Il film che vado a recensire è del 1989, trattasi di una pellicola classificata da wikipedia come “erotica” (rif. 1) ed il titolo originario è Wild Orchid tradotto in italiano con Orchidea selvaggia; l’opera è a regia dello statunitense Zalman King che ne è pure lo sceneggiatore e l'ideatore del soggetto, in ambedue i casi avvalendosi della collaborazione di Patricia Louisianna Knop. Inizierei da qualche recensione; ecco cosa leggo sul sito mymouvies.it “Lo squallore di questo film è direttamente proporzionale alla sua inutilità. Eppure ha avuto un grande successo specie in Italia, forse perché si tratta di una telenovela, hard-core ma non troppo, trasposta al cinema. A Rio de Janeiro ha luogo una trattativa immobiliare condotta da una manager affascinante che si è portata dietro una ragazza molto sexy. Un ricco industriale
del posto metterà il bastone tra le ruote della trattativa allo scopo di impalmare la ragazza. Due stellette per il successo” rif. 2.
Un’opinione, tra le varie, recuperata dal sito Davinotti, non può mancare: cedo la penna a Pinhead80: “Considerando che Mickey Rourke è l'attore principale (e visto anche il genere) il confronto con 9 settimane e mezzo è d'obbligo, e Orchidea selvaggia perde su tutti i fronti. Nonostante il cast potenzialmente esplosivo e l'intrigante ambientazione, il film si perde in un erotismo patinato e stanco dove l'unica cosa degna di nota è il corpo della Otis. Troppo poco per soddisfare le aspettative di chi avrebbe voluto una storia convincente. Il regista, evidentemente non pago, riuscirà a replicare con Orchidea selvaggia 2. (film del 1991 ndr)” rif. 3.
Prima di chiudere con le recensioni val la pena ricordare che questa pellicola ai Razzie Awards vede nominato come peggior attore Mickey Rourke e come peggior nuova attrice Carré Otis, a conferma che le opinioni negative su questo film non sono isolate. Per finire voglio riportare quanto si trova nel sito Portale Rai che tocca dei punti interessanti: “New York City, anni Ottanta. La giovane e bella Emily Reed ha appena fatto il suo ingresso nel team di un importante studio legale: sotto l’egida di Claudia Dennis viene subito inviata in missione in Brasile per finalizzare un accordo immobiliare con alcuni pezzi grossi. Emily, vulnerabile e inesperta, conosce dunque James, magnate anticonformista ma emotivamente distante. Nasce una relazione torbida e sensuale, istigata dalla volontà di Claudia e dai suoi dubbi sull’insensibilità dell’uomo, colpevole di averla a suo tempo respinta…
Orchidea selvaggia è finito nei manuali di storia del cinema come uno dei film mainstream più controversi degli anni Ottanta, decade in cui la paura del sesso casuale veniva controbilanciata dalla possibilità di vedersi i porno a casa propria tramite l’affitto di una videocassetta. Per competere con una simile congiuntura a un semplice erotico-patinato occorreva quindi un piccolo aiuto di pettegolezzo: la diceria di mercato sulla natura non simulata degli amplessi fra le star coinvolte. Di Orchidea selvaggia si continua a parlare ancora oggi in questi termini, con un po’ di tristezza in più dovuta alla complicata vicenda della coppia Rourke-Otis. Ambientato in una Rio de Janeiro festaiola e rigogliosa, il film piace agli amanti della combinatoria esotismo-erotismo tanto popolare nei Sessanta, irrisa vent’anni più tardi da 9 settimane e ½ e dal suo edonismo tout court, urbano e cafone, bello senz’anima e tutt’altro che liberatorio. Il film di Zalman King finge se non altro di voler recuperare la cognizione di una carnalità primordiale e lontana dalle trappole del consumismo. Ottima idea di marketing”.(rif. 4).
Il mio punto di vista
Dopo tali recensioni il mio compito pare sia spiegare cos’ha che non funziona questa pellicola, che pure ha avuto ottimi esiti dal punto di vista degli incassi, ma che, come avete potuto leggere, pare non abbia soddisfatto i palati dei cinefili. Il punto di partenza per comprendere questo film è, come sopra ricordato, 9 settimane e ½ di Adrian Lyne (1986) già autore di Flashdance (1983), e futuro regista di Attrazione fatale (1987) e Proposta indecente (1993). Questa rapida carrellata di titoli rende l’idea che i film a carattere “erotico” avevano pubblico, e nel filone vi si erano gettati anche alcuni registi italiani quali G. Lavia (con Sensi del 1986 rif. 5) o G. P. Griffi con La gabbia (rif. 6).
