Nel 1976, in pieno periodo della commedia erotica all’italiana, esce, a regia di Sergio Martino, un film ad episodi il cui titolo è Spogliamoci così senza pudor... Sono sincero, dopo il primo episodio, non ho cambiato canale per due sole ragioni, la prima è che non c’era nulla di meglio in TV, la seconda è che avevo già preso alcuni appunti e volevo scrivere la recensione su questa pellicola anche perché spesso è proposta nei palinsesti nazionali. Cos’è che mi aveva indisposto nel primo episodio? La stupida comicità proposta da Alvaro Vitali, che a mio gusto è tutto tranne che divertente, e quando c’è questo attore, sempre a mio giudizio, anche le
più belle donne che si spogliano, mi paiono inadeguate e per nulla seducenti. In generale è difficile che un racconto comico riesca a stuzzicarmi l’erotismo, e questo film non ha fatto eccezione, nonostante vi fosse una variegata e importante presenza femminile. Alla fine del lavoro un pregio gliel’ho riconosciuto, in più di un'occasione mi sono ritrovato a ridere, e nel redigere l’articolo ne ho anche scoperto la ragione: soggetto e sceneggiatura sono opera di Sandro Continenza e… Raimondo Vianello!!!
Lo stile di quest’ultimo, che da sempre apprezzo, l'ho riscontrato anche in talune situazioni di questo film. Tutte le scenette rasentano il grottesco ed hanno finali a sorpresa. Devo precisare che, a differenza di racconti inscenati con la moglie, in questo lavoro l’audacia esibita da molte donne (che come ho già scritto, sono tutte molto belle), è decisamente superiore a quella proposta nelle scenette con Sandra Mondaini; qui si arriva financo a vedere il pelo. D’altra parte siamo a metà degli anni settanta e i registi non si facevano molti problemi. Un'ulteriore differenza rispetto alle storielle proposte con Sandra è, in taluni casi, un linguaggio assai più volgare. La pellicola risulta al 37° posto nelle classifiche degli incassi nazionali del 1976/77 (rif. 2), a conferma che i nomi di richiamo e la varietà di belle attrici, anche molto note comìè il caso della Nadia Cassini e di Barbara Bouchet raggiunsero lo scopo.
Procedo riportando alcune critiche raccolte in rete, cui aggiungerò qualche considerazione. Fate quindi attenzione ai caratteri della scrittura per distinguere il mio pensiero da quello del critico citato.
(Mirella Acconciamessa, l'Unità, 24 novembre 1976) «[...] è un film [...] che il regista Sergio Martino propone ad un pubblico di bocca buona, anzi buonissima, che cerchi la risata, anche di origine grassoccia, e il nudo femminile possibilmente gradevole. Gli sceneggiatori Sandro Continenza e Raimondo Vianello hanno messo insieme storielle tra le più banali. [...]» (rif. 1)
(Achille Valdata, La Stampa del 6 gennaio 1977 e Stampa Sera del 7 gennaio 1977)
«Quattro sketches affidati a buoni attori e confezionati dal regista Sergio Martino con l'occhio rivolto agli incassi. [...] esso offre a un pubblico alla ricerca d'un divertimento futile e con ripetute spruzzatine d'erotismo, l'occasione di trascorrere novanta minuti all'insegna dell'allegro disimpegno. [...]
1) Il detective: [...] siccome è l'episodio più fiacco l'han messo come primo per disfarsene subito».
.- Concordo con quanto sopra asserito. Protagonisti Aldo Maccione, che già mi piace poco, ma soprattutto Alvaro Vitali verso il quale sono proprio prevenuto. Notevoli le presenze femminili, non tanto come recitazione, quanto per la loro avvenenza: Maria Baxa, pseudonimo di Marija Baksa (in serbo/croata all’epoca erano tutti all’interno della Jugoslavia) e la romana Maria De Simone, detta Ria.
