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20230907 VM vanzinaLeggo dal sito Prima Pagina News (rif. 1) un articolo del 14 Agosto 2023 dove il regista Enrico Vanzina esterna delle dichiarazioni importanti; non sono riuscito a recuperare la fonte originale con il nome di chi quelle frasi ha riportato, anche se più testate riprendono quell'intervista che devo quindi ritenere fondata (vedi nota). Procedo pertanto con le mie riflessioni che traggono spunto dalle pesanti affermazioni di questo uomo di spettacolo che crea cultura nelle quali egli ha affermato: “Se fossi ministro metterei qualche lezione in meno sui Promessi Sposi e una volta alla settimana la proiezione di un film di commedia all'italiana per capire

chi siamo e da dove veniamo. La commedia italiana ha raccontato tutto in anticipo. Quando Mattarella mi ha ricevuto per il David mi ha detto: "Finalmente un riconoscimento alla commedia di questo Paese" per me è stata una grande vittoria di Steno, Risi, tutti quanti... [...] c'è stata una grande miopia di una certa critica di sinistra, di non aver capito l'importanza del cinema popolare italiano, che ha raccontato meglio di tutti questo Paese...[...] Mai avrei immaginato che Sapore di mare avrebbe avuto un successo del genere. Con mio fratello Carlo avevamo fatto un film che si chiamava I Fighissimi, con Jerry Calà e Diego Abatantuono. Un grande successo comico. Il film ha il record nella storia del cinema, costò 300 milioni e incasso 9 miliardi".

Sono questi gli spezzoni che più mi interessano e su di loro abbozzo il mio ragionamento. Anzitutto per la mia esperienza su un punto, riconosco che Vanzina ha ragione; la visione di certe pellicole nelle scuole è davvero importante! Non ringrazierò mai abbastanza la Professoressa Maggione di Geografia, (spero siano corretti tutti questi riferimenti che si basano su memorie di un passato lontano e nebuloso di un adolescente confuso) che ci portò con tutta la classe a vedere L’Amerikano di Costas Gavras (rif. 2). 

Questo film ancora oggi mi è d’aiuto per comprendere l’attualità, vedasi la mia posizione sulla guerra in Ucraina (rif. 3/4/5) così come, cito a caso, altre pellicole mi hanno dato strumenti importanti per decodificare la realtà che mi circonda, opere studiate fuori dai programmi scolastici: Il nome della Rosa (1986 di Jean-Jacques Annaud) I tre giorni del Condor o Diritto di cronaca, ambedue di Sydney Pollack o, tra gli ultimi che ho recensito ritengo interessanti Official Secrets di Gavin Hood (rif. 6) piuttosto che Muro di gomma di Marco Risi… (rif. 7) 

La domanda è, che cosa hanno queste pellicole per essere ritenute basilari? La risposta arriva proprio dall’analisi dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, il romanzo che ci dice Enrico Vanzina gli studenti dovrebbero sacrificare per far spazio alle commedie cinematografiche.

Il valore de I Promessi sposi

Anzitutto va spiegata la prima ragione per cui questo romanzo è letto e studiato nelle scuole: esso diede un contributo decisivo alla diffusione dell’Italiano come lingue nella nostra penisola, ed in tal senso un altro “mattone” ci fu inculcato prima di questo, parlo della Commedia (definita Divina in seguito) di Dante Alighieri. (rif. 8 )

I Promessi sposi sono quindi un'opera artistica che contribuì a determinare l’identità nazionale (rif. 9) quando gli italiani per lo più comunicavano in dialetto e persino un politico del calibro di Camillo Benso conte di Cavour, padre dell'Italia unita, si dice avesse poca dimestichezza con la lingua del “si”, mentre fosse molto più sciolto nel esprimersi quando parlava in francese. (rif. 10)

A fianco a questa ragione ne aggiungo una seconda che non è farina delle mie conoscenze, ma è di Andrea Maggi, professore pordenonese il quale inizia a dettagliare perchè certi autori e certi lavori sono importanti. Lui, parlando dei Promessi sposi, ci dà gli strumenti cognitivi per capire quali opere letterarie (o cinematografiche) sono degne di nota. Ascoltiamolo: “...la lettura del romanzo di Manzoni ci aiuta a capire meglio il nostro presente, come anche a prevedere il nostro futuro. La storia di Renzo e Lucia è una metafora perfetta del mondo contemporaneo, dove la gente comune è schiacciata da una classe al potere totalmente sorda alle richieste della base.

