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20240505 VM tutto l amore del mondoTutto l'amore del mondo è un film del 2010 diretto da Riccardo Grandi. (rif. 1) Osservando il percorso artistico del regista rimango sorpreso giacché la pellicola che sto per recensire è solo la seconda del suo curriculum, ed è la terza in assoluto, almeno basandomi su Wikipedia (rif. 2) Il soggetto che ispira il film è di Massimiliano Bruno, si tratta di un'opera teatrale a titolo InterRail che viene proposto al pubblico nel 2002, la sceneggiatura è di Edoardo Falcone ed Andrea Bassi. La trama è semplice, un ragazzo scettico sull’amore,

Matteo Marini (interpretato da Nicolas Vaporidis, che è pure uno dei due produttori del film!) deve andarsene a zonzo per l'Europa allo scopo di realizzare una guida sui luoghi più romantici. Ha solo un desiderio: non essere accompagnata da Ruben Sebastiani (interpretato da Alessandro Roja).

Matteo ha già i suoi problemi a casa, e il tema dell'amore, per suoi convincimenti, è lontano dalla visione che gli è stata richiesta: quella idiliaca, sognante. Anche per questo non vuole al suo fianco uno come Ruben, il classico “cazzone”. Il fotografo Reben  è inaffidabile, all’opposto della professionalità, sempre alla ricerca di nuove gonne cui aggrapparsi. Manco a dirlo sarà Ruben ad accompagnarlo per tutto il viaggio, trascinandosi dietro Valentina (Myriam Catania -una tromba amica, pazza come lui, ma realmente innamorata di quel stravagante ragazzo), e da Anna De Angelis. Anna è già fidanzata e caratterialmente è all’opposto di Matteo perchè crede nell'amore, nel romanticismo, nel sogno. Al principio sembra che tra i due non possa nascere nulla ed invece, ancora una volta, gli opposti finirando per attrarsi.
Il lettore individua subito una storia adolescenziale, (o giù di lì) ed il lieto fine è scontato.

Nel sito Davinotti, (rif. 3) dove sempre amo confrontarmi, una recensione può sintetizzare la maggioranza delle opinioni espresse: Piero68 “Solita e ripetitiva commediucola sentimental-adolescenziale che lascia il tempo che trova, con un Vaporidis nemmeno lontano cugino di quello visto in pellicole sicuramente più riuscite e un Roja (il Dandi di Romanzo criminale) che sembra essere la brutta copia di Alessandro Siani (ed è tutto dire). Come ha già detto qualcuno la storia del viaggio per trovare (o ritrovare) se stessi ormai non funziona più. Molto in voga negli Anni Settanta, ma decisamente anacronistica nell'era di internet.” Non sono in grado di commentare i riferimenti artistici cui Piero si richiama, rimane il fatto che ha centrato il punto che mi rende interessante questo film: il tema del viaggio!

Non andrò a dettagliare le varie situazioni che si susseguono di volta in volta, di città in città, quel che a me è piaciuto è proprio il gusto del viaggio che è proposto in modo dignitoso. Mi scuserà il lettore, ma forse è il sentimento della nostalgia che mi ha travolto; Barcellona, Londra, Amsterdam, la Scozia… sono tutte mete che ho avuto occasione di godere in gioventù, e proprio grazie a quello strumento che segnò la mia generazione: un abbonamento ferroviario a basso costo che ci permise di viaggiare ovunque, l’interrail, (proprio il protagonista del lavoro di Massimiliano Bruno). Questo spiega perchè ho provato dei brividi guardando questo film! 

Quindi che alla base del film c’è un soggetto, (quello ideato da Bruno) e che il soggetto (la storia) è credibile, rispecchia una realtà che milioni di europei (e di italiani) condivisero. Il mito del viaggio che è un mito, a mio modo di vedere, ancora in auge e dialogando con i giovani constato che i progetti di scambi studenteschi anche oggi portano miliaia di ragazzi a destra e a sinistra dentro il nostro continente. La conseguenza è che anche in una storia come quella proposta da Riccardo Grandi c'è qualcosa in cui lo spettatore si riconoscere. Volendo fare il precisino il film ha un titolo che richiama all’amore, ma è forse più una pellicola che parla del viaggio e del viaggiare e non a caso uno dei protagonisti del film, Maurizio Marini ne spiega in un breve monologo l’importanza. 

