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20161213 VM rosa“Ma chi rappresenta nella grande carta stampata, nelle grandi televisioni, di tutta Mediaset, della R.A.I. (di cui siamo obbligati a pagare il canone ndr) quel 60% di italiani che sono andati a votare, non per un aumento di stipendio, di diminuzione di tasse, ma per un principio, la difesa della Costituzione? Chi aveva capito che stava montando questa rabbia? Chi aveva capito che la gente vuole eleggere i Senatori e non li vuole far nominare dai consigli regionali? Chi l’aveva capito che la gente non vuole una riforma costituzionale di cui non si capisce nulla perché è stata scritta con i piedi da un branco di analfabeti? Com’è possibile che oggi ci sia tanta gente sorpresa quando il mestiere di giornalisti è quello di interpretarlo un Paese. […]

Ma soprattutto voi avete mai visto un Presidente del Consiglio violare tante regole come ha violato in nostro, raccontando balle, occupando tutte le televisioni, spendendo soldi di cui nessuno sa la provenienza, usando aerei di Stato, elicotteri di Stato, sfruttando il dolore dei malati, presentandosi con una scheda falsa… Dov’è tutto questo nelle collezioni dei grandi giornali di questi giorni? E’ stato nascosto! Dov’è l’arbitro che dovrebbe alzarsi e tirar fuori i cartellini gialli e rossi? C’era qualche simulacro di arbitro quando queste cose le faceva Berlusconi, adesso che le fa Renzi c’è stato il tradimento totale dell’intellighenzia, del mondo degli artisti e del mondo della cultura! Semplicemente hanno dimostrato che quando facevano le pseudo battaglie di principio contro Berlusconi, non difendevano la democrazia, ma difendevano la loro panza, la loro carriera ed il loro partito. Di questo si dovrebbe parlare perché se non lo facciamo noi l’arbitro (sottinteso noi giornalisti, opinionisti ndr) ma chi lo fa? Mattarella che non parla mai? AGICOM che è piena di politici?”  (fonte1).
Con questo sfogo Marco Travaglio più che un sassolino dalla scarpa si è tolto un macigno che dovrebbe disturbare tutto il paese. In effetti, questo dei mezzi d’informazione e, ora sappiamo, anche degli artisti, tutti salvo rare eccezioni apertamente schierati con il potere di Renzi, è un problema che va affrontato. L’incoerenza evidenziata da un premio Oscar come Roberto Benigni difendente con un’oratoria e delle motivazioni degne del suo premio la “più bella Costituzione del mondo” quando era attaccata da Berlusconi e che oggi s’è rimangiato tutto, come neppure Galileo Galilei fece a rischio della propria vita e della tortura, è la perfetta fotografia della pochezza italiana. Il 6 dicembre era l’anniversario della morte di Gian Maria Volontè, l’attore che in coppia con il regista Elio Petri non fece solo arte, ma fece informazione, fu stimolo di riflessione per un Paese che non a caso cresceva. Benigni aveva svolto questo ruolo, e il 60% dei consensi conferma l'importanza estrema del suo operato. Torniamo a Marco Travaglio e alle sue affermazioni; un Paese che non ha una pluralità di informazione ma che si schiera sempre dalla parte del più forte, non fa l’interesse del Popolo, ma quello delle oligarchie. E’ la storia dei nostri ultimi trent’anni, da “Mani pulite” in poi.
Antonio di Pietro affermò in varie occasioni che l’opera giudiziaria contro i corrotti fu possibile anche perché i media si posero in posizione critica verso chi li aveva derubati, per certi aspetti, e traditi, per certi altri.
Oggi per contro un Ministro come la Boschi, madre di questa deforma costituzionale, può tranquillamente riciclarsi a gestire un dicastero, quando da un lato aveva promesso si sarebbe fatta da parte in caso di sconfitta referendaria, (rif intervista con Lucia Annunziata su RAI 3 in 1/2 ora 22/05/2016) e dall'altro ha dato prova di scarsa capacità professionale. Non sono io a criticare il testo della riforma che lei firmò, ma svariati docenti di diritto delle più disparate università provenienti da differenti aree politiche. (rif 2)
Il punto è che se i politici possono fare affermazione a vanvera e poi rimangiarsi la parola, hanno ragione di mentirci. Se ai vertici delle istituzioni che contano possono sedere degli incompetenti e per qualsiasi errore facciano, pagano mai (per inciso voglio vedere come uscirà l'amministratore di MPS, sicuramente se ne andrà con una ricompensa milionaria per aver fatto fallire una banca storica), la sfiducia verso le istituzioni aumenterà come le distanze tra chi ci governa e il Popolo. Tutto ciò è estremamente pericoloso! E qui tornano a imperare le parole di Travaglio, è la stampa libera che impedisce questo stato di cose, e non solo la stampa libera, ma anche il mondo dell’arte e dello spettacolo come proprio Roberto Benigni aveva magistralmente fatto e come avevano fatto a suo tempo i Gian Maria Volontè e gli Elio Petri.
 
Mirco Venzo, Treviso 13/12/2016 #qzone


Nella foto una rosa d’inverno. Il sorprendente esito del referendum e l’azione giornalistica di Marco Travaglio sono come un fiore sbocciato nel gelo. Una rarità per me che sono sempre stato deluso dagli esiti delle urne, o quasi. La speranza per il fiore (e per la Democrazia) è che la il clima cambi velocemente, altrimenti il gelo devasterà anche questa pianta, eliminando una delle poche note di colore in un mondo che si avvia verso la monocromia, tutto dello stesso colore, nero, come la tinta delle camicie fasciste e naziste. Speriamo bene! (foto e interpretazione artistica Mirco Venzo che ne è l'autore. Esistono 7 copie "autentiche" di quest'opera su carta satinata).


Fonte 1 :  https://www.youtube.com/watch?v=gh1uKJZeewk
rif 2 https://coordinamentodemocraziacostituzionale.net/2016/04/29/56...

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