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20200507 VM rospoIn un precedente articolo (rif 1) partendo da un video di Umberto Galimberti (rif. 2) spiegavo che l’uomo più degli altri animali riesce a dominare la parte istintiva, in lui meno preponderante rispetto agli altri esseri viventi, ed attraverso l’apprendimento, si adatta alle circostanze esterne. In generale possiamo dire che più è lungo il periodo in cui il cucciolo dipende dalla madre, più per quell’essere vivente l’apprendimento risulta importante. Un esempio pratico può essere d’aiuto. I serpenti, ad esempio i piccoli cobra, sin da quando escono dall’uovo sono già autonomi, dotati del loro veleno che usano per cacciare: sono dei piccoli adulti in miniatura. L’istinto li guida sin da subito, al contrario di altri

animali. Cosa questa comporti lo si evince bene parlando del rospo delle canne, (rif. 3) e della sua storia recente.

Questo anfibio, (Rhinella Marina) indigeno del centro america è estremamente vorace, caratteristica che lo fece apprezzare dai produttori di canna da zucchero locale in quanto sterminava gli insetti che disturbavano la crescita delle piante, per tale ragione venne inserito in habitat diversi da quelli originari, cercando di sfruttare le sue caratteristiche. Tra i paesi cui venne introdotto vi è la Giamaica dove uno degli obiettivi era quello di ridurre la popolazione di ratti che immagino fosse numerosa. Questa sorta di onnivoro oltre a lumache, scarafaggi e altri "parassiti", non disdegna i piccoli topolini (e i piccoli rettili). All'atto pratico rispetto ai topi, l'introduzione del rospo in Giamaica fu praticamente ininfluente, e qui iniziamo a parlare dell’intelligenza dei ratti che sono animali che si sanno adattare e modificano il loro comportamento in base alle mutate condizioni ambientali. I topi, capito che i rospi erano pericolosi, han trovato il modo per tenerli a debita distanza, seguitando con la loro vita, e deludendo gli umani che avevano fatto la "pensata". Sfortunatamente questo anfibio fu portato anche in Australia, sempre per combattere gli insetti nelle piantagioni e qui il risultato è tutt’oggi disastroso tanto da risultare un serio grattacapo per i naturalisti locali.

Il lettore deve sapere che nell’epidermide di questo anfibio è presente del veleno cui nessun predatore australiano è immune. I velenosissimi serpenti locali, appena vedono il presunto lauto banchetto, lo addentano, seguendo quanto imposto loro dall’istinto, inoculando sulla sua carne il loro letale fluido. Morale, l'anfibio catturato muore, ma la stessa fine la fa il rettile che lo ingerisce. Risultato di questo processo matematico? Si riscontra un ridimensionamento dei rettili che si autosterminano per seguire pedissequamente il loro istinto, mentre il rospo grazie al gran numero di uova che produce a tutela della sua specie, è molto veloce nel riprodursi e sta spopolando. Oggi L'Australia è infestata da questo animale indesiderato, la cui diffusione aumenta nelle zone e nei numeri, che è stato incautamente introdotto dall'uomo.

Al contrario dei ratti caraibici i serpenti australiani non han capito che devono tenersi alla larga da questo velenoso rospo, questa capacità di adattamento non è presente nei pure temutissimi rettili che, al pari di altre specie locali, stanno subendo l’invasione di questo animale che altera l'ecosistema. La rigida risposta  non sempre è vincente e l'esempio proposto spiega nel concreto i vantaggi dell'apprendimento. Ho scritto di istinto e di apprendimento e qui devo per forza riportare uno degli esempi più incredibili di intelligenza animale, quella che vede protagoniste delle scimmie del Borneo.

