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20250707 VM Gino StradaQuesto articolo nasce da due video che mi sono stati presentati da facebook e dalla voglia che ho di ricordare Gino Strada, quella che senza dubbio posso definire una bella persona. E inizierei proprio dal concetto di bellezza, tema di cui mi sono già più volte interessato (rif. 1; 2; 3) utilizzando proprio uno spezzone del mio riferimento 3 dove, nel approcciare un film di Paolo Sorrentino, Parthenope, ho dovuto approfondire il tema della bellezza. Mi cito: “Bello” (La parola καλός - Kalos significa "bello") rif. 4. ...va inteso all'interno del concetto ellenico .Nella grecia antica dove “il bello” non è legato solo all’estetica, quanto ad un’idea più complessa; Kalos è bello in un contesto di armonia! Brevemente: una cosa per essere bella deve essere anche "buona", utile. Una cosa è bella se funziona, o, se vogliamo, se è “giusta” allo scopo

per cui è stata messa al mondo. La bellezza è legata all'essere “adatto” a ciò per cui è stata creata. Un bello scudo non è quello dove è dipinta Moana Pozzi nuda, è quello che resiste ai colpi del nemico nel duello. Una bella vela è quella che non si strappa durante la tempesta, non quella colorata di un colore gradevole.

Ne consegue che “bello, buono, giusto" (e vero) sono concetti che stanno legati, sono interconnessi, sono parte del kalos. La “bella persona” non è solo (e forse non tanto) esteticamente intrigante, ma si comporta bene con gli altri (è in armonia con la collettività, potremmo dire), con la Polis! Ne rispetta le leggi e, oltre ad essere lei in equilibrio, è elemento di equilibrio per gli altri. Questa è una bella persona. In tal senso utile è la provocazione del massimo filosofo per molti: Socrate, noto in tutta Atene per la sua “bruttezza”. Aveva gli occhi sporgenti e molto grandi, narici spropositate e i contemporanei lo descrivevano come un Sileno (da internet: “dall'aspetto di un anziano calvo, corpulento e peloso era spesso raffigurato con attributi animaleschi”.)

La gara di bellezza di Socrate

Rif. 5 “Un giorno, brutto e trasandato come si presentava di solito, fu sfidato a un concorso di bellezza dall’amico Critobulo. «Partecipo, d’accordo – rispose – ma dimmi: che cosa intendi per bellezza? Credi che il bello si trovi solo nell’uomo o anche in altre cose». «Anche nel cavallo, nel bue e in molti oggetti inanimati – rispose – . Uno scudo può essere bello, e una spada, un’asta». «Cose così diverse tra loro, com’è possibile che siano tutte belle?». «Se sono ben fabbricate rispetto agli usi per i quali le acquistiamo o se sono per natura adeguate a ciò di cui abbiamo bisogno, queste cose sono belle». (vedi quanto specificato sopra NdR).

«Bene – chiese allora Socrate – sai perché abbiamo bisogno degli occhi?». «Per vedere». «Se è così i miei occhi sono più belli dei tuoi». «E perché?». «I tuoi guardano dritto innanzi a loro. I miei, invece, sporgenti come sono, guardano anche di lato». «Dunque, gli occhi più belli sono quelli del granchio?». «Certo». «E che dire del naso, è più bello il mio o il tuo?», soggiunse Critobulo. «Gli dèi ce l’hanno dato per odorare – risponde Socrate – . Le tue narici guardano verso terra, le mie verso l’alto e possono così accogliere gli odori da ogni dove».

E via dialogando, finché Critobulo si arrende e, ammettendo lo svantaggio, chiede che si voti pensando di avere la peggio. A perdere, invece, è ovviamente Socrate. Ma da questa testimonianza di Senofonte, suo grande ammiratore, avrete capito quanto Socrate era ironico e spiritoso”. Sintesi finale, sempre recuperata dalla rete: I Greci non attribuivano alla bellezza un significato puramente esteriore. Bellezza era, secondo loro, il risultato di una perfetta armonia tra qualità spirituali (intelligenza, equilibrio e saggezza) e qualità fisiche. E Frine si poteva dire bella appunto perché possedeva tutte queste doti.

In uno dei due video che ho ascoltato a parlare era il più noto degli architetti italiani: Renzo Piano, ecco che cosa sosteneva in questo spezzone recuperato su facebook “...quando Gino Strada mi chiamò mi disse: Renzo, devo fare un ospedale ad Entebbe (Uganda) per i bambini, sul lago Vittoria. Voglio che sia scandalosamente bello! Usò proprio questo vocabolo: “Bello”, lui, un chirurgo… scandalosamente perchè, ci sono dei benpensanti che quando fai un dono alla gente povera, del terzo mondo, basta fare un ospedale… Lui però voleva che fosse scandalosamente efficiente, che fosse l’ospedale migliore del mondo! Perché quando fai un dono, specialmente a chi ne ha bisogno, fai il dono migliore che tu possegga… e deve essere bello! Bello dell’essenza primaria! Bello negli spazi, nell’idea di solidarietà… Bello perchè un ospedale dev’essere un luogo di eccellenza medica, ma anche umana…!"