Ciò non toglie che a scuotere pubblico e botteghini fu proprio 9 settimane e ½; ed è logico che di lì a poco qualcuno cercasse di ripercorrere il sentiero di quel successo, sfruttando anche il nome di Mickey Rourke nel culmine del successo, all’epoca. Cosa fare per creare un prodotto simile a quello che vide entrare nell’immaginario di milioni di persone Kim Basinger senza copiarlo di sana pianta? Orchidea selvaggia è la risposta (e se vogliamo la proposta) inventata da Zalman King per assecondare questi intenti commerciali. Come nel già citato film con Mickey Rourke il protagonista è un uomo con le sue complicazioni che lo portano ad avere con il sesso un rapporto non convenzionale. Ecco che James Wheeler, il ricco protagonista di questa pellicola (interpretato da Mickey Rourke) ha la capacità di muovere i sentimenti e le passioni di chi lo circonda come se si trattasse di un burattinaio e tali attività sono finalizzate a destare l’attenzione e a polarizzare su se stesso gli interessi della giovane laureata Emily Reed (interpretata da l’esordiente top model Carré Otis). Questa è la carta giocata dallo staff del film per attirare il pubblico maschile nelle sale.
Non voglio addentrarmi nella trama per non togliere quel po’ di interesse che può portare taluni lettori a visionare la pellicola, quel che mi preme sottolineare è che se da un lato questo burattinaio (e la trama che lo vede protagonista) ci permette di godere di amplessi con più figure femminili, che qui voglio ricordare (la spagnola Assumpta Serna o la splendida Anya Sartor; la mulatta che si accoppia nello stabile trasandato) rende però questo protagonista troppo complicato per essere oggetto di identificazione da parte del pubblico maschile, e, nel contempo, un “uomo” troppo difficile affinché il pubblico femminile lo prenda in simpatia. James Wheeler è un buon escamotage per presentare scene piccanti al pubblico del film, ma pochi tifano per un simile personaggio. Questa è una delle ragioni che distanzia il pubblico dal principale protagonista della pellicola.
Oltre a tutto ciò va detto che ambientare in Brasile la trama sa di immagine coloniale; mi spiego meglio: si vogliono sfruttare i colori e i suoni di quel paese meraviglioso per creare una cornice dove inserire i vari protagonisti, ma non si scava per nulla su nessun aspetto di quel paese, presentato con talmente tanti stereotipi, da risultare fasullo, e questo contribuisce a togliere energia alla trama che non risulta credibile. Tutti i film sono finzione, ma se non paiono credibili vengono visti con occhio distaccato e questo, specie in un film che vuole essere erotico, è un aspetto negativo: gli spettatori devono potersi immedesimare con chi è protagonista, quando ciò non avviene si è macato il colpo. Spero aver espresso chiaramente le ragioni per cui questo film non ha scalfito, anche se, a mio parere, vi è di peggio nel panorama dei film erotici.
Anzitutto va riconosciuto al regista di aver creato una trama assai distante da quella di 9 settimae e ½, ed è già un punto a suoi favore. La fotografia poi è sicuramente molto curata, dove ai colori sgargianti e ai ritmi vivaci tipici del Brasile, si alternano giochi d’ombra più cupi che creano varietà. Per finire è un film erotico dove si vedono corpi di donne nude con giusta generosità, cosa non poi così contata nelle trame che all’epoca stavano virando verso il “non turbiamo lo spettatore”.
E veniamo a parlare della interpretazione di Carré Otis che doveva espletare il ruolo di specchietto per le allodole. Da lei che era alla prima apparizione importante, non ci si doveva aspettare chissà che interpretazione, e quindi non voglio scagliarmi contro questa bellezza; era lecito attendersi piuttosto di vedere il suo bel corpo e questo lo spettatore andrà a godere. Per me voto positivo. La scena finale, dove si accoppia con il protagonista, quella che forse è stata girata senza controfigure, non l’ho trovata affatto deludente. A rendere più intrigante il tutto va specificato che durante le riprese pare certo sia scoccata la scintilla tra i due attori protagonisti, Mickey e Carrè, tale per cui i due si son poi sposati (per separarsi dopo qualche anno). Tutto qui? No, se la recitazione della Carrè Otis non ha stupefatto, (ma manco deluso), concordo con chi è stato critico verso la prestazione di Rourke decisamente sotto gli standard dell’epoca.
Questa è una critica negativa che rivolgo principalmente al regista che non ha saputo valorizzarlo. Parlando di interpretazioni va però evidenziato come si è disimpegnata la francese Jacqueline Bisset (nelle vesti dell’arrogante Claudia Dennis). La scena dove fa spogliare di fronte a se il belloccio di turno, facendo tradurre alla sua collaboratrice (Emily/Otis) i suoi pensieri è uno dei momenti migliori di tutto questo lavoro.
Mirco Venzo, Treviso 29/07/2024 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Orchidea_selvaggia_(film_1989)
rif. 2 https://www.mymovies.it/film/1990/orchidea-selvaggia/
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/orchidea-selvaggia/12135
rif. 4 https://www.rai.it/dl/PortaliRai/Programmi/ContentItem-9f667da3-883c-419c-b2b1-84eee142bbb6.html
rif. 5 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/992-sensi-di-g-lavia-1986
rif. 6 https://www.qzone.it/index.php/q-movies/947-la-gabbia-1985-g-p-griffi