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20260824 VM mond 2026Antefatto: Mondiali del 2026, si gioca Stati Uniti - Bosnia Erzegovina, e siamo nella fase ad eliminazione diretta, chi perde va a casa, chi resta si gioca il prestigioso passaggio del turno, l'ambizione è puntare a diventare campioni del mondo nello sport più seguito del pianeta! Al 64’ di gioco, l’attaccante degli Stati Uniti, Folarin Balogun entra in modo maldestro su di un avversario. Dopo aver rivisto al V.A.R. l’azione, appare chiaro a tutti che l’attaccante statunitense ha colpito la caviglia dell’avversario, un’entrata anche molto pericolosa che le recenti norme sportive sentenziano con particolare durezza. La decisione dell’arbitro è inequivocabile ed indiscutibile: espulsione! Un grave fallo di gioco comporta la squalifica automatica per la gara successiva, nel pianeta nessuno ha dei dubbi a riguardo. Nel prosieguo della partita non si sa se la superiorità numerica aiuterà la Bosnia a

recuperare il gol di svantaggio, ma chiunque sia interessato all’evolversi della gara sa che, qualora gli U.S.A. vincessero la partita, (e ciò accadrà), nell’incontro seguente non potranno schierare il loro attaccante titolare. Dura lex, sed lex (dal latino "la legge è dura, ma è la legge").

L’episodio sarebbe già stato dimenticato se non fosse accaduto l’inimmaginabile, la F.I.F.A., ovvero chi organizza i mondiali di calcio, diretta dallo svizzero Giovanni Vincenzo Infantino, detto Gianni, uomo dalle radici italiche, i genitori vivevano a Domodossola, riceve una telefonata da Donald Trump, e sfruttando i suoi poteri, il dirigente della F.I.F.A. compie un gesto mai accaduto prima: viene tolta la squalifica al giocatore statunitense per poter accontentare il biondo Presidente americano. Dura lex, sed lex, vale per tutti, ma, a quanto pare, non per gli americani. Abbiamo la testimonianza dello stesso Presidente americano che afferma pubblicamente: “L’arbitro era sospetto, ho parlato con Infantino e ho chiesto una revisione” [...] Quello non era un fallo, non era nemmeno un’infrazione. Erano due ragazzi che correvano a tutta velocità, che si son scontrati l’un con l’altro. E questo arbitro che è un tantino sospetto, controllate il suo passato… non voglio dirlo perché non mi piace creare polemiche, ma è davvero molto sospetto. E lui (Folarin Balogun) è il nostro miglior giocatore, o uno dei migliori nostri giocatori…E’ un giocatore fondamentale. E gli ha dato un cartellino rosso! Non sapevo cosa significasse. Non pensavo significasse granché, poi ho iniziato a sentire che significa che non può giocare la prossima partita. 

Quindi sì, ho chiesto una revisione da parte della FIFA. Ho parlato con un uomo che è stimatissimo, e tra laltro il cui livello di stima è decuplicato”. I commenti che ho sentito io a riguardo non vanno proprio in quella direzione, e non posso riportarli per non esser bannato, ma più delle opinioni da me ascoltate sulla persona di Infantino è interessante sapere che lo stesso dirigente conferma di aver ricevuto la telefonata di Trump, (rif. 1) cosa non di secondo piano perché il Presidente americano ne dice tante che, ormai, le sue affermazioni sono equiparabili a quelle di un ubriacone dentro un bar dei bassifondi, e quindi poteva essere solo una delle sue "butade".

Il caso è semplice, chi non capisce nulla di calcio, e la testimonianza che ho raccolto lo conferma, (questo manco sa, per sua ammissione, che con un cartellino rosso si salta la partita successiva), ha commesso un illecito sportivo. Tanto per esser chiari, Luciano Moggi, una delle persone ancor oggi più competenti di calcio in Italia, è stato squalificato solo perché parlava con gli arbitri, facendo avanzare dei sospetti circa presunte interferenze sulle loro decisioni. E potrei dire molto altro, ma non è il caso, la realtà è che avevo trattato prima che il fatto accadesse questo tema: riportando le osservazioni di Massimo Cacciari e Luca Sommi (rif. 2): gli USA se ne fregano di ogni regola e impongono il loro volere, banalmente è la legge del più forte che nel caso specifico, non ha impedito alla nazionale americana di prendere, con Balogun in campo, quattro sberle dal Belgio nella gara successiva a quella con la Bosnia! Gli americani, che sono il modello culturale che i nostri media stanno cercando di inculcarci, hanno preso quattro pere da una nazione di 11 milioni e mezzo; quando la loro popolazione è di 350 milioni di abitanti. Sono numeri che posti a confronto hanno poco significato, ma se il calcio non fa parte della loro cultura, se ne devono fare una ragione.

