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20260812 VM euro bulgariaOgni tanto mi lancio in post che cercano di spiegare l'economia, questa volta lascio la parola a Francesco Lenzi e copio ed incollo quanto riportato ne Il Fatto Quotidiano del 10 Agosto 2026 - Ringrazio Gabriele Guzzi (scrittore e divulgatore di cose politico ed economiche) che ci ha portati a conoscenza di queste righe mezzo Facebook (rif. 1) "L'EURO E LA BULGARIA: LA MONETA PIÙ STUPIDA DELLA STORIA - La sostanza è che anche la Bulgaria, entrata a far parte della moneta unica soltanto dal primo gennaio, sembra avviata verso un percorso molto simile a quello di altre economie che l’hanno preceduta nell’adesione all’euro e che segue quasi sempre lo stesso copione.

Nella prima fase l’ingresso nella moneta unica viene salutato come un successo indiscutibile: il costo della raccolta bancaria si riduce, si spalanca l’accesso diretto alla liquidità della Bce, la fiducia dei mercati finanziari si consolida. Ne consegue un’espansione del credito che si riversa sulla domanda interna, alimentando crescita e consumi, non di rado accompagnata da comportamenti opportunistici di alcuni settori che, al cambio di valuta, approfittano per alzare i prezzi ben oltre la semplice conversione aritmetica. 

Si apre così una fase di divergenza tra l’inflazione del Paese entrante e quella media dell’Eurozona, che va costantemente aumentando. Il Paese, con prezzi sempre più elevati rispetto ai partner commerciali, perde progressivamente competitività: le importazioni crescono, le esportazioni arrancano, il saldo con l’estero peggiora e, con esso, si accumulano più rapidamente passività nei confronti del resto del mondo, passività che a loro volta generano interessi e redditi da pagare all’estero, deteriorando ulteriormente il conto delle partite correnti. Si arriva quindi, inevitabilmente, al momento della correzione macroeconomica, quello in cui si ripetono le solite formule sul “mettere in ordine i conti” e “fare le riforme”, che nella sostanza significano comprimere la domanda interna, principalmente attraverso un taglio reale dei salari, fino a riportare il saldo con l’estero in attivo e la dinamica dei prezzi in linea con la media della zona euro, se non sotto. In appena sei mesi di adesione, la Bulgaria ha già accumulato un differenziale di inflazione di un punto percentuale con l’area euro, mentre il saldo delle partite correnti nei primi cinque mesi dell’anno è stato negativo per 4,5 miliardi di euro e la posizione netta sull’estero (la differenza tra attivo e passivo verso il resto del mondo) è peggiorata di 9,6 miliardi negli ultimi dodici mesi. Come detto, non si tratta di un’anomalia bulgara.

La Croazia, entrata nell’euro nel 2023, ha accumulato da allora un differenziale di inflazione di 7,1 punti, il saldo delle partite correnti è stato negativo per circa 4 miliardi negli ultimi dodici mesi e la posizione netta sull’estero è scesa a -29 miliardi dai -23 dell’ingresso. Lo stesso copione hanno seguito i Paesi baltici tra il 2011 e il 2015 e, in precedenza, le economie più fragili della prima ora (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia), che hanno accumulato differenziali d’inflazione colmati solo dopo anni di crescita asfittica e compressione salariale. L’Italia entrò nell’euro con una posizione netta sull’estero negativa per 90 miliardi, arrivata a -355 alla vigilia della crisi del 2011 (oggi è a +351). La Spagna, partita da -248, è arrivata a -1.016 miliardi. La Grecia da -106 a -222, il Portogallo da -60 a -190. Specularmente la Germania, entrata con un attivo netto di 142 miliardi e capace di mantenere un differenziale di inflazione costantemente inferiore alla media grazie al contenimento della domanda interna e dei salari, ha costruito un attivo netto di quasi 4mila miliardi. Sul fronte opposto, la Francia, che nel 2011 aveva interessi allineati a quelli tedeschi in quanto creditrice netta dell’Eurozona, è oggi la principale economia debitrice dell’area con un passivo di 885 miliardi. 

Verrebbe da chiedersi, a questo punto, perché un’economia debba rinunciare alla propria valuta se l’esperienza insegna quanto sia arduo, quasi impossibile, sfuggire al deterioramento dei conti con l’estero una volta entrati nel club."

Francesco Lenzi (Il Fatto Quotidiano 10 agosto) - Perché un'economia deve rinunciare alla propria valuta, s'interroga l'opinionista. Io ho la risposta: per poter permettere all'uno per cento della popolazione a seguitare ad arricchirsi, pur se a danno del restante 99 per cento. Tutto il meccanismo mira a "fare le riforme", ovvero a realizzare le solite ricette fatte di taglio della spesa pubblica (leggasi smantellamento del welfare state) e procedere con le privatizzazioni! Ed è li, con le privatizzazioni, che metti la gallina dalle uova d'oro in mano ai pochi privati (il famoso un per cento) che faranno soldi a palate senza rischiare nulla. Questo è uno degli aspetti perchè, se tu comprimi i salari e togli i servizi pubblici, devi poi per forza di cose anche trovare il modo di ridimensionare la democrazia, perchè avresti tanti elettori incazzati che prima o poi chiedono un cambio di regime. In un mio precedente articolo (vedi rif 2) ho riportato alcune delle affermazioni dei padri italiani dell'Unione Europea i quali da un lato confermano quanto ho appena asserito, e dall'altra illustrano la filosofia che li ha ispirati.

Mario Monti: “La democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore”. 
- Mario Draghi: "...Ci sono i potenti, e ci sono i normali. I potenti sono quelli che contano, poi ci sono i normali per cui la realtà è così... superiore a loro!...".
- Tommaso Padoa Schioppa: “Nell'Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev'essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.” 

Devo aggiungere altro?

Mirco Venzo, 11/08/2026 #qzone.it

rif: 1 https://www.facebook.com/gabri.guzzi/posts/leuro-e-la-bulgaria-la-moneta-pi%C3%B9-stupida-della-storiala-sostanza-%C3%A8-che-anche-la/1665674135566069/
rif. 2 https://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/1062-i-padri-italiani-veri-dell-unione-europea

immagine dal sito: https://it.linkedin.com/posts/gabriele-guzzi-5bb4b214b_leuro-e-la-bulgaria-la-moneta-più-stupida-activity-7492619298881028096-gi60

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