La gente chiede pace e riceve guerra. Chiede benessere e ottiene povertà. Chiede tutela per l’ambiente e riceve inquinamento a palate. Chiede giustizia e ottiene ingiustizia. I promessi sposi è il romanzo del riscatto degli umili, che sopportano soprusi inimmaginabili e che alla fine ricevono una ricompensa che all’inizio “era follia sperar”, per citare la fine di un verso del Cinque Maggio. Mai come oggi I promessi sposi può farci capire bene come funziona il mondo, se letto e spiegato come si deve. E Manzoni ci ha messo più di vent’anni per scriverlo e raffinarlo. Voleva un’opera perfetta, per rispetto dell’intelligenza dei suoi lettori. E non ci ha guadagnato un soldo di cacio. Tenetelo presente” rif. 11

Il Prof. Maggi ci dice che caratteristiche hanno certi lavori, sono sempre attuali e aiutano a comprendere il presente ed a leggere cosa può accadere nel futuro. I film che ho citato hanno segnato il mio presente e la mia chiave di lettura dell’attualità (quella del terzo millennio) è stata scalfita da questi registi e da quelle storie che però sono state partorite ben prima della fine del secolo scorso. Il nome della rosa inoltre mi ha aiutato a comprendere la complessità di quel periodo chiamato medio evo che viene sintetizzato come un tempo di barbarie ed ignoranza, Umberto Eco ci spiegò che non fu prorio così...!

Torniamo ai promessi sposi perchè alle parole del Professore voglio aggiungere una mia esperienza che ha ribaltato l’odio che provavo per quelle pagine manzoniane, accumulato quand’ero alle scuole secondarie, trasformandolo in un senso di inadeguatezza: non avevo compreso la grandezza di quell’opera! Sto frequentando il seminario di Storia Economica all’università e la mia ricerca è legata alle malattie infettive; la peste e il colera, tuttavia il mio docente mi chiese di parlare non solo dell’aspetto medico di queste epidemie, ma anche dell’impatto sociale che questi microrganismi, invisibili all’occhio umano, hanno nella gente della strada, nella popolazione.

Ecco che dovetti rileggermi le odiate pagine del Manzoni che raccontavano dell’isteria collettiva! narravano degli untori, persone che la folla riteneva responsabile del contagio e che dalla stessa venivano inseguiti e vessati da chi si ergeva a gente “per bene” e a "portatori della verità", quando, si badi bene, l’origine dell’epidemia all’epoca non l’aveva compresa nessuno...

Un contesto universitario che approfondiva tematiche di natura medica mi obbligò a rileggere un romanzo di fantasia dove si trattava di una tribolata storia d’amore, e però, ecco cosa rende grande un'opera artistica, tra le pieghe di quella storia, c’era ciò che stavo cercando. Insomma, il lavoro di Manzoni tanto banale non è, ma è solo comprendendolo a fondo che lo si può apprezzare… E la prova che ha ragione il Prof. Maggi, quelle pagine nascondono molte verità e circa la loro attualità proprio la recente epidemia di covid 19 la sta a ribadire. Ho visto personalmente scene isteriche negli autobus, nei treni o per la strada (e quindi a cielo aperto) da parte di chi si riteneva “portatore del giusto” che insultava chi la mascherina non la voleva indossare.

La distanza tra la cronaca recente è quella remota che risale alla peste, per alcuni aspetti è sempre la stessa ed è l’autore milanese che nelle pagine in cui parla degli "untori" ce la sta spiegando. Non ritengo di dover aggiungere altro circa l’importanza di quest’opera, penne più erudite della mia l’hanno fatto con maggior competenza, ma la sintesi è che questo testo oltre ad aver contribuito all’italianità, è una lente che permette di comprendere il presente e ci permette di immaginare il futuro, senza dimenticare che tutto ciò è stato fatto in bello stile.

Il contributo dei Vanzina

Premetto che sono un po’ prevenuto nei confronti dei film dei Vanzina; se ho già recensito una trentina di film, senza mai soffermarmi su uno di quelli diretti da questi due registi romani, forse una ragione c’è… ed è legata al fatto che questo tipo di film non mi piace: troppo pudico per essere considerato erotico, troppo banale nella trama per lasciarmi una qualche sorta di messaggio, spesso mal interpretato da attori che nelle loro prestazioni, quando diretti dai Vanzina, mai mi hanno scosso.