Maurizio è il padre di Matteo, una persona egoista, inaffidabile, un pessimo padre, ma nel contempo è un romantico, un uomo che cerca le emozioni, che ama il rischio e non ha paura di tuffarsi nelle situazioni più incredibili. E’, se vogliamo, una sorta di hippy, ecco che dice (se non mi leggere alla lettera, non è facile prendere appunti mentre ascolti un monologo): “Per la nostra generazione viaggiare era una cosa importante. Era una sorta di mito”. Ed è vero, io ho vissuto quel mito, come sopra precisato, e condivido molte delle cose che il film, sottotraccia, esibisce con chiarezza, ovvero: che il vero viaggio non è spostarsi di collocazione su di una carta geografica, ma è avventura. E l’avventura significa affrontare dei rischi, provare a sfidare l’ignoto, capire i propri limiti. Per tanto è l’esatto opposto dei villaggi vacanze dove bevi barolo o prosecco nel mare dei caraibi, mentre ti godi una mozzarella di bufala campana con il crudo di Parma.… (Se sei a Cuba è la frutta tropicale che dvi provare, e che diamine…!!!). Maurizio, splendidamente interpretato da Sergio Rubini, ci spiega con il suo personaggio anche un altra cosa, che se il viaggiatore è una persona che cerca nuove frontiere, nuovi confini da varcare, è nel contempo l’opposto di un buon padre. 

Viaggio e famiglia vanno in direzioni opposte perché la famiglia si basa sulla solidità, sulle certezze, e quindi chi viaggia, chi vive senza radici, non può essere un buon padre. Nel film Baciami ancora (2010) e nel precedente L’ultimo Bacio (2001, ambedue di Gabriele Muccino - rif. 4) la figura di Adriano (interpretato da Giorgio Pasotti), ribadisce, su altra trama, lo stesso concetto. 

Torno però a raccontare del film con Vaporidis che è caratterizzato da un buon ritmo, rilevo che tutti i personaggi sono ben tratteggiati, non ultima Anna, splendidamente interpretata dalla rumena naturalizzata italiana Ana Caterina Morariu, che ha il merito di conquistare con il suo fascino acqua e sapone, le simpatie dello spettatore. Anna ha anche un ulteriore virtù: il suo personaggio ci ricorda che l’innamoramento stesso è un avventura. Quel sentimento è una sorta di viaggio che pure comporta affrontare i propri limiti, scoprire di che pasta siamo fatti e spesso, come in questo caso, obbliga alla rottura con i legami sentimentali presistenti. Molti personaggi dettagliati, dicevo, e tra essi mi ha sorpreso riconoscere anche la bella Sara Tommasi, che ha assolto con pulizia il suo compito.

Mi fermo qui con la recensione. Certo, il tema della commedia romantica a lieto fine è scontato, certo, il tema del viaggio sarà trito e ritrito, ma inventarsi qualcosa di nuovo non è semplice e non è neppure un obbligo. A mio giudizio è un buon film quello che vi ho recensito, c'è una bella trama, degli attori idonei per i loro ruoli, la storia è forse prevedibile, ma così trutturata, grazie alla varietà di personaggi e di situazioni che ad ogni città di vanno a verificare, riesce a tenerti sullo schermo. Ancora sulla prevedibilità del racconto: spesso in questo luogo esterno le vie valutazioni su film italiani della commedia erotica, ed allora abbiamo ancora il coraggio di discutere di prevedibilità e di originalità dopo anni di Pierini, e vacanze di Natale e estive? In conclusione ritengo che già riuscire a trattenere lo spettatore davanti al video quando lo stesso intuisce il finale significa che qualcosa di buono nella produzione ci dev'essere... Non la pensate come me?

Mirco Venzo, Treviso 04/05/2024 #qzone.it

rif.1 https://it.wikipedia.org/wiki/Tutto_l%27amore_del_mondo
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Grandi
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/tutto-l-amore-del-mondo/21305
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/916-l-ultimo-bacio-2001-g-mucino

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