Doveva chiudere il 12 gennaio, ma sarà prorogata sino al 19 gennaio 2020 la mostra su Dorothea Lange proposta dal Comune di Villorba a Carità presso la Barchessa di Villa Giovannina (Via della Libertà 2 - vicinissima al Municipio).Le 80 riproduzioni esposte sono parte del progetto Storie a scatti aventi come curatori il gruppo Mandr.agor.art e Reinhard Schultz, la precedente mostra ebbe come protagonista Tina Modotti. Il progetto Storie a scatti cerca di riproporre quegli autori e quelle foto del passato che possono essere d’aiuto a comprendere il presente. E quali sono gli insegnamenti che la fotografa Dorothea mi ha trasmesso attraverso questa mostra? Anzitutto l’idea di fotografia che la vide protagonista. Nell’epoca del fotoritocco e dell’alterazione delle immagini la Lange veniva influenzata dal gruppo f/64 il cui capostipite fu Ansel Adams. L’apertura del diaframma doveva essere minima (1/64 del diaframma doveva essere aperto in modo tale che tutto ciò che veniva catturato dall’obiettivo fosse nitido). Il soggetto preferenziale per Adams e il suo gruppo era il paesaggio naturalistico americano; tutto della natura americana meritava di essere catturato con dovizia di dettagli perché tutto è splendido in quella terra, questa la filosofia di base che la Lange farà sua personalizzandola, ed al paesaggio naturalistico e alla bellezza la Lange preferirà mettere a fuoco il paesaggio sociale, privilegiando gli “ultimi” quelli che spesso venivano ignorati. Nella mostra protagonisti dei suoi scatti sono i braccianti, i disoccupati, coloro che emigrano in cerca di un lavoro, i neri. Spesso ad essere immortalati sono le donne ed i loro figli. Nel 1929 la crisi in America produce danni, fame e miseria, la Lange documenta questi aspetti, senza enfatizzare, ma neppure senza edulcorare questo stato di cose.Una chicca viene proposta nella mostra, il lavoro fatto da Dorothea agli americani di origine giapponese che dopo l’attacco di Pearl Harbor vennero internati in una sorta di campi di concentramento. Ogni giapponese in quel momento era ritenuto un potenziale nemico, anche se nato in America e avente passaporto U.S.A., la sua origine era sufficiente per limitare in modo pesante la loro libertà. Le foto di Dorothea e la sua filosofia di “mettere tutto a fuoco” non piacque all’amministrazione americana e anche per ciò, questo lavoro non fu accessibile sino al 2006. A Villorba si possono vedere alcune di queste immagini sconosciute al grande pubblico per la ragione sopra esposta.
La Storia come maestra di vita è lo spirito che ha mosso i curatori di questa mostra e devo riconoscere che anche questa esposizione dei nipponici relegati dentro i campi di detenzione per mesi, e parliamo di migliaia di persone, dove non mancavano le donne ed i bambini, nell’epoca in cui il nostro ex Ministro dell’interno viene inquisito per aver arrestato lo sbarco di centinaia di persone per alcuni giorni, persone tutte senza passaporto, senza identità, di cui l’unica cosa sicura è che sono straniere, pare a me cosa molto interessante. Così come interessante mi è parsa la serie di foto dove ad essere protagonisti sono i migranti generati dalle tempeste di sabbia. Tutto un ecosistema venne devastato dalle monoculture intensive, andando a favorire la desertificazione di ampie aree di territorio li dove in precedenza innumerevoli bisonti pascolavano, dove a farla da padrone erano ai tempi delle foto della Lange, le tempeste di sabbia.
Risultato di tutto ciò fu la perdita di posti di lavoro da parte di migliaia di persone che vagavano in cerca di occupazione. In questo contesto non mancavano i “caporali” che assumevano la manodopera disponibile a condizioni di assoluto sfruttamento. Le foto realizzate dalla Lange si collocano nei tempi della grande depressione americana, dove la disoccupazione e i bassi salari la facevano da padrone. La ragazza, molto gentile e preparata che mi ha introdotto alla mostra, ha spiegato che di fatto quella crisi si risolse con il secondo conflitto mondiale. I temi dell’ecosistema che l’intervento umano sta alterando, della fame e della diffusa disoccupazione, la possibilità di un conflitto di grandi proporzioni che proponga nuovi equilibri a spazzar via molto del diffuso malcontento, paiono a me quanto mai argomenti attuali.
Non mi resta quindi che ringraziare l’amministrazione comunale di Villorba per aver dato spazio a questa brillante esposizione, riconoscendo acume ai curatori della mostra che con le foto della Lange hanno sicuramente centrato l’obiettivo che si erano prefissati, ovvero di parlare di temi attuali, attraverso le foto di chi visse e documentò i tempi passati e menzionare chi mi ha accolto all’entrata, presentandomi il progetto con eleganza e competenza, parlo di Maria Francesca del gruppo Mandragorart. La sua presenza ha rappresentato un valore aggiunto ad una esposizione che consiglio caldamente ai lettori del blog, anche perchè la rassegna di Villorba non è solo una mostra di fotografia, ma è uno stimolo per riflettere sui fatti del nostro quotidiano.
Gli orari della mostra sono: dalle 16 alle 20 dal martedì al venerdì.
Sabato e domenica 10 - 20 (lunedì chiuso)
Il prezzo pieno è di 7 euro, ma varie sono le possibilità di sconti per varie categorie di persone.
Mirco Venzo,
Carità di Villorba (TV) 09/01/2020 #qzone.it