Cita Diego Abatantuono il regista, peccato che non è con Viuuulentemente mia (1982) o con i I fichissimi (1981 - entrambe le pellicole sono a regia di Carlo Vanzina) che questo attore abbia dimostrato di saper recitare agli italiani, ma, qui mi sbilancio con un’opinione personale, bisognò attendere Mediterraneo di Salvatores (1991) per capire che avevamo di fronte un attore e non una macchietta. Stendo un velo pietoso su Jerry Calà o Massimo Boldi che a mio avviso devono essere professionalmente definiti con un titolo differente rispetto a Marcello Mastroianni o Giancarlo Giannini… Se i secondi sono attori, i primi cosa sono? A mio avviso sono l’evoluzione degli Alvaro Vitali e dei vari “pierini” che apparivano con supplenti/insegnanti/infermiere e via discorrendo in un cinema che aveva smesso di essere erotico, che non mi pareva troppo divertente, e che non raccontava certo l’Italia.

Cita Sapore di mare, Vanzina, dove la colonna sonora, una delle ragioni del successo del film, altro non era se non un riproporre successi musicali del passato, una sorta dell'odierno Techetechetè. per capire la pochezza di Sapore di mare e dei Vanzina voglio fare un paragone con altri registi più o meno loro coetanei e cito Gabriele Muccino o Ferzan Özpetek e subito sono travolto nella memoria da nomi di attori e da interpretazioni che mi hanno segnato per la loro abilità recitativa. Anche le trame dei loro film e, non da ultimo, il livello musicale che mi fece scoprire gruppi e autori che questi registi hanno contribuito a valorizzare: L’ultimo bacio di Carmen Consoli, Baciami ancora di Jovanotti o Due destini dei Tiromancino sono interazioni tra musica e pellicola…

In bella sostanza alla domanda “Che meriti hanno i Vanzina per essere proposti nelle scuole?” la risposta è semplice e categorica a mio giudizio: nessuno! Anzi, sarebbero un modo per peggiorare ulteriormente la criticata e criticabile scuola italiana dei tempi attuali! Attenzione, è certo che la commedia all’italiana ha una sua importanza nel raccontare l'Italia, ma tengo distanti registi quali Dino Risi o Steno, che per altro è il padre di Carlo ed Enrico Vanzina, da chi ha fatto i soldi con i cinepanettoni. Un ultimo affondo su Vanzina suggerito dalla canzone Il conformista di Giorgio Gaber che ho ascoltato di recente; ecco, i film di (dei) Vanzina d’istinto mi vengono da affiancare ai concetti espressi da Gaber, e qui fermo le mie invettive nei confronti delle opere di questi autori, spostando nel contempo la riflessione ad un altro livello.

L’importanza dell’arte

Le decine di film, i cinepanettoni, che i Vanzina hanno posto in essere, hanno descritto la società italiana? La mia risposta da fotografo è “NO”! Certo qualcosa raccontano, ma non è una ricerca del dettaglio per svelare una piega sottaciuta o non vista della nostra società, non è neppure il suo contrario, una foto d’insieme che sintetizza una complessità. Volendo proseguire con l’analogia sono come le foto fatte con il cellulare oggi abbondanti su facebook, banali, che dicono nulla, pur se è innegabilmente colgono qualcosa di italiano. Le hanno fatte in italia degli italiani, come possiamo dire che non “raccontino” dell’italianità? Eppure sono ben distinte dalle foto dei fotografi neorealisti, dalle immagini dei Gianni Berengo Gardin o dai primi bianchi e neri di Fulvio Roiter etc etc

E ancora, posso io affermare che questi lavori, le decine di film dei Vanzina siano stati ininfluenti nei confronti dell’italiano medio? Anche qui: certo che no! Ed è lui stesso che lo ricorda parlando degli incassi: le sue pellicole hanno “toccato” milioni di italiani, non solo, a Natale intere famiglie andavano a vedere i suoi film, per portare a casa che cosa? Ecco il punto, questi milioni di italiani (e mi ci metto in mezzo anch’io che molte sue pellicole ho visto).