Cosa resta ad un opinionista della strada quale io sono? La consapevolezza che la legge del più forte, quella che caratterizzava il medio evo, è tutt’oggi ampiamente operativa, e questa deriva pare entrata anche nel gioco più importante al mondo, gioco da cui gli USA, per ora, restano ancora ai margini. Se un gioielliere difende se stesso e la sua famiglia a colpi di pistola quando dei malintenzionati entrano nella sua abitazione (e alludo al caso Mario Roggero in auge quando si giocava il mondiale), si prende 15 anni di carcere: Dura lex, sed lex! Se uno stato decide che in Iran la guida del paese è sbagliata, e si prende il lusso di eliminare il loro capo religioso e politico, l’opinione internazionale non ha nulla da obiettare, e per lui il diritto internazionale, non vale. Se Israele decide che per la sua sicurezza i territori di Libano, Cisgiordania, Gaza, devono essere sgomberati da quei fastidiosi abitanti che vivono da sempre a casa loro, basta ucciderli come insetti, e, anzi, l’Unione Europea palesa il sostegno “all’unico stato democratico dell’area”! 

Se la nazione militarmente più forte al mondo decide che in Venezuela c’è un Presidente che non gestisce come meglio conviene ai petrolieri americani l’idrocarburo del loro sottosuolo, basta prelevarlo con un’operazione militare, e nessuno a nulla da ridire! (rif. 3). E la legge? La legge vale solo per i piccoli perché, il terzo millennio riporta in auge la barbarie, ovvero la legge del più forte, sia in campo sportivo, che in quello politico/economico/militare! La domanda è: che fare? Io, fosse successo una cosa del genere quando giocavo tra amici, so che dopo la telefonata di Trump a Infantino, e la revoca della squalifica, avrei preso la mia squadra e l’avrei riportata in patria… gli USA vogliono vincere il mondiale? Gli lascio la coppa. Ne compro una e la spedisco alla casa Bianca! La vuoi? Eccotela! Se però vuoi giocare con me, rispetti le regole! Questa era la legge non scritta nei campetti di periferia che frequentavo (e che frequento tutt'ora). Ciò non è accaduto, tutte le nazionali presenti ai mondiali hanno seguitato a giocare.

In Iran si continua a bombardare gli iraniani, a Gaza e in Libano si continua a colpire gli abitanti di quelle terre… insomma, il ritorno al medio evo seguita come se nulla fosse, nel quasi totale silenzio dei mezzi d’informazione, quelli che han inviato miliaia di telecronisti a seguire il mondiale! Oggi che scrivo, settimane seguenti al termine del modiale, va segnalato che (cedo la parola alla IA): “Tra Gianni Infantino, la FIFA e la UEFA è in corso uno scontro istituzionale totale, culminato nell'agosto 2026 con la decisione della UEFA di confermare il boicottaggio delle competizioni FIFA e ritirare ufficialmente la fiducia al presidente. Il conflitto ha raggiunto il punto di rottura a causa di una controversa proposta commerciale avanzata da Infantino e dalle successive pesanti accuse mediatiche sul suo passato”. Ancora: "La causa dello scontro: La privatizzazione dei Mondiali. 

A fine luglio 2026, Infantino ha presentato un piano per cedere fino al 20% delle quote commerciali dei Mondiali (e di altri tornei FIFA) a un gruppo di investitori privati guidato dal fondo d'investimento americano Thrive Eternal, per una cifra stimata intorno ai 4,2 miliardi di dollari (su una valutazione totale di 20 miliardi)". Mi fermo qui, le informazioni della IA su quest’uomo senza morale sono molteplici, ma resta da comprendere la filosofia di tutta questa storia. Una l’abbiamo già estrapolata, che oggi si sta riproponendo la legge del più forte, ma giacché a far uscire dai giochi (o quasi staremo a vedere cosa accadrà in futuro) Gianni Infantino non è stata la sua discutibile moralità per ricoprire un incarico che regge un gioco che interessa letteralmente tutto il pianeta, ma l’aver voluto “svendere” il mondiale a dei privati, ci sono delle domande da porci, o che io mi pongo. Ridiamo la parola alla IA: “La reazione UEFA: La UEFA, insieme alle confederazioni CONCACAF (Nord America) e AFC (Asia), si è opposta duramente accusando Infantino di voler "svendere" il calcio e di agire in segreto per interessi politici personali. Le nazionali europee hanno subito minacciato il boicottaggio”.

