Sabato primo settembre 2018 si è aperta l’ottava rassegna di Arte Contemporanea a Ca dei Carraresi. (rif. 1). A presentare l’evento organizzato da Artika, con la collaborazione della Fondazione Cassamarca, ed altri partner tra cui cito Il Comune di Treviso e LAB13, è stato il curatore Daniel Buso. La sala era piena con gente che è rimasta fuori, ad evidenziare come questo progetto sia seguito con buon interesse dal pubblico favorito dall’entrata gratuita ed aiutato dalle visite guidate che si tengono ogni giorno alle ore 16 (lunedì escluso). Tali visite sono quanto mai opportune, a parere dello scrivente, per orientarsi tra la vastità dei scenari prospettati e il gran numero di artisti, 82 per l’esattezza, che sono stati proposti nelle 17 sale del museo per un totale di duecento opere.
Quattro i filoni entro cui si sono raggruppati, a livello indicativo, precisa il relatore, i vari lavori:
- Umano/post umano, dove la figura umana è protagonista,
- Un paesaggio da sogno
- Culture e tradizioni
- Astrazioni, dove si cerca di comprendere se dopo un secolo di vita questo modo di esprimersi ha ancora possibilità di rinnovamento.
Dicevo che la visita guidata è importante per raccapezzarsi tra le varie proposte presenti nel museo, io ho avuto la fortuna di dialogare con una delle espositrici, Santina Pompeo, (rif. 2), fotografa amante dei viaggi e delle culture. “Gli scatti presenti alla mostra sono stati realizzati al quartiere ebraico di Venezia. Io ogni volta vado a visitare la città lagunare devo fare una tappa in quel luogo, dove le tradizioni sono ancora vive. La cucina, l’abbigliamento parlano di come, in un'era dove pare questi siano valori in disuso e tutto sia uniformato, conformato, vi sia chi ancora è legato al suo passato, alla sua cultura, alle sue radici. Ogni vota vado in quel quartiere, ad esempio, acquisto del pane o dei dolci che sono fatti rispettando delle regole precise, tramandate da un antico passato”.
Ci siamo poi soffermati ad osservare le foto proposte per la mostra, una in particolare vede protagonisti dei bimbi che giocano e la composizione dell’immagine è valorizzata dalla varietà di soggetti che sembrano disposti in modo ordinato, senza mai disturbarsi gli uni con gli altri, pur nel grande dinamismo catturato. Un maestro della fotografia come Marc de Tollenaere, mi spiegava Santina, le ha esternato personalmente i suoi complimenti per quello scatto cui lei è particolarmente affezionata. Le foto di Santina sono le uniche che si possono ricondurre ad una idea di fotografia “tradizionale” per il resto gli altri ottantun espositori hanno scelto altre forme espressive, al lettore valutare quale è di sua preferenza, previo una visita alla mostra. L’ultimo giorno per farlo è il 9 settembre 2018
Mirco Venzo, Treviso 03/09/2018 #qzone
Nella foto un’immagine da video di Daniel Buso durante la sua esposizione.
Rif. 1 https://www.arte.it/calendario-arte/treviso/mostra-r-8-....
Rif. 2 http://www.santinapompeo.it/santina/
