“Alfred Eisenstaedt (Dirschau, 6 dicembre 1898 – Oak Bluffs, 24 agosto 1995) è stato un fotografo e fotoreporter tedesco naturalizzato statunitense. Era solito usare una macchina fotografica Leica M3 con un obiettivo da 35 mm. È ricordato principalmente per la sua foto dei festeggiamenti in Times Square il giorno della vittoria contro il Giappone (15 agosto 1945).” rif. 1 Le parole sopra riportate sono l’inizio con cui Wikipedia presenta il fotografo naturalizzato americano; bene, chi volesse osservare da vicino il celeberrimo scatto del marinaio che bacia l’infermiera il 14 agosto del 1945 a Time Square, può recarsi ad Abano Terme in Villa Bassi entro il 20 di Settembre 2026. E’ quello l’ultimo giorno in cui è esposta al pubblico la mostra dedicata al fotografo organizzata da Monica Poggi dove 80 immagini realizzati dall’autore (corredate di didascalie) sono esposte in una cornice di assoluta eleganza.
Nella mostra sono presenti anche degli scatti a colori, ma dopo aver visionato il percorso artistico e professionale dell’artista, resta nel fruitore la convinzione che è con il Bianco e Nero che Eisenstaedt riusciva a esprimere a pieno le sue potenzialità! Innata era la sua capacità di calibrare l’equilibrio tra il chiaro e lo scuro, così come la composizione di molti suoi scatti era di una perfezione tale, da sembrare che i soggetti fossero messi in posa. Anche lo stesso scatto di Time Square riassume la sua abilità: il bianco dell’infermiera stacca in modo tale che chi osserva la foto vada subito su di lei. E che sta facendo? Si sta facendo baciare, ed ecco che l’occhio va su chi la bacia, il marinaio che vestito di scuro si nota immediatamente. Ora lo sguardo osserva attorno per scoprire che i due sono inseriti in una situazione di caos, dove c’è folla.
Un'altra innata capacità che ho notato in molti scatti di Alfred Eisenstaedt è quella di riuscire a catturare le situazioni di caos in modo tale da estrapolare da esso un soggetto che permette, a chi osserva, di non venir travolto dalla confusione, ma di riuscire a trovare un “ordine”: un equlibrio. Esempio: scatto alla Pennsylvania Station - New York 1943: la foto è inquadrata dall’alto dove centinaia di persone paiono delle formiche, ma ecco che da questo caos un elemento mette ordine: un enorme orologio. Tutto quel brulicare di persone ha un elemento in comune; deve rapportarsi con il tempo che farà loro prendere il treno (o perderlo), incontrare la persona amata, arrivare puntuale nel luogo di lavoro etc etc. Altro scatto: Apertura del Bolshoi Ballet - New York 1959. A destra si vede il brulicare di persone ordinate dai palchi, sotto dalle sedie poste in paltea. A sinistra il sipario è chiuso. Una sagoma nera, di spalle, osserva in direzione del sipario, attende che lo stesso venga tolto per far iniziare lo spettacolo. Quel uomo, di schiena, di cui non si sa nulla, sta illustrando cosa stanno facendo tutti gli altri individui presenti nella foto: attendono che lo spettacolo inizi. Situazione di confusione dove un elemento in primo piano, mette ordine a tutto il resto della foto.
“...Certo che oggi gli scatti che faceva Alfred Eisenstaedt non si potrebbero fare, litigheresti con tutti. Ora vogliono una liberatoria, chiederebbero cosa ne fai delle foto… la legge sulla privacy impedisce queste immagini!” - “C’è da dire che all’epoca c’erano i reporter, ovvero coloro che portavano attraverso le immagini, per altro basate sul supporto incontestabile della pellicola, informazioni al pubblico! Facevano vedere cosa accadeva in guerra, vedi Capa… oggi si vive di propaganda, non di informazione. In Ucraina, in Israele, a Gaza, manco possono accedere i fotografi e i giornalisti, eppure i media seguitano a narrare quel che succede….!”
Ecco un significativo scambio di battute colto tra coloro che osservavano la mostra. Mi ha molto colpito perché l’ultima mostra che ho visto, a Gorizia, (rif. 2) era dedicata proprio ai fotografi di guerra. Non solo foto di reportage, ma anche ritratti tra le immagini esposte, persone di importanza capitale nella storia statunitense: Robert Kennedy, Martin Luther King, la famiglia Clinton, il fisico Robert Oppenheimer, Ernest Hemingway, Disney con dietro a se centinaia di pupazzi, l’imperatore Hiroito che osserva attonito le rovine attorno a se…
Una mostra da non perdere con la possibilità di avere uno sconto su altre immagini di Alfred Eisenstaedt esposte a Venezia, ma di questo non posso scrivere prima di aver capito di cosa si tratta.
Mirco Venzo, Abano Terme, 21/06/2026 #qzone.it
Nota l’immagine di copertina, catturata all’interno dell’esposizione fotografica, ha la seguente didascalia: Uomo nel deposito di legname della Seatle Cedar Lumber Manufacturing - 1939
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Eisenstaedt
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/articoli-venzo-mirco/1162-back-to-peace-gorizia-2026
