellicola uscita nelle sale nel settembre del 1997 ed è il quarto film dell’attore pugliese Sergio Rubini in veste di regista; per l'occasione si è anche occupato della sceneggiatura coadiuvato da Filippo Ascione, Umberto Marino e Raffaele Nigro. La trama è semplice, la nobile Porzia Colonna (interpretata dall'esordiente Giovanna Mezzogiorno) deve essere scortata dal convento di Atri, in Abruzzo, per raggiungere un abitato pugliese, dove si dovrà sposare con un nobile. Bortolo (interpretato dallo stesso Sergio Rubini) è l’unico della scorta a salvarsi con la ragazza da un attacco dei briganti, ciò nonostante i due proseguono il viaggio tra svariate avventure sino a raggiungere il
feudo dello sposo. La vicenda si svolge nel 1600 circa e lo spettatore si trova quindi a godere di un film in costume ambientato nella penisola italiana prima dell'unità.
Dovendo definire con un aggettivo questo film a piace l'aggetivo “pulito”. La storia scorre via senza frenesia, ma senza neppure risultare lenta per il fruitore del prodotto, non è impegnativa ma le vicissitudini dei protagonisti non la rende nemmeno banale. I protagonisti sono i due attori citati e altre figure sono mere comparse, utili alla trama, ma senza una forza tale da lasciare segno nello spettatore. In tale situazione la fa da padrone lo scontro/incontro tra la nobile, bella, gentile e colta, ragazza el il villano incolto, mal vestito, per nulla educato, ma fedele, che saprà dimostrarsi scaltro a sufficienza per servire con dedizione la sua padrona. Non è un film che abbia chissà che pretesa di racconto storico, ma alla fine riesce tra le righe a spiegare bene che pericoli correva chi viaggiava in quell'epoca lungo la nostra penisola, dove i briganti erano un pericolo concreto, ma dove non lo erano di meno le forze dell'ordine.
Spiega anche, senza volerlo, come una certa scaltrezza sia insita nel nostro DNA di italiani, sia Bortolo, che la bella Porzia devono porre in essere dei stratagemmi per riuscire a salvare la pelle e un po’ di compromessi con le regole e con la verità è utile per raggiungere gli obiettivi. Tuttavia queste sono sfumature a margine di quella che è poi la vera ragione per cui lo spettatore segue il film che altro non è se non una storia d’amore tra due persone che provengono da caste diverse e che all’inizio, infatti, provano l’un per l'altro un naturale distacco, se non addirittura una certa avversione. Questa pellicola non è un capolavoro, eppure non ha nessuno elemento di stonatura nel suo spartito, del ritmo si è già scritto, la storia poco impegnativa si lascia guardare agevolmente, aiutata dai dialoghi ben recitati dai due attori. Come già scritto Giovanna Mezzogiorno era alla sua prima apparizione (aveva ventitré anni all’epoca delle riprese) e va quindi riconosciuto a Rubini il merito di aver lanciato una futura stella del nostro cinema; già con questa prima interpretazione la ragazza andrà a porre la sua candidatura per il nastro d'argento e riceverà il globo d’oro come miglior attrice rivelazione.
Non meno importante è la recitazione del regista che fa da contraltare alla bella Porzia, l’equilibrio tra il villano e la semplicità del suo modo di vedere il mondo, e quello più sofisticato della ragazza, sono uno dei segreti di questo film dove lo spettatore comprende che tra i due sta nascendo una relazione e con calma, fotogramma dopo fotogramma, la seguirà per comprendere come la faccenda andrà a terminare. Non credo farei un buon servizio se svelo come la storia si conclude, rimane a me il compito di dire che ho assistito ad un film classificabile come romantico, d'avventura e storico. Ho letto che appena uscito il film ha ricevuto anche delle critiche negative, pur riuscendo a cogliere, in seguito, numerosi premi, oltre a quelli già citati. Questo mi ha sorpreso perchè pur non essendo un capolavoro di ricerca storia è un buon lavoro, dove Rubini si muove con conoscenza del mestiere non solo come attore, ma sopratutto come regista, uesto film è privo di sbavature o di facili luoghi comuni, oltre a ciò ha il merito di essere stato fatto tutto da italiani, di essere ambientato in Italia e di parlare, a suo modo, dell’italianità.
Mirco Venzo, Treviso 11/09/2023 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Il_viaggio_della_sposa
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Rubini