Prefazione; tempo fa avevo criticato i fratelli Vanzina (rif. 1), Enrico in particolare, che affermava la commedia all’italiana, sottintendendo le loro opere, erano d’aiuto per comprendere la società di oggi, ed anzi, che vedere qualcuno di questi film, tralasciando magari qualche pagina dei Promessi Sposi poteva essere cosa buona e giusta. Una delle ragioni che mi ha spinto a visionare questa pellicola è proprio verificare quanto questa abbia saputo narrare l’Italia di inizio terzo millennio, oltre che, vedere come quest’opera si potesse collocare sul tema del sesso, quello che generò un filone
importante nel cinema italiano, la famosa commedia erotica all’italiana. Basta con le presentazioni e iniziamo a discutere nel concreto del film che esce nel 2001, vede come regista Carlo Vanzina, il soggetto e la sceneggiatura sono dello stesso Carlo e del fratello Enrico Vanzina, e wikipedia (rif. 2) presenta il lavoro come una commedia/film erotico. Il lavoro si sviluppa su otto episodi che spaziano in varie zone d’Italia, quindi niente di meglio per “fotografare il paese” è lasciare dei messaggi importanti: vedrò di commentare ogni singolo episodio, nei limiti del logico.
Fuga d’amore
Una donna sposata con famiglia scappa con un minorenne cui è attratta fisicamente, disperati sono la famiglia di lei, con il marito cornuto, e la famiglia del giovane, tanto che la mamma e il papà interpellano le forze dell’ordine per riportare a casa il “pez e core” come sono definiti i figli a Napoli (e mi scuso se la dicitura non è corretta). A mio modo di vedere qui più che scimmiottare la prestigiosa commedia napoletana, la si sta sputtanando dove il vero spunto di riflessione è la critica a una certa televisione che porta le vicissitudini private in pasto al popolo italiano, rendendo “divi” normali cittadini grazie al media di portata nazionale.
Menziono l’attrice che interpreta la “malafemmina”, Elena Russo, perché avvenente. Ogni recitazione dei vari attori protagonisti dell’episodio non meritano analisi alcuna: sarebbe tempo sprecato. Dal punto di vista dell’attrattiva, della sensualità, questo episodio è da considerarsi un “fake” (Mi scuso per il termine inglese).
Venere nera
Anche in quest’episodio si riprende il tema della televisione che corrompe le famiglia con i suoi programmi “vuoti”, ed anche in questo caso senza scalfire. La trama è semplice, un operaio metalmeccanico torinese (interpretato da Adolfo Margiotta) per uscire dal tram tram famigliare va a prostitute, e li incontra una splendida donna di colore, Youma Diakite. Per il di lei amore abbandona la propria famiglia e ne crea una con la splendida africana, per scoprire che, alla fine, la nuova famiglia è una gabbia tale e quale a quella da cui voleva scappare. Il tema che i Vanzina volevano trattare è quello de Ricordati di me, di Gabriele Muccino, purtroppo però la loro azione è comparabile a quella del sottoscritto quando cercava di emulare i calci di punizione di David Beckham (il miglior piede destro dell’epoca secondo l’opinione di Sven-Göran Eriksson che lo allenò con la nazionale inglese)... La classe c’è chi ce l'ha e chi vorrebbe averla!
Guardoni
Finalmente una scena dove si assiste ad uno spogliarello che vede protagonista Sabrina Marano, un bel vedere, e dove, udite udite, si vede anche un seno scoperto e un po 'di fondoschiena… La scena comica però è impregnata su di un altra situazione, ovvero, i ragazzi che con binocolo e cannocchiale assistono allo spogliarello, al pari del marito (o compagno) della giovane donna, vogliono solo che si sposti da davanti al teleschermo, a loro non interessa lo strip-tease, ma guardare in santa pace la partita del Verona trasmessa in Pay TV. La battuta è simpatica, chi voleva godere di immagini erotiche spero si sia accontentato, quando si è penetrato nella società italiana, lo lascio decidere al lettore.
SMS (Short Message Service)
La trama si sviluppa su di un fenomeno che all’epoca stava sviluppandosi, ovvero i giovani che si relazionano mezzo sms. Il primo merito di questo spezzone, lo devo riconoscere, è quello di avermi spiegato l’origine del termine SMS, che non conoscevo. Vi è poi, a sottofondo dell'episodio, la musica dei Lùnapop, dal titolo Qualcosa di grande. All'epoca fu un tormentone e, devo riconoscere, qui i registi riescono a riportarci indietro nel tempo. Anche l’assillo degli SMS che avevano un numero limitato nel mese, senza sovracosti, è un fenomeno che ora non si ricorda, ma che fu reale…
L’aspetto interessante è legato a come il cellulare polarizzava l’attenzione dei giovani (e non solo) dove si era in ansia per frasi quali (cito): “Sono a scuola…che palle! Ti penso molto!”. I due giovani in questione (interpretati da Virginie Marsan e Alessio Modica si mettono assieme (tramite sms) e si lasciano (sempre tramite sms), senza aversi mai frequentato fisicamente, se non l'attimo fugace, in aeroporto, mentre stavano per prendere voli diversi, in cui si sono scambiati il numero di cellulare. Lo spettatore si deve accontentare di questa fotografia per approfondire il tema. Manco a dirlo di sesso, anche qui, non se ne parla proprio, se non per dire che il sesso virtuale è qualcosa di diverso da come uno lo considerava gli anni addietro…
Belle da calendario
L’episodio ripropone il mito dei calendari che negli anni novanta erano propositori di modelli femminili che piacevano agli uomini, ma che potevano disturbare le donne normali. Nomi quali Alessia Marcuzzi, Alessia Merz, Paola Barale, Sabrina Ferilli, Ela Weber, la stessa Mara Carfagna, (poi divenuta parlamentare) o la statunitense Pamela Anderson, erano molto gettonate…Non credo ci sia molto da aggiungere anche perchè, se lo faccio, do importanza ad un episodio che “racconta poco”.