Mi permetto di dire che con altro cast maschile questo episodio avrebbe potuto salire di livello. .
2) La squadra di calcio: [...] volgaruccio e stiracchiato, lo sketch arriva faticosamente alla fine, obbligando il protagonista a destreggiarsi alla meno peggio in situazioni anche ingrate.
.- Protagonista dell’episodio è Enrico Montesano, a parere mio poco convincente, ma a suo discapito l’intera storiella era poco ficcante. Forse per renderla più appetitosa al pubblico in questo racconto non mancano i nudi femminili e tra questi va segnalata Brenda Welch che oltre ad offrirsi integralmente agli spettatori, mi ha sorpreso per la bellezza del suo fisico. Non sono riuscito a scoprire la sua nazionalità! .-
3) L'armadio di Troia: [...] con situazioni da veneranda «pochade», il raccontino sta in piedi per merito degli interpreti.
.- Le belle donne in questo episodio non mancano, su tutte vanno citate, Barbara Bouchet che mi ha sorpreso in positivo per la capacità di interpretare il personaggio, e Nadia Cassini che all’epoca aveva 27 anni. Quest’ultima troppo pudica nel proporsi (per i miei gusti) mi è parsa limitata anche per la sua recitazione. Certo fisicamente si gioca il podio nel ruolo di sex symbol più attraente dell’intera commedia erotica nazionale. Alberto Lionello una volta in più ha dato dimostrazione di grande abilità recitativa. Strepitoso! In questo episodio ho annotato un paio di battute che più mi han fatto ridere, ve le cito, anche per mettere in chiaro che tipo di comicità è stata proposta: Contesto: la moglie (Bouchet) battibecca con marito (Lionello) che fa il regista… “Vedrai se quando esce il film non mi realizzo anch’io”- “E com’è che ti realizzi te? Con le tette e i culi delle attrici dei tuoi film porno?” - “Film porno? il mio… film porno? (frase pronunciata con evidente enfasi di meraviglia) Un film sociale, di denuncia del sistema…!!!” - “E come si chiamerebbe questo film?” - “ Le studentesse nude del collegio delle vergini violentate” - “COME?” - “ Ma è un titolo provvisorio".
Qui, senza averne certezza, ravvedo la mano di Raimondo Vianello. Altra situazione, la Bouchet dialoga con il marito (Lionello) sospettando che quest’ultimo gli stia mettendo le corna. “... dove hai nascosto l’ultima battona?” - nell’armadio in effetti c’è l’amante di Lionello, (Nadia Cassini) che si trova rinchiusa con un ladro, a lei sconosciuto, che pure si era nascosto all’interno del mobile per non esser visto in flagranza di reato. La ragazza è francese e chiede quindi a Ninetto Davoli (il ladro) : “Qu'est-ce que c'est “Battona”? - replica - “Come posso spiegarle? Lei ha presente un piglio di puttana? Beh, la madre!”. - Questa battuta mi ha fatto morir dal ridere anche perchè la ragazza, che aveva tutte le caratteristiche per essere considerata una puttana, cercava di darsi un contegno a fianco del volgare ladro, e mentre la giovane parlava con accento francese, che da un’idea di classe (ma era pur sempre una battuta, usando la definizione della protagonista) l’uomo, che sapeva d’essere un poco di buono, come avete potuto capire, non usa giri di parole. Questo episodio è il mio preferito dal punto di vista recitativo, di comicità, e di ricchezza di personaggi.
