La copertina del centone di Qzone 2021 vede protagonista l’opera Il cavaliere azzurro (più precisamente Der blaue reiter 2.0) a firma Alessandro Dorella (Dorè rif. 1). “Nel 1911 a Monaco di Baviera nasce una scuola pittorica dove opera Vasilij Kandinskij (rif. 2), che realizzò un'opera con lo stesso titolo. Era una scuola espressionista, cosmopolita e multidisciplinare, proprio come IperKuboFuturisto che tu sai essere la
strada che cerco di percorrere. Mi ha colpito questo gruppo anche perché ebbe vita brevissima, con l’avvento della prima guerra mondiale il movimento si dissolse giacché alcuni tra i loro protagonisti morirono al fronte. Il gruppo nacque nel 1911 e sono ora 111. Questo numero ha attirato la mia attenzione ed è stata la scintilla per produrre quest’opera. Anzitutto: tu lo vedi il cavaliere azzurro tra i gangli del cervello?”
Dopo che mi sono state date le tracce da seguire focalizzo l’attenzione su ciò che di azzurro c’è dentro il cervello e subito, come per incanto, appare un cavaliere con tanto di cavallo.
Alessandro inizia a spiegarmi che il cervello umano si dividere in due aree, una destra, dove vi sono le pulsioni creative,, il cervello poeta potremmo definirlo, mentre l’altra quella a sinistra è il cervello ingegnere. Quest’ultima è l’area razionale, quella che fa di conto e che si aggrappa alla concretezza, all’esperienza. L’armonia l’individuo la ottiene quando sa dare il giusto peso ad entrambe: riuscendo a coordinare la creatività alla concretezza, valutando i fattori esterni senza per questo sopprimere tutte le pulsioni interne, quelle emozionali. In tal senso il soggetto rappresentato nel quadro, il cavaliere vede un'energia animale, primordiale, quella dell’equino controllata dalle briglie dell’uomo che sa quando farla esplodere e sa quando invece dev’essere controllata. Parte istintiva e parte razionale ancora una volta devono trovare il giusto equilibrio affinché il cavaliere sia un elemento di valore e possa dire la sua nelle battaglie che la vita gli propone.
Osservando il quadro e cavaliere a parte noto anche altre figure che possono essere assimilate a dei feti, quindi a degli uomini che devono crescere. E’ come se il cavaliere sia una delle possibilità, tra le molteplici che possono nascere dalla nostra mente. Detto altrimenti è come se numerose siano le potenzialità della mente umana, molte delle quali non esplicitate; sono lì, dormienti come quei feti…

Analizzando dentro il quadro possono apparire anche figure mostruose, che ricordano le gargouille (rif. 3) delle chiese francesi medievali. Ancora una volta appare un elemento legato sia alla tradizione sacra che a quella pagana. Come interpretare queste figure mostruose? Forse la nostra mente può generare dei mostri che ci affliggono?
Rimanendo nell’ambito simbolico il cavaliere era colui che proteggeva con coraggio e preparazione i valori della propria comunità, del proprio castello. Nell'immaginario era colui che proteggeva gli esseri indifesi, le donne, ad esempio, dagli attacchi esterni, o la religione dalle insidie che provenivano dall’oriente, si ricordi quei movimenti di cavalieri che hanno fatto la storia: i Templari, gli Ospitalieri, quelli del Santo Sepolcro etc etc.
In questo senso l’opera è stata generata quale copertina per gli scrittori di Qzone.it perché, nel nostro piccolo anche noi cerchiamo, attraverso i nostri articoli che forniscono dati e informazioni (parte razionale, emisfero sinistro) o poesie (parte creativa, emisfero destro), di scuotere le menti dei nostri lettori e di preservare i valori della nostra società che paiono a chi vi scrive sotto attacco. Noi di Qzone siamo dei piccoli cavalieri che cercano di difendere i valori della società che ci ha generato e con quanta e quale efficacia si stia portando avanti il nostro scopo lo deve decidere il lettore.
Ultima annotazione relativa al dipinto di copertina: la mente è posta su di un supporto colorato che vede l’iride con le sue differente frequenza da un lato, e il nero, l’assenza di luce, dall’altro. Ancora una volta l’artista indica un percorso che può essere visto nelle due direzioni, dal vuoto dovremmo sviluppare i nostri talenti (colori) ma tutti i nostri talenti, finiranno per dissolversi nel nero, nella morte. Nota: il nero del quadro non è tutto dello stesso tipo, vi sono differenti tonalità, come se anche quel mondo, quello dell’oscurità, possa proporre sfumature poco accessibile a noi umani, forse poco accessibili per ora…E’ questo che ci vuole dire l’artista?
Direi che posso fermarmi qui con l’analisi della tela nata dalla creatività di Alessandro Dorella. Come il lettore ha compreso molteplici sono le chiavi interpretative e questa è una caratteristica di tutte le opere di Dorè, autore che ringrazio e a cui Qzone augura buona fortuna!
Mirco Venzo, Treviso 14/01/2022
Nella prima foto l'opera Der blaue reiter 2.0 (la specificazione numerica 2.0 è per indicare come questo lavoro del 2022 sia cosa differente rispetto al primo dipinto a mano Kandinskij). Acrilico su tela 35 cm per 45.
Inizio opera (data commissione 6/12/2021) ultimo tocco, quello proposto nella seconda foto, 13/01/2022 data che coincide con la consegna del lavoro.
rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/822-un-caffe-con-alessandro-dorella
rif. 2 https://www.analisidellopera.it/il-cavaliere-azzurro-vasilij-kandinskij/
rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Gargolla
