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20211010 VM Junio Valerio BorgheseUna delle cose più “nere” che hanno calpestato il nostro paese è stata la Divisione fanteria di marina Xa MAS più nota come decima MAS (rif. 1) condotta da Junio Valerio Borghese (rif. 2). Uno dei giornalisti tra i più noti del nostro paese, giornalista che scriveva in un quotidiano ritenuto progressista e collocato da molti a sinistra: l’Ora (rif. 3), testata siciliana che si occupava dei movimenti operai e di denunciare molti fatti di mafia, risponde al nome di Mauro De Mauro (rif. 4); è grazie a Carlo Lucarelli ed al suo programma Blu notte Misteri italiani - La scomparsa di Mauro de Mauro, un mistero di Stato (rif. 5) se ho scoperto, con mia grande sorpresa, che quest’uomo prima di informare i lettori di sinistra fu tra i militanti della decima Mas, difese i principi fascisti sino all’ultimo, aderendo alla Repubblica di Salò ed ebbe contatti finanche con la tremenda banda Koch (rif. 6)

Il passato di militante nero del giornalista giustifica uno dei colori del titolo, resta da giustificare il perchè del rosso, anche se in parte il lettore l’avra già compreso: la collaborazione con un giornale “di sinistra” fondato dalla famiglia Florio (nota per i vini) permette di colorare di rosso il titolo, e mi impone una riflessione. Com’è che un giornalista con un simile passato fu arruolato da una testata antitetica, sulla carta, a quella del percorso personale del giornalista? Lucarelli ci spiega nel suo programma che ciò dipese dal fatto che De Mauro, emarginato proprio in virtù del suo passato, era un bravo giornalista, uno di quelli che non solo sapeva scrivere, ma cercava la verità e le notizie le sapeva scovare. Un giornale di sinistra, a quel tempo, queste caratteristiche le apprezzava e guardava alla sostanza. Mi chiedo: è ancora così? Resta il fatto che De Mauro potrà operare dentro quella testata, testata che, proprio per le scottanti inchieste che andava a pubblicare vedrà uccisi da cosa nostra, uccisi ammazzati, ed il rosso richiamato nel titolo è anche il colore del sangue, tre cronisti: Cosimo Cristina (1960) Giovanni Spampinato (1972) e lo stesso Mauro De Mauro scomparso nel 1970.

Qui però dobbiamo anche parlare un po’ della vita del giornalista e soprattutto della cause della morte, per trattare il colore giallo suggerito dal titolo. Il naso del protagonista del nostro articolo era deformato ed era stato ricucito, la sua camminata poi, era claudicante, e ciò, si dice, fosse il risultato di una disastrosa caduta in motocicletta. Wikipedia lascia però aperto un primo giallo sulle deformazioni del cronista; c’è chi sostiene che furono i partigiani a conciarlo per le feste, in virtù del suo passato, mentre altri ritengono che invece furono gli ex camerati che vollero punire il suo tradimento. Un primo giallo quindi, cui se ne associano almeno altri due. Quando fu ucciso il cronista siciliano? Non si sa, il suo cadavere non fu mai trovato e si conosce solo il giorno del suo rapimento (16/9/1970), ma soprattutto non si conoscono le motivazioni che hanno indotto gli uomini di cosa nostra a rapire e poi a far sparire questa penna troppo scomoda.

Antonio Ingroia, nel documentario Blu notte, spiega il perchè si facevano i rapimenti in Sicilia: per poter “interrogare” con agio il sequestrato, volendo usare il verbo “interrogare” quando forse il termine più preciso sarebbe un altro da porsi in stretta relazione sia con il rosso del sangue sia con il nero delle tumefazioni. Una volta che l’interrogatorio ha dato i suoi frutti e il torturato ha spiegato chi altri conosce, ad esempio, i suoi segreti o dove sono nascosti, il corpo si fa sparire, per evitare che qualche traccia possa ricondurre ai mandanti del sequestro. L’uccisione per mano di cosa nostra pare cosa scontata, anche se mai è stato ritrovato il corpo, e a conferma dell’omicidio vi sono svariate testimonianze di pentiti tra i quali anche quella di Tommaso Buscetta.

Scrivevo sopra che ancora non è chiara la motivazione che ha decretato la fine del cronista. Tre sono le piste battute. La prima che stesse per pubblicare una sua indagine sul traffico di stupefacenti che allora si stava sviluppando in Sicilia. La seconda invece lo vede protagonista di una indagine compiuta su mandato del regista Francesco Rosi che voleva ricostruire gli ultimi giorni di Enrico Mattei, ufficialmente morto per incidente, verità che il suo film per primo in modo documentato, rigetterà. Il Presidente dell’ENI era partito dalla Sicilia quando il suo aereo cadde ed è possibile che gli uomini di cosa nostra siano stati gli esecutori materiali di un omicidio commisionato però da altri. Chi? Non si sa: di nemici Mattei ne aveva a bizzeffe e tutti pericolosi e determinati. Il giornalista aveva forse scoperto qualcosa relativo a questo possibile omicidio?

Una terza pista lo ricollega al golpe Borghese, un vero e proprio colpo di Stato avvenuto in Italia, che non andò a buon fine perchè, una volta iniziato, venne interrotto. Anche qui la voce di chi diede l’ordine di ritiro ai militari della Decima Mas e ad alcuni uomini di cosa nostra, non è un fatto noto ed a dirla tutta la versione ufficiale di questo fatto è che non accadde nulla di rilevante. Tuttavia è possibile che i trascorsi di Mauro De Mauro, che gli ambienti della Decima MAS li conosceva bene, l’avessero portato a conoscenza del golpe che si andrà a concretizzare nella prima decade di dicembre, ovvero poco dopo la data della sparizione del cronista. Un colpo di Stato non poteva essere annientato da una penna zelante ed irriducibile come quella del giornalista de l’Ora.

Quale delle tre ipotesi è quella corretta? Lucarelli lascia intendere che le ultime due sono le più gettonate, e che delle due, a detta di Buscetta, tra i vari pentiti che hanno avallato questa ipotesi, quella relativa alla morte di Enrico Mattei è la risposta corretta. Ad infittire il giallo vi è la dichiarazione di un parlamentare democristiano, veneto, Graziano Verzotto che parlerà apertamente di depistaggio posto in essere per confondere la magistratura. Sicuramente, come in ogni buon affare italiano di quegli anni, lo zampino dei nostri servizi segreti è da prendere in seria considerazione. Enrico Mattei prima, e Aldo Moro poi, erano persone che volevano tutelare gli interessi dell’Italia e degli italiani ed entrambi sono stati uccisi. Entrambi, pare cosa certa, han avuto i processi posti in essere per appurare la verità offuscati e disturbati dai nostri servizi segreti.

L’Italia è il paese del sole, giallo, come molte delle faccende che stanno alla base del nostro grigio presente anche se il colore che si prospetta in futuro è ancora più scuro. Ad essere in rosso sono i bilanci di un sempre maggior numero di famiglie italiane. Spero aver spiegato al lettore il perché dei tre colori citati nel titolo.

Mirco Venzo, Treviso 09/10/2021

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/X%C2%AA_Flottiglia_MAS_(Repubblica_Sociale_Italiana)
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Junio_Valerio_Borghese
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Ora
rif. 4 https://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_De_Mauro
rif. 5 https://www.raiplay.it/video/2017/02/Blu-notte-Ma...
rif. 6 https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Koch

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