Il menu dell’orango pare assai variegato e contempla uova, carne ingerita da insetti, larve e piccoli mammiferi, ma è prevalentemente vegetariano. Nel Borneo le piante velenose sono centinaia e già riconoscere quelle commestibili da quelle dannose è un processo encomiabile. Qui ricordo che da buon primate, è osservando l’agire della madre, che il cucciolo di scimmia apprende cosa è commestibile e cosa non lo è, ed è proprio dall’osservazione che gli studiosi hanno fatto sul campo che si è fatta una scoperta a mio avviso sorprendente. Una femmina che pareva dolorante, prese delle foglie di una pianta, le masticò ed anziche ingerirla, come comunemente faceva con altro fogliame, la sputò fuori e spalmò la poltiglia generata dalla masticazione sul proprio braccio. Allo studioso devo riconoscere grande spirito di osservazione ed intuizione avendo lui individuato che questo rituale si verificava solo in presenza di una specifica pianta: la Dracanea Cantleyi, pianta dal gusto amaro, e quindi non appetita per l’alimentazione, ma, previo analisi in laboratorio rivelante proprietà anti infiammatorie.

Molti animali si curano ingerendo erbe, ma tutta l’attività svolta dall’orango mi ricorda gli alchimisti che preparavano i loro intrugli per lenire le loro sofferenze; tanto più che nel caso della femmina oggetto di studio, la ragione era chiara, il braccio era sofferente per aver tenuto stretto il proprio cucciolo, e la qual cosa ricorda in modo inequivocabile molte mamme umane, non ultima la mia. In tale associazione però ancor più si apprezza la geniale trovata della scimmia; non tutte le mamme umane, pur sofferenti ad un braccio, sanno autoprodursi il farmaco per lenire la loro sofferenza. Ricapitolando la storia in oggetto ci ricorda la grande capacità di adattarsi all’ambiente, e di scoprire che opportunità lo stesso può fornire a tutela della specie, sono insiti nelle comunità di scimmie del lontano Borneo. Uno splendido esempio di intelligenza che però rischia di risultare vano perchè le foreste pluviali, l’habitat dove vivono non solo questi primati, ma anche altri, e penso ad alcune tribù ancestrali classificate come umane, stanno venendo devastate dalla monocoltura di matrice globalista.

Metà di quella foresta è stata abbattuta per prendersi il pregiato legno da vendere all’estero (e quindi anche a noi “occidentali”) e i territori liberati dagli alberi sono stati trasformati in piantagioni per palme da olio, prodotto richiesto nel mercato mondiale. Una singola pianta di grande dimensioni di quella foresta pluviale, dava da vivere, si è calcolato, finanche ad un migliaio di differenti specie viventi, tra altri vegetali, invertebrati, serpenti e mammiferi: una singola pianta crea habitat per circa mille organismi maggiori!), dicevo questi mondi sono stati appiattiti ad un'unica coltivazione: la palma da olio. L'habitat degli oranghi, di varie tribù indigene del luogo con le loro conoscenze, i loro usi e la loro cultura, al pari di innumerevoli altre forme di vita, è stato annientato, e seguita ad essere distrutto dalla logica imposta dal mercato globale. L’articolo parla dell’intelligenza animale, ma qui credo sia corretto ricordare anche la stupidità umana*.

Il Borneo e l’orango sono molto lontani da noi, ma non so se lo siano anche le multinazionali che stanno perpetuando questo scempio; io non so se tra le azioni che ci sono nei miei fondi gestiti dal sindacato (il fondo Cometa) o da altri operatori finanziari veicolati dalla mia banca, non ci sia anche qualche quota di alcune di queste società a me sconosciute. So solo che il recente lockdown imposto dal recente coronavirus sta aprendo spazi imprevisti agli animali nostrani che si stanno riprendendo dei territori che noi esseri “intelligenti” gli abbiamo precluso. Vedere le paperelle che camminano sul terraglio (VE-TV), i cinghiali che scorrazzano nel centro di Nervi, i delfini che arrivano sin anche sulle sponde del porto di Trieste, solo per citare qualche esempio recuperato da facebook, a me ha fatto bene al cuore. Non può essere bello un mondo in cui sparisce la biodiversità; tanto più se a sparire, causa la logica del mercato europeo, è la indisciplinata cultura italiana. Ma questo è un altro argomento che poco ha a che fare con l’intelligenza animale e molto con la stupidità umana e ne scriverò, forse, in un futuro articolo.

Mirco Venzo, Treviso 06/05/2020 #qzone.it

*circa il significato di stupidità invito la lettura del seguente articolo :

http://qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/55...

rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/373-l...
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=ahmc9I...
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinella_marina
rif. 4 https://scienze.fanpage.it/gli-oranghi-usano...

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