Quando Massimo D’Alema, il 29 Agosto, nella serata conclusiva dell’evento Fornaci Rosse a Vicenza, forse preso dalla foga contro la riforma costituzionalRenziana, ha detto in modo incidentale e sommesso che nutre forti dubbi anche sulla riforma dell’articolo 81 della Costituzione (Pareggio di Bilancio per intenderci), sono trasecolato. Purtroppo il successivo breve dibattito si è incanalato in sterili polemiche tipiche della sinistra, e non sono riuscito a chiedere a D’Alema se avevo capito bene. Ricordo per i non vedenti dei disastri dell’euro, che la modifica dell’art. 81 non è stata sottoposta a Referendum confermativo perché approvato da più dei due terzi dei componenti di un Parlamento eletto col Porcellum, regnante Monti, il primo di una serie di presidenti non eletti.
Ritorno a casa con i miei dubbi ed ecco che due giorni dopo Stefano Fassina il 1° settembre su Social Europe pubblica un duro attacco contro l’Euro “Saving The EU From The Euro, The Most Extreme Neo-Liberal Trap” Salvare l’UE dall’Euro, la Più Estrema Trappola Neoliberista. Ma come? Durante il regno di Bersani voi non eravate quelli dell’Euro? Nell’Euro non ci ha portato il padre nobile Romano Prodi. Ma ancora più sorprendenti sono alcune frasi, scritte, ripeto scritte da Fassina. Carta canta villan dorme. ....la Brexit ha dimostrato l’insostenibilità economica, sociale e democratica dell’ordine neoliberista per un numero sempre crescente di famiglie della classe lavoratrice e della classe media. …….
Continuiamo a sentire invocazioni intrise di retorica sugli Stati Uniti d’Europa o, quantomeno, sul “più Europa”, e sulla necessità di un ministero del tesoro per l’eurozona. A sinistra, e ancora di più in una parte significativa della cosiddetta “sinistra radicale”, le cose vanno ancora peggio: ciò che viene proposto è una democratizzazione totalmente irrealistica dell’UE, e chiunque tenti di far notare l’insostenibilità della moneta unica e chieda una riflessione su un “piano B” per andare oltre l’euro e salvare l’UE viene respinto come “sovranista”, neo-nazionalista, populista, e di conseguenza associato a Grillo, Salvini, Le Pen e Farage……..
Ma il meglio viene verso la fine. I leader europei progressisti devono trovare il coraggio intellettuale e politico di ammettere che l’euro è stato un errore di proporzioni storiche, e definire una via d’uscita dalla trappola per rivitalizzare la democrazia, promuovere la piena occupazione e posti di lavoro dignitosi, e ridurre la disuguaglianza. Benvenuti nel mondo reale, nel fantastico mondo degli stipendi sempre più bassi grazie alla zona euro, dei risparmiatori che perdono tutto perché bisogna salvare le banche, perché bisogna salvare l’euro.
Cari D’Alema e Fassina, meglio tardi che mai, ma vi chiedo: siete convinti, oppure avete fiutato l’aria e vi state parando le chiappe?
Marco Fascina
[fonti esterne]
https://www.socialeurope.eu/
trad. it vocidallestero