La parola svendere usata in questa frase lascia intendere che forse, se le condizioni fossero state più interessanti, quest’uomo discutibile poteva rimanere al suo posto. Non è stato criticato (o cacciato) per immoralità e per aver assecondato il Presidente americano contravvenendo ad ogni regola, ma per questioni economiche. Mi fermo qui! Lo sport più bello al mondo può diventare una merce? Perché se così fosse sarebbe ad appannaggio di chi ha più soldi. Pare si stia andando verso una direzione a mio avviso sbagliata. Che i soldi possano smuovere mari e monti è già stato scritto in questo blog (rif. 4) riportando le critiche che Éric Cantona fece relativamente al mondiale in Qatar, ed è confermato dalla Lega saudita professionistica. La lega dell’Arabia Saudita, grazie al denaro che proviene dal petrolio, sta concentrando quasi tutti i migliori giocatori al mondo in un paese che conoscevamo per essere per la più parte desertico; lì stanno arrivando molti dei giocatori, allenatori e tecnici più prestigiosi. Non devo far nomi, non serve, ma tutto ciò pare a chi scrive molto preoccupante, perché il calcio alimenta molti sogni soprattutto nei bambini ed in chi è sconfitto dalla vita. Rendere questo gioco un oggetto commerciale significa entrare a piene mani su questo mondo incantato, rovinare la vita dei più deboli.

Corollario a supporto dell'ultima frase sopra riportata:
il 15 giugno 1986 Manuel Negrete durante la sfida degli ottavi di finale tra Messico e Bulgaria (Stadio Azteca di Città del Messico) realizza con un gesto tecnico/atletico una rete di rara bellezza. Ecco la situazione economica fornitami dalla IA relativa a quel paese nel 1986: “CEPAL (Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi), circa il 19,84% della popolazione messicana viveva in condizioni di povertà estrema, mentre un ulteriore 32,05% si trovava in stato di povertà non estrema, portando il totale delle persone in difficoltà a superare la metà della popolazione durante la grave crisi economica del decennio”. Ricordo che all’indomani di quel gesto sportivo un giornalista riportò l’opinione di uno di quei tifosi messicani: “il gol di Manuel Negrete è la cosa più bella che ho vissuto nella mia vita!” - Ritengo che il quadro sociale sopra ricordato vada posto in relazione con una frase tanto rilevante! 

A conferma di quanto sostenuto dallo sconosciuto tifoso messicano nel mondiale del 1950 il Brasile perde in casa contro la nazionale dell’Uruguay, ecco i dati riportati dalla IA: “La cifra di 34 suicidi e 56 arresti cardiaci viene spesso citata come bilancio tragico ufficiale o semi-ufficiale della sconfitta del Brasile contro l'Uruguay nella finale del Mondiale del 1950 (il Maracanazo). Tuttavia, storici e ricerche successive tendono a ridimensionare questi numeri definendoli in parte una leggenda metropolitana o un'enorme drammatizzazione mediatica.

I dati del Maracanazo ci dicono che il calcio è una cosa più che seria, sacra, sin tanto che non diventa un business. E’ sacra perché intacca, come confermato da questi pochi episodi riportati, la vita di milioni di persone, ma non l'intacca come un abito che si veste e poi si toglie e si mette a lavare; la scalfisce al punto di essere "la cosa più bella della mia vita" o peggio, una delusione che ti toglie la voglia di vivere. Esagerato? Come camminare sino a Santiago di Compostela a piedi per giorni e giorni; ci sono cose, che non hanno prezzo e quindi non vanno giudicate con i parametri della razionalità (men che meno con quella del mercato)! Spesso sono i più disperati che si aggrappano a queste che paiono a chi sta bene, ha un bel lavoro, "piccole" soddisfazioni. Proprio per questo non può e non deve questo mondo essere toccato da giochi economici o essere gestito da persone immorali. So che quest’affermazione arriva con decenni di ritardo, e molti ritengono sia già molto tardi per intervenire, ma credo sia importante ribadirla!

Mirco Venzo, Treviso 22/08/2026 #qzone.it

rif. 1 https://tg24.sky.it/sport/2026/07/06/caso-balogun-squalifica-fifa-uefa-news
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1181-i-valori-occidentali-il-contributo-del-prof-m-cacciari
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1125-sequestrato-maduro-un-ennesima-dimostrazione-dei-valori-occidentali
rif. 4 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/834-cantona-day

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