Oggi sono stato a prendere un caffè nella casa di Alessandro Dorella, artista che ho conosciuto durante l’ultima edizione di Vino Divino (rif. 1) concorso pittorico che si aggiudicò con un’opera molto elaborata. Volevo conoscere meglio questo pittore che spazia dall’arte sacra a soggetti laici, che conosce tecniche antiche di pittura, ma che ha uno stile quanto mai immerso nella modernità. “Mi definisco un pittore IperKuboFuturista (IKF): iper, che va oltre, cerco di andare con i miei dipinti oltre il cubismo, ovvero la scuola che rappresenta il soggetto da più angolature quanto al futurismo cerco di rappresentarlo, il soggetto, in differenti momenti temporali. Artisticamente seguo un mio percorso tuttora in evoluzione, anche per questo spazio liberamente tra differenti generi e differenti soggetti”. (Nel rif. 2 troverete un video dove si approfondisce l’argomento del IperkuboFuturismo).
Mentre sorseggiamo il caffè gentilmente preparato da mamma Lucia, osservo le bozze preparatorie di alcuni lavori per constatare come ogni sua opera sia frutto di importanti studi ed elaborate ricerche preliminari. Ogni figura, ogni pennellata, ha un suo perché, dove l’elemento simbolico si fonde tra esigenze di contemporaneità, magari imposte dal committente, a riferimenti legati alla tradizione filosofica e/o religiosa. In sintesi le opere di Alessandro Dorè (è il suo nome d’arte) hanno sempre diversi piani interpretativi e proprio questo aspetto le rende particolarmente interessanti, mai banali; più uno le osserva e più scopre sfumature, immagini o significati che ad una prima lettura potevano essere sfuggiti.
“Poter presentare e spiegare le mie opere è per me molto importante perché ritengo che solo ciò che si conosce, si apprezza a pieno, e sono molti gli elementi che io inserisco nei miei lavori, difficilmente comprensibili a prima vista”.
Lo stile di Alessandro ha due note che lo rendono inconfondibile, un’attenzione al dettaglio che ricorda i miniaturisti, e l’uso del colore, spesso vivace ma sempre abbinato con garbo alla cromia che gli sta di fianco, così da risultare armonico e mai invasivo. “Amo i lavori di grafica, quelli in bianco e nero (me ne propone alla vista qualcuno) e c’è chi mi dice che dovrei approfondire questo filone, d’altra parte la passione per la pittura mi è stata tramandata da mio padre Franco che era disegnatore tecnico e per tanto l’attenzione e la precisione del segno, posso dire sia nel mio DNA; tuttavia, come ti dicevo, non mi sento pronto per parcheggiare stabilmente in un unico filone qual è quello della grafica e alterno questa passione ad altri stili espressivi che prevedono anche l’uso del colore...”
Parlando con Alessandro scopro che oltre ad una indiscutibile preparazione tecnica, nei suoi dipinti vi è anche dell'altro, ricerca e informazione, come dicevo, ma anche una voglia di andare “oltre” la materialità, cercando di raggiungere qualcosa di spirituale, qualcosa che vada oltre il “qui e ora”; per certi aspetti, spero non me ne voglia se così mi sento di “tratteggiarlo”, mi ricorda alcuni alchimisti che si rifacevano a principi esoterici. Ecco, le opere di Alessandro Dorè vanno oltre il primo stadio estetico, pur sempre presente, ma si ripropongono di trasmettere “conoscenze” e “spiritualità”.
Concludendo Alessandro Dorella non si limita ad indossare i panni di artista inteso come colui che cerca di creare bellezza, ossia mera creazione dell’effimero, bensì sfrutta la sua abilità tecnica anche per lanciare messaggi mirati che diano informazioni, che trasmettano valori e principi. In tal senso il richiamo alle due avanguardie, il cubismo ed il futurismo, sono quanto mai congrue, ricordo qui brevemente che gli avanguardisti ritenevano l’artista una figura che cercava di incidere sulla società, e questo Dorè, a suo modo e con la sua visione del mondo, cerca di fare. Alessandro riveste a pieno titolo il ruolo dell’intellettuale di quelli che non seguono le mode o le pressioni dell’epoca, che sono poi quelli che meglio riescono a commercializzare le loro opere, al contrario lui persegue un suo personale percorso mirato ad una sua giusta collocazione nello spazio e nel tempo.
Mirco Venzo, Vigonza (PD) 03/12/2021 #qzone.it
Nella foto la Madonna della porta opera presente nella Chiesa di Codiverno di Vigonza all’interno della Cappella invernale. Questa pala è del 2004 realizzata poco dopo che l’autore aveva terminato il corso di restauro. Approfitto di questo spazio per ricordare al lettore che la Parrocchia di Codiverno, come da tradizione, ora che scrivo, sta preparando il Presepio vivente, dove tutta la comunità si raduna per omaggiare il Santo Natale. (rif. 3) Ai lavori di preparazione partecipa anche il padre di Alessandro e lo stesso artista in passato ha interpretato una delle figure del presepe (il vasaio!) Anche questo fatto spiega come l’artista, per Alessandro, non sia da intendersi come figura avulsa dalla società, quanto piuttosto come elemento vivo della stessa, che interagisce con la comunità e si propone concretamente, non solo attraverso lavori importanti (la pala ne è una dimostrazione) ma anche, banalmente, realizzando le locandine delle varie manifestazioni parrocchiali.
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-lives/daniela-gras...
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=9HHHCSlw3NU
Rif. 3 https://www.facebook.com/Presepio-Vivente-Co...
