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20190320 VM SperimentalismiLa passione per la fotografia di un'amante di questo mondo, Francesca Della Toffola; un'amministrazione comunale che ha favorito questo ardore, e Trevignano, un comune della marca trevigiana, diventa uno dei riferimenti della fotografia contemporanea internazionale. Villa Onigo accoglie per la decima volta la rassegna Trevignano Fotografia, (nel rif. 1 alcune opere catturate con un cellulare), dove numerosi autori possono esporre i loro lavori e dove non mancano le conferenze per illustrarli al pubblico come quella del 30 marzo dove alle h.18,00 Giuseppe Pavone narrerà del suo lavoro “Punti di Fuga”. 

In questo decennio la curatrice della mostra ha privilegiato la ricerca fotografica, le nuove frontiere che quest'arte andava (e sta a tutt'oggi) continuamente scoprendo, dando spazio oltre a nomi illustri, anche a volti nuovi, a figure emergenti o poco note di questo mondo; favorendo gli autori che si sono sforzati ad allargare i confini di quest'arte. Non deve sorprendere quindi se il titolo della mostra è Sperimentalismi, e lascio al sindaco del Comune, Ruggero Feltrin spiegare il senso di questo vocabolo: “... Sperimentalismi, cioè la ricerca e l'apertura verso nuovi orizzonti di senso, verso ciò che non è stato ancora espresso...

Francesca Della Toffola mi raccontava che l'ospite di riferimento è Nino Migliori, ovvero il maestro che con particolare energia ha cercato di uscire dalla foto tradizionale già negli anni cinquanta, andando a provare strade nuove investigando sui materiali, sulla luce, sui tempi di esposizione, sulle inquadrature, sul concetto di immagine... Tutta la sua attività fotografica e artistica, si potrebbe dire, è stata una ricerca continua per individuare nuovi aspetti della Fotografia. Esposti vi sono alcuni suoi lavori che attraversano un significativo arco temporale.

Ho la fortuna di dialogare anche con Alessandra Calò che mi illustra il suo lavoro “Kochan” dove vi sono immagini di sé stessa fuse assieme a rappresentazioni topografiche. Tutti noi siamo sempre alla costante ricerca di noi stessi, cerchiamo di capire quali sono i nostri limiti, sin dove possiamo arrivare. “...stiamo costantemente investigando sulla nostra identità”. A complicare la cosa v'è il fatto che con il tempo, con le esperienze, sia il corpo che la mente si modificano. Il viaggio per conoscerci è in costante divenire e la mappatura di chi siamo è difficile e richiede aggiornamenti costanti. Limiti che ci sembravano invalicabili possono in un secondo momento essere superati, e altri che potevamo agevolmente superare diventano ostacoli insormontabili o quasi. Ecco perché le mappe che cercano di descrivere il territorio sono associate alla persona. Le carte geografiche ci dicono dove possiamo (o dobbiamo) andare, che direzione dobbiamo prendere e da cosa dobbiamo allontanarci se vogliamo centrare gli obbiettivi che ci siamo posti.

Il lavoro di Alessandra, illustrato per come l'ho compreso, è quindi un lavoro filosofico, e trova inaspettato sostegno proprio da un'altra espositrice, allieva di Francesca Della Toffola: Rebecca Ganz con il suo “Dimenticanze”. Protagonista del lavoro di Rebecca è la nonna che al momento ha seri problemi mnemonici e gesti semplici come fare una telefonata sono diventati assai complicati perché non ricorda come deve gestire quell'oggetto che è per noi banale, il telefono. Ciò che anni fa per la nonna di Rebecca era semplice, oggi non lo è! La mappa di sé stessa è sensibilmente cambiata...

E che cerca di comprendere chi è, che cosa può fare, e che rappresenta sé stessa attraverso la fotografia, la quale assume addirittura ruolo terapeutico, facilitando lo stemperare di una forte tensione interna, è Enrica Pontin, alle prese con la malattia del diabete. La quotidianità di quest'artista è condizionata da questa scomoda compagnia e le foto dove si auto-rappresenta cercano di illustrare questa sua realtà. Chiudo questo percorso di ricerca interiore con il lavoro di Silvia Pasquetto, che ha contattato mezzo facebook delle donne a lei sconosciute, offrendosi di fotografarle. Osservando le foto esposte sono rimasto sorpreso dal constatare che avevano tutte posato nude, non solo, il primo soggetto fotografato ha scritto una lettera dove esternava le sue sensazioni a chi l'avrebbe succeduta nel progetto. La donna che avrebbe ricevuto il messaggio non era conosciuta da chi gliel'aveva scritto.

Costei ha ritenuto di dover a sua volta riferire mediante due righe le sue sensazioni a chi l'avrebbe seguita e ne è nata una sorta di catena di Sant'Antonio dove l'ultima donna immortalata ha ringraziato la prima della serie, l'unica che non aveva ricevuto nessun scritto. Il cerchio sorto spontaneamente si era chiuso! La voglia di conoscersi, di esprimersi, di comunicare sé stesse a sé e agli altri, le ha spinte ad uscire dal mero linguaggio fotografico, andando a toccare quello della Poesia/letteratura. Queste lettere sono parte integrante del lavoro “Sottopelle” della Pasquetto. 

Sperimentalismi prosegue il percorso di investigazione artistica che Trevignano Fotografia perpetua da dieci anni a questa parte e per chi è curioso di uscire dai canoni della fotografia tradizionale, rimane un appuntamento da non perdere. L'esposizione termina il 31 marzo (rif. 2)

 

Mirco Venzo, Trevignano (TV) 18/03/2019 #qzone.it

Nella foto scattata da Cristina Pillan, il blogger con Francesca Della Toffola.

 

Rif. 1 https://photos.app.goo.gl/ma77DDTZxvSaTKvc8
Rif. 2
https://trevignanofotografia.jimdo.com/home/2019/

 

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