Ora il lettore comprende il perché del mio riferimento alla classicità: Strada voleva che fosse Scandalosamente bello, non solo in senso estetico, ma in tutti i sensi, che fosse funzionale, che scuotesse l’anima di chi lo vedeva, portando positività. Che fosse armonico con la sua idea di mondo e quindi con tutto il mondo. Poco dopo aver ascoltato queste parole mi imbatto in un video che narra della Bauhaus. I concetti che questa scuola ha cercato di diffondere non mi sono parsi così lontani e da l'idea antica di bellezza, e da quanto avevo appena ascoltato per voce di renzo piano. Val la pena riproporre il sunto: 

La Bauhaus è stata molto più di una scuola…E’ stata l’origine del design moderno. Fondata in Germania nel 1919 (ovvero subito dopo la prima guerra mondiale), da Walter Gropius, nasce con l’idea di abbattere i confini tra arte, architettura e artigianato. Bau, «costruzione», e Haus, «casa»: dunque, «casa della costruzione» (dalla rete). L’obiettivo? Creare oggetti, edifici, spazi “belli”, funzionali e accessibili a tutti! Non più una decorazione fine a se stessa, ma una nuova estetica basata su semplicità, ordine e utilità! (Ovvero un opera degna erede dell’idea di bellezza sopra riportata) In aula non si studiava solo teoria: si sperimenta; artisti come Paul Klee, Kandinsky e Joseph Albert, insegnavano fianco a fianco con architetti ed artigiani. Si progettavano sedie, case, lampade, oggetti per l'arredo con un’idea ben chiara in testa: migliorare la vita quotidiana attraverso il progetto. La Bauhaus, durò solo 14 anni: fu chiusa dal nazismo nel 1933, ma riuscì a cambiare per sempre la nostra concezione di spazio, la concezione grafica e ogni singolo oggetto. Dalle città alle case, dagli interni ai luoghi esterni (i parchi) la sua eredità è ovunque!"

L’arte con la Bauhaus non è solo contemplazione, ma è strumento per costruire il mondo, ecco che cosa affermava il suo creatore: Walter Gropius: «Il termine di qualsiasi attività plastica è la costruzione. Le arti un tempo avevano come compito supremo l'abbellimento dell'edificio, e oggi vivono in un presuntuoso individualismo dal quale solo una stretta e consapevole collaborazione di tutti i lavoratori può liberarle. Architetti, pittori, scultori devono reimparare a conoscere e comprendere la molteplice arte della costruzione nel suo complesso. Architetti, scultori, pittori, tutti devono ritornare all'artigianato. Non c'è alcuna differenza essenziale tra l'artista e l'artigiano. L'artista è un artigiano superiore. È quindi necessario creare una nuova corporazione di artigiani senza distinzione di classe erigendo un muro orgoglioso tra artisti e artigiani: architettura e scultura e pittura, costruzione sollevata un giorno da milioni di mani di artigiani».

Quanto e se, questa scuola abbia influenzato Renzo Piano, non ci è dato sapere, anche se, leggendo velocemente in rete, pare che l’architetto italiano “... non è riconducibile ad alcuna scuola, corrente o stile: la sua idea progettuale “non appoggia su una teoria, bensì su una maniera di porsi rispetto al progetto”, con una “costante interazione tra aspetti costruttivi (tecnologici, scientifici, produttivi)". Resta un fatto: La Bauhaus venne dissolta, senza però sparire (l’abbiamo letto) nebulizzata da un’ideologia chiusa: il nazismo. Il nazismo non poteva accettare i presupposti di armonia professato sia dai seguaci di Walter Gropius, sia dalle stesse parole di Gino Strada ricordate da Piano. E commemorare chi si era concretamente attivato per combattere la guerra alle sue radici, e per portare supporto concreto ai palestinesi, (oltre che a decine di altri popoli) mi sembra un bel modo per ricordare Gino Strada, quella che è decisamente una bella persona.

Il centro pediatrico in Uganda  non è ancora completato, ma l’idea di bellezza promossa da Gino pare a me, oggi che viviamo in un'era di orrore (e si pensi non solo a cosa sta facendo Israele, ma anche a cosa sta professando l’Unione Europea, colei che dice di rifarsi alla tradizione occidentale, (e quindi greca) usando la storia come un bollino da apporre a una serie di precetti che sono l’esatto opposto da quelli accantonati a fatica dal nostro continente. Gino Strada non è più qui, ma non mi è difficile immaginare cosa direbbe circa i fatti che oggi ci vedono protagonisti: la fornitura di armi all’Ucraina, il re- arm Europe e lo scempio che i migliori eredi del nazismo, i sionisti, stanno perpetrando ai danni dei palestinesi e di tutto il medio oriente. Mi scuso con il lettore se sono stato prolisso, ma Gino Strada e le idee di Renzo Piano e della Bauhaus mi piaceva accomunarle assieme.

Mirco Venzo, Treviso 07/07/2025 #qzone.it

Luigi Strada, detto Gino (Sesto San Giovanni, 21 aprile 1948 – Honfleur, 13 agosto 2021), è stato un medico, attivista, filantropo e scrittore italiano, fondatore, assieme alla moglie Teresa Sarti, dell'ONG italiana Emergency

rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/662-la-bellezza-per-galimberti
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/507-il-sublime-kant-e-l-oggi
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1027-parthenope-di-p-sorrentino-2024-mie-sensazioni
rif. 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Kalos
rif. 5 https://studiahumanitatispaideia.blog/2014/06/05/socrate-al-concorso-di-bellezza/

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