Quali sono gli insegnamenti che ho portato a casa dai vari Boldi e Jerry Calà? E qui c’è il vero contributo che i Vanzina hanno dato al paese: hanno rafforzato e contribuito a diffondere certi cliché stereotipati che già la pubblicità diffondeva a iosa: che le belle ragazze possono puntare su chi ha i soldi, che per divertirsi si deve andare in certe località balneari o sciistiche, che due tette belle grosse aprono molte porte, che due gambe lunghe hanno la loro importanza, che un bel fondoschiena, se valorizzato, richiama l’attenzione! Non un grande messaggio, e per nulla innovativo, specie quando la televisione berlusconiana diffondeva le stesse immagini e gli stessi concetti con Drive-in.

E non è male neppure il contributo che questo modello ha dato all’emancipazione della donna: viviamo nella società dell’immagine e averla perfetta pare basilare (ed allora nasce un mercato, quello del "fotoritocco” del corpo, chiamato chirurgia estetica), ma tanto più si punta sull’apparenza, tanto meno vale la sostanza, le protagoniste dei film di Vanzina tendenzialmente sono “oche”, e se poi “oche” non erano (perché fingevano di esserlo)… poco male.

Ne consegue che a pagare il conto delle cene di questo “presunto bendidio”, a portare nei villaggi vacanze queste petulanti ed incipriate ragazze, tutte rigorosamente vestite firmato, sono degli uomini che Leonardo Sciascia avrebbe forse definito ominicchi. In tal senso un Massimo Boldi, un Jerry Calà o un Abatantuono quando parlava "terrunciello" andavano benissimo per descrivere questa sottospecie di ominidi. E così un pochino anche i Vanzina hanno contribuito a creare questi italiani “vuoti” che pensano di essere fighi perché sono entrati nel locale dove c’è la gente che conta, che pensano di valere perché la ragazza che hanno al loro fianco fa girare qualche testa.

I Vanzina hanno descritto gli Yuppies, i milanesi della “Milano da bere” laureati in economia che si interessano di finanza ma che non hanno spiegato agli italiani (ne loro ne i registi che li proponevano) che proprio una scelta finanziaria, quella di perdere la sovranità monetaria, stava facendo affossare una società ricca di cultura e storia come l'Italia. Purtroppo oltre alla mera e vuota narrazione della società che vanzina rivendica come cosa importante, c'è dell'altro, i loro film diventano anche modelli di riferimento: le milioni di visualizzazioni che li hanno accompagnati (ha ragione il regista a sottolineare l'indiscusso successo commerciale dei suoi prodotti)  trasforma i loro prodotti in esempi da seguire per una fetta dei loro fruitori ed il risultato è che come intellettuali, come uomini di cultura, anche loro hanno contribuito, e non poco, a creare il vuoto che c’è oggi nel nostro paese!

Tra l’altro mi vien da ridere nel leggere che loro volevano essere apprezzati da sinistra: il modello di “italiano” che questi film presentano è l’opposto dagli operai che presidiavano le manifestazioni sindacali di Piazza della Loggia (rif. 12) o di piazza Fontana. Chi si interessava di politica, se mai nelle loro pellicole se ne dovesse trovare uno, finiva per essere deriso dalla trama del film, film che comunque era ben lontano dal raccontare il mondo degli operai, degli impiegati o delle classi medio basse, attento com’era a descrivere le situazioni, manco tanto reali di chi sverna a Cortina, o raggiunge località balneari “di grido”, magari nei Caraibi.

Seguendo su questo percorso posso dire che il loro successo ha sancito quanto i valori della "vecchia sinistra" fossero “perdenti” e non posso dire che sia opera loro se oggi anche la sinistra predica e attua programmi politici che sono gli stessi della destra, certo è che narrare la borghesia non è ciò che attira l’interesse di chi amava (o ama) Berlinguer, Lenin e Marx... Ancora è Giorgio Gaber che mi viene alla mente quando si interrogava su cos’è la destra e cos’è la sinistra! (E lui sì, nelle scuole lo andrei a proporre, anche se non sarebbe un autore semplice da spiegare!).

E veniamo al gran contributo che a mio giudizio hanno portato i numerosi film dei fratelli Vanzina, ovvero assopire la mente degli italiani, impedire loro di pensare, distoglierli dalla realtà che stava peggiorando di giorno in giorno, di anno in anno e le loro narrazioni, parlandoci dei caraibi, delle belle auto e degli abiti firmati, hanno contribuito a occultare.