Sito internet
Questo episodio è una sorta di barzelletta, alla fine le due coppie di scambisti che voleva porre in essere sfrenate fantasie sessuali incontratisi grazie alla rete, si mette attorno ad un tavolo a mangiare pasta e fagioli della nonna che porta loro pure l'abbacchio. L'episodio è un incentivo a usare stupefacenti per chi non ne fa uso.
Guardoni parte II
Qui si vede uno spogliarello con carezze tra due dive del porno: Edelweiss ed Eva Henger. Alla fine il pubblico di impiegati che si era posto di fronte a questa finestra dal palazzo scopre che se vuole godere dello spettacolo deve pagare una certa cifra in un conto corrente: della serie lo spettacolo procede per chi paga. Che gran scoperta han fatto questi sceneggiatori...
Una vita hard
Qui vi è una casalinga, sposata con un vigile urbano di Ascoli Piceno, che per arrotondare, come doppio lavoro, "recita" in filmini porno che dovevano muoversi solo all'estero. Questo episodio vede come protagonisti Paolo Triestino e soprattutto Francesca Nunzi mi ha colpito per due cose. Anzitutto la trasformazione di Francesca che da casalinga si pone in versione hot:: volendo ragionare per valutazioni scolastiche si passa da un 6 + ad un 10 e lode. E' soprendente la metamorfosi e colgo l’occasione per scrivere che questa attrice, dal punto di vista fisico, è una delle mie preferite. (onore e merito a Tinto Brass che la lanciò!)
La seconda nota riguarda una battuta del film che si verifica quando il marito, per riscaldare la relazione, infila la cassetta con la moglie che recita (nuda) nel mangiacassette. Questa nota subito che è una sua produzione e cerca di far spegnere la macchina ma l’uomo replica: “...e perché? Guarda che bel mappamondo ha quest'attatrice" (riferendosi al fondoschiena della Nunzi). Al che la casalinga replica: “E che cosa c'ha di diverso dal mio?”.
Conclusioni: questo film con il sesso ha molto poco a che fare, toccando punti di una tristezza unica. Gli scambisti che finiscono a mangiare pasta e fagioli della nonna sono un bel riassunto di come i Vanzina abbiano saputo “stimolare sessualmente” il loro pubblico. Pure come commedia ha quasi nulla da dire: non ci sono situazioni particolarmente simpatiche e cosa rimane allo spettatore? A mio avviso proprio niente! Men che meno una descrizione del paese che Enrico Vanzina ci dice meriterebbe di essere studiato al posto dei Promessi Sposi. Affermazione che, dopo aver visto questo film, dovrebbe indurre i servizi sociali a togliere lui finanche la patente di guida!
La realtà è che, nella migliore delle ipotesi, l’intellettuale si limita a segnalare un problema, senza andare in profondità: esempio, l’ultimo episodio ci narra di una copia che per far fronte alle problematiche economiche vede la donna “inventarsi” una soluzione per arrotondare lo stipendio. L’affermazione che ci sono problemi economici è vera e coinvolge milioni di famiglie italiane. E la causa qual’è? Sei un intellettuale solo perché “scopri” che milioni di famiglie italiane hanno problemi a raggiungere la fine del mese…???
Qualsiasi analfabeta arrivato dal terzo mondo, dopo due settimane d'Italia, ha ben chiaro questo concetto, che cosa hai dato lui, - tu intelletuale - (e al pubblico) per risolvere il problema? Facile urlare "al ladro!" quando si vede qualcuno che ruba... e che contributo si è dato dopo tutto ciò? La realtà, e qui vengo al punto, è che la critica che nel film viene esternata nei confronti della televisione popolare, (critica che appare in più episodi) quella dei quiz dove si vincono milioni, e quella della gente normale elevata a star di caratura nazionale, ha un suo equivalente ben preciso in campo cinematografico: i film di registi queli i fratelli Vanzina.
Numerose location per girare le riprese, decine di attori, (e di attrici, alcune anche molto avvenenti), riprese con bella capacità fotografica per raccontare il nulla. Un titolo fuorviante! Devo aggiungere altro?
Lascio la parola ad alcuni opinionisti del sito Davinotti, (rif. 3) che mi piace tirare in ballo. Galbo: “Gli anni '60 e 70 sono vivi e lottano insieme a noi: questa forse la summa o il paradigma del cinema vanziniano che gioca con la nostalgia (Sapore di mare) o mottaggia la commedia italiana ad episodi tipica appunto di quei decenni. E' questo il caso di E adesso sesso in cui il pretesto è quello di irridere i vizi erotici italiani. Al di là dell'intenzione, poco e niente: sceneggiatura scritta con le estremità inferiori, scenette trite e ritrite e un gruppo di attori allo sbaraglio che più che l'applauso suscitano lo sbadiglio”.
Luchi78: “Se avesse potuto godere di una sceneggiatura scritta con maggiore attenzione (e magari anche con un po' più di sagacia) sarebbe stato un cult, almeno per quel che riguarda le tematiche affrontate (sindrome da sms, sesso su internet, porno amatoriale...). Invece la stupidità sotto forma troppo caricaturale prende troppo spesso il sopravvento (vedi il terrificante episodio di Max Giusti), quasi a trasformare gli episodi in una sorta di scenette demenziali”.
Mirco Venzo, Treviso 4/11/2024 #qzone.it
Rif. 1 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/941-sig-vanzina-la-penso-diversamente
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/E_adesso_sesso
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/e-adesso-sesso/4044