4) La visita: [...] come raccontino è il meglio articolato e diretto; Ursula è quanto mai appetitosa sebbene il suo spogliarsi non sia spudorato come il titolo dice; buona «spalla» di Dorelli un ineffabile Gianrico Tedeschi.» Rif. 1
.- In effetti da Ursula Andress, dopo aver visto L’infermiera (rif. 3) mi aspettavo molta più “generosità” nel far cadere i veli. Tedeschi, Johnny Dorelli, e Daniele Vargas si sono disimpegnati molto bene e mi pare che pure Ursula Andress abbia saputo espletare al meglio il suo personaggio, anche meglio rispetto a L’infermiera (di N. Rossati - rif. 3) .-
E’ giunto il momento di riportare qualche opinione del sito Davinotti, (rif. 4) ed inizio proprio con l’opinione di Marcel M.J. Davinotti Jr. “ Sovreccitata commedia a episodi in cui tutti urlano (Tranne Dorelli, almeno uno) cercando di sopperire, salendo sulle righe, alla pessima sceneggiatura firmata Continenza/Vianello. In IL DETECTIVE Maccione si occupa di "casi di corna" e sfrutta la gelosia di un cliente per arricchirsi anche se la moglie dell'uomo è integerrima. Inizialmente l'idea funziona e Maccione detective sembra simpatico (il suo braccio destro è Alvaro Vitali), poi il gioco stanca e la storia si ripete fino alla nausea. Peggio si va con LA SQUADRA DI CALCIO, in cui Montesano si traveste da giocatrice polacca per far vincere la squadra femminile che ha perso la sua bomber: un continuo spreco di gridolini e smorfie di ogni tipo di fronte al passaggio di donne nude in spogliatoio. Avvilente, nonostante l'azzeccato (nei limiti) finale. In L'ARMADIO DI TROIA c'è almeno un travolgente Alberto Lionello, aspirante produttore cinematografico sposato con la ricca Bouchet tradita con l'avvenente Cassini. I battibecchi volgarissimi tra moglie e marito sono il sale di un episodio altrimenti modesto. LA VISITA pareva il segmento più riflessivo, con un briciolo di soggetto alle spalle: Dorelli va a casa dall'amante (Andress) ma viene coinvolto dal funerale al piano di sotto. Recitato discretamente solo da Dorelli (Vargas e la Andress sono da dimenticare), tende comunque pure questo a ripetersi. Tutte nude, tranne nell'episodio con Lionello.” Un pallino, la valutazione più bassa.
Mco, che con quattro pallini è la valutazione più alta di questo sito, ad oggi: “Premetto che non passa troppo tempo senza che lo riveda e che ho una personale adorazione per Dorelli (sia come cantante che come attore); questo filmetto resta uno dei miei cult, se non altro per "La visita". Difatti qui si assiste a scenette di comicità sublime, tirando in ballo il "poareto" Partibon, con Johnny e Ursula degni coprotagonisti. Anche l'episodio con Maccione non è affatto male e la Cassini premia lo spettatore col suo epocale lato b mozzafiato! Il resto è pur sempre alta scuola italiana. Quindi non fatevelo sfuggire!”
Forse è corretto da parte mia a citare anche una valutazione da due pallini, il voto maggiormente condiviso nel sito: Herrkinski “Martino dirige questa buona commedia ad episodi, che può vantare un cast di prim'ordine. Carino ma non eclatante il primo episodio con Maccione; spassoso quello con Montesano; notevole il terzo, che presenta un Lionello istrionico affiancato dalle due dive Bouchet e Cassini (al top della forma); più di classe l'ultimo segmento con Dorelli, ambientato a Venezia, che offre una classica commedia degli equivoci dove il cast è assolutamente perfetto, in particolar modo il sempre grande Vargas. Nel complesso si ride, pur a denti stretti. Non male.”
Prendo le distanze dall’ultima affermazione per dire che quando ho riso, ho riso di pancia. Insomma, una commedia sexy, dove molte donne (e molto belle) si son scoperte il seno, film poco sexy, ma a tratti molto divertente.
Mirco Venzo, Treviso 12/02/2025 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Spogliamoci_cos%C3%AC_senza_pudor…
rif. 2 https://www.hitparadeitalia.it/bof/boi/boi1976-77.htm
rif. 3 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/1006-l-infermiera-n-rossati-1975
rif. 4 https://www.davinotti.com/film/spogliamoci-cosi-senza-pudor/7084