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20200329 FDC oboloSiamo in piena pandemia da Covid-19. Un virus che sembra abbia già mietuto solo in Italia oltre 10.000 vittime. Stiamo parlando di un virus di cui in realtà si conosce poco o nulla. Non se ne conosce l'esatta origine, non se ne conosce l'esatta letalità, non se ne conosce l'esatto stato di fatto, non se ne conosce la cura. Da più parti per chi sfortunatamente è collegato in rete, arrivano notizie che a dir contraddittorie sarebbe solo un eufemismo. Nessuno comunque, come sempre accade nella penisola italica, si è risparmiato dal dispensare le proprie pillole di saggezza.

Chi è partito per tempo, mentre in Cina c'erano solo le prime avvisaglie, ha potuto esternare le sue previsioni, i suoi dettami, le sue conclusioni, da luminare quale riteneva di essere. Luminare come ad oggi se ne trovano in numero tale da superare di gran lunga il numero degli infettati. Unico dettaglio è che, come volevasi dimostrare, solo ad una manciata di giorni di distanza, le affermazioni rese in prima battuta, si sono dimostrate spesso in netto contrasto con quanto affermato in seguito. Un infantile trasformismo pseudo-scientifico che ha superato in velocità persino quello del tempo di mutazione del Virus. E subito una domanda sorge spontanea.

In questo mondo di epidemiologi della domenica, ma uno che di professione studia Virus dalla mattina alla sera, che li guarda, che ci parla, che ci mangia, che ci dorme persino assieme, che le sue giornate le passa tra provette e libri, libri e web, web e banche dati, banche dati e ricerca, ricerca e laboratorio in un continum esperienziale oggi più che mai globale, che alla fine il coronavirus dovrebbe riconoscerlo a miglia e miglia di distanza, un professionista con la "P" maiuscola, che dovrebbe conoscere la sua materia come l'Ave Maria, com'è possibile allora possa trovarsi impreparato ad affrontare solo l'ultima creatura di una famiglia di Virus di cui sono piene le banche dati di mezzo mondo. Com'è possibile che TUTTI gli addetti del settore in Italia brancolino ancora nel buio della sperimetazione, mentre dall'altra parte del continente le cose sembra siano state risolte già da un po' come nel caso del Giappone, di cui si parla poco o nulla nella stampa nazionale.

Il Giappone che si trova ad uno sputo dalla Cina, che ha al suo interno una grossa comunità cinese, che è stato il primo paese ad essere ovviamente infettato (dopo la Cina), che ha il doppio degli abitanti dell'Italia (128mln contro i nostri 60mln), che ha una densità di 343 abitanti per Km quadrato contro i 199 ab/Kmq dell'Italia. Com'è che in questo Stato AD OGGI, vi siano stati meno di 50 (cinquanta!!) morti per Corona Virus (COVID-19)?. Non sembra strano? Cinquanta morti in un paese stipato come sardine, che è partito prima di noi con la pandemia e che statisticamente avrebbe dovuto ad oggi averne per essere in linea con Noi .. diciamo almeno 15.000 di morti. Sembra assurdo se si pensa che in questo Paese, senza tanta sperimentazione e studi del genoma ci si sia affidati oltre a tutto anche ad un farmaco antivirale da banco esistente e commercializzato dal 2014.

Se non la stessimo vivendo sembrerebbe una barzelletta ed invece. Qualcuno dovrebbe seriamente spiegarci perchè TUTTI i nostri ricercatori che probabilmente non sanno il giapponese, stanno passando ore ed ore da almeno 2 settimane a studiare una soluzione, che dall'altra parte del continente non solo esiste già ma che, dati alla mano, qualunque essa sia, non ha fatto il disastro sociale ed economico che stiamo vivendo qui da noi. Ma qualcuno dei suddetti Luminari, non poteva fare una telefonata in un inglese anche seppur maccheronico ai suoi colleghi dagli occhi a mandorla e chiedergli semplicemente che SOLUZIONE stavano adottando per contenere così tanto le perdite? Ma la nostra ambasciata in Giappone, che vive ed ha vissuto tutto questo, perchè non ha fatto una telefonata al nostro Ministro della Salute per informarlo sulla possibile SOLUZIONE da adottare? ... 50 morti contro 10.000. Una domanda allora me la farei su .. " a chi giova tutto questo ? ".

Come l'ultima delle barzellette che sta tempestando gli Italiani in questi giorni, come al solito dopo il danno la beffa. Uno Stato, una Nazione, Organi ufficiali, reti Nazionali che CHIEDONO agli italiani di fare una DONAZIONE alla Protezione Civile!!! L'apoteosi dell'assurdità. Uno Stato, che dovrebbe garantire per Statuto, la Salute, il Lavoro, la Sicurezza, .. chiede ai propri cittadini di farsi carico di pagare il conto della Protezione Civile, .. delle mascherine e dei camici ai Sanitari, .. dei ventilatori ai ricoverati in terapia intensiva. Come dire, dopo aver chiesto la carta igienica ed i fogli A4 per le fotocopie ai nostri studenti, ORA si è passati a questo Stato che chiede, tasse e balzelli a parte, anche l'obolo per ripianare le SUE mancanze.

Di questa via, ci ritroveremo presto senza tanto stupirci, ma per un comune senso di solidarietà, lo stesso Stato, con la stessa faccia tosta, a chiederci di fare le stesse "Donazioni" per rimpinguare le casse dell'INPS o delle Multinazionali assicurative di turno, per poter pagarci le Pensioni ..o per fare una Scuola, un Ospedale, una Strada. Follia pura. E nessuno dei Luminari della Carta stampata o della Comunicazione che noti questo stravolgimento del senso e del ruolo dello Stato, che evidenzi questa Mistificazione oggettiva. Uno Stato che oggi più che mai dimostra di avere le pezze al culo e neppure la dignità di salvare la propria immagine. Non confondiamo la Solidarietà umana, estremo gesto di carità e condivisione, con la Responsabilità di uno Stato che, se tale, DEVE avere nei confronti dei propri cittadini. Quale futuro per un Popolo senza Stato?

Franco Dal Col

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