Non è vero che hanno raccontato il nostro paese, hanno piuttosto contribuito a narcotizzarlo, ed anche grazie a questa sorta di "intellettuali" se così li vogliamo definire, oggi l’Italia si sta terzomondizzando! I film dei Vanzina (e ahimè di tutta una generazione cinematografica) è stata quella di accompagnare le masse verso l’oblio, verso l’inerzia. In tal senso se le opere di sinistra dovevano stimolare il cambiamento e la “rivoluzione” questi autori hanno contribuito a remare in direzione contraria, a creare l’italiano attuale, quello descritto da Gaber nella canzone del conformista.

Manzoni ci dice il Prof. Maggi parla dei soprusi degli umili per mano dei potenti, qui si favoriscono i potenti anestetizzando l’opinione comune con sogni che sempre più diventano chimere per il popolino. In Sapore di Sale si parla delle vacanze che oggi milioni di italiani non possono più permettersi, ma che erano diventata una conquista per tutti gli operai, gli impiegati e le commesse all'epoca narrata da quella pellicola…

Conclusione

L'arte è fatta per disturbare, la scienza per rassicurare.” sosteneva Salvador Dalì mentre Fabrizio de Andrè asseriva…”...l'artista non ha bisogno d'integrarsi, l'artista non deve integrarsi! L'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere, se si integrano gli artisti c'è l'abbiamo nel culo! io sono convinto di questo…

Ecco, alla luce delle affermazioni sopra riportate chiedo al lettore: "Che tipo di cinema hanno proposto i Vanzina?" Sono ad opinione del lettore film che disturbano? A mio avviso lo hanno fatto talmente poco da evitare persino di mostrare dei corpi nudi, poco politicamente corretti. Insomma, ed è questa la mia tesi, come sopra scritto non sono film che scuotono il potere, ma che lo consolidano… E così sono finalmente arivato al dunque: mi interrogo sono questi lavori che devono sostituire i classici e nello specifico I promessi sposi di Alessandro Manzoni? Sig. Enrico Vanzina la risposta è "NO"!

Mirco Venzo, Treviso 30/08/2023 #qzone.it

rif. 1 rif. 1 https://www.primapaginanews.it/articoli/cinema-vanzina-a-scuola-qualche-lezione-in-meno-sui-promessi-sposi-per-proiettare-commedie-italiane-526399
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/L%27Amerikano
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/839-ucraina-la-mia-storia-a-puntate-1-3
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/847-ucraina-la-mia-storia-a-puntate-2
rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/857-ucraina-la-mia-storia-a-puntate-3-3
rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/933-official-secrets-2019-g-hood
rif. 7 http://www.qzone.it/index.php/q-movies/931-muro-di-gomma-1991-m-risi
rif. 8 https://www.raiscuola.rai.it/italianoperstranieri/articoli/2021/06/Dante-padre-della-lingua-italiana-b74f7291-c1e0-4a07-9e69-96a4f374b7dd.html
rif. 9 https://www.studenti.it/manzoni-questione-lingua-italiana-video.html
rif. 10 https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/padri/Marazzini.html
rif. 11 https://www.pordenonetoday.it/social/vanzina-promessi-sposi-andrea-maggi.html?fbclid=IwAR1r5dxq9Qt2dOlvArPRvtC_jYyGocNbHFVIcx7WDhpDzVrt2sBvQJjonQE
rif. 12 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/386-pensieri-post-video

Nota: ecco qui di seguito alcuni siti che richiamano l’intervista del regista Enrico Vanzina - Ansa.it, ( link: https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2023/08/14/vanzina-commedia-allitaliana-a-scuola-la-sinistra-fu-miope_60f32173-0dd5-4dd3-90e7-321b838ac02b.html) o ADNKronos.com (https://www.adnkronos.com/spettacoli/vanzina-meno-promessi-sposi-per-un-film-di-commedia-italiana_4Z9tGWNVFZjNN7E6o0KY5a). Il problema per entrare è che mi richiedono o di essere abbonato o di accettare dei cookies che non voglio accettare. Ho elementi per ritenere veritiere le affermazioni sopra riportate, ma la mano sul fuoco il lettore sa che non posso metterla.

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