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20210216 VM Tasso InteresseOggi ho voglia di scrivere un post tecnico, è spero di spiegare, sempre con un linguaggio terra terra, che cos’è il tasso (o saggio) d'interesse e che rapporti ha con la moneta. La prima cosa è definire la moneta, ovvero tutto ciò che usiamo come mezzo di pagamento: è un intermediario degli scambi. Devo essere pedante e riprendere entrambi i concetti sopra espressi. Dicesi moneta tutto ciò che è accettato come mezzo di pagamento, in passato principalmente due metalli sono stati usati come mezzo di pagamento:

i due più “preziosi” l’oro e l’argento. Chi vendeva qualcosa cedeva volentieri il suo bene in cambio di una certa quantità d’oro (o d’argento) perché sapeva che a sua volta poteva usare quella quantità d’oro (o d’argento) per andare al mercato e lui fare acquisti di ciò che gli serviva. Ecco perchè si dice che la moneta è intermediaria degli scambi, non essendoci un’economia del baratto (e dice David Graeber, non essendoci mai stata - rif 1) un sistema economico (rif. 2) ha bisogno di moneta per funzionare. E' solo attraverso questa che vendiamo e acquistiamo.

Il contadino riceveva l’oro per il vino che aveva venduto e se ne serviva per pagare sia il mezzadro che aveva vendemmiato sia per comprare il mazzo di fiori per la sua amante. Il mezzadro, il fioraio, e tutti gli innumerevoli operatori del sistema economico accettavano il "suo" oro per cedere i loro beni, ecco che cosa si intende per “intermediario degli scambi”. Solo il metallo è usato come mezzo di pagamento? No, in epoche moderne si usano anche altre cose, come dei pezzi di carta con su scritta una cifra che ne attesta il valore. Tutti gli operatori del sistema accettano questi pezzi di carta, dette banconote, e quindi la tipografia chiamata BCE che li emette diciamo che crea moneta. In passato questa tipografia (sto sempre banalizzando) era gestita dallo stato italiano, e quindi seguiva le indicazioni dei politici da noi eletti. Oggi con l’adesione alla Comunità Europea non è più così.

In un post di tempo fa (rif. 3) spiegavo qual’è la caratteristica importante della moneta, ovvero che in un dato sistema economico è accettata dallo stato per pagare le imposte. Questo spiega perché la BCE crea moneta, quelle banconote sono accettate dagli stati per pagare i tributi e se tuo cugino, che pure ha una tipografia, e lavora anche bene, stampa moneta, rischia di finire nei guai se scoperto: lo stato non vuole che altri si arroghino il diritto di emettere moneta. Alla fine del post il lettore comprenderà anche alcune delle ragioni di questo divieto.

Stabilito che cos’è la moneta e che questa serve per acquistare beni e servizi, possono esserci persone che necessitano di moneta, mentre altre ne hanno in eccesso. Tra coloro che necessitano di moneta ci sono gli imprenditori. Per produrre beni e servizi ho bisogno di denaro con cui acquisto le materie prime, i macchinari e pago i lavoratori. Organizzo questi elementi (questa cosa si chiama attività d’impresa) e faccio uscire dal mio ciclo produttivo migliaia di camice (ad esempio) che un po' alla volta vendo al mercato. Finito il mio ciclo produttivo ho il denaro da restituire a chi me l’ha prestato e la parte che mi rimane in tasca si chiama utile o profitto d’impresa. Esiste un'altra importante categoria di persone che necessitano di denaro, i lavoratori che vogliono acquistare una casa. Costoro pagheranno un po' per volta con una quota del loro salario l’ingente importo che una casa comporta, ecco che nel giro di venti o trent’anni restituiscono la cifra a chi l’ha loro prestata.

Abbiamo visto due tra le molte persone che necessitano di denaro e perchè ne hanno bisogno, parliamo ora di chi al contrario di denaro ne ha in eccesso, sono coloro che avendo entrate di qualche tipo (o perchè imprenditori, o prchè lavoratori) spendono meno di ciò che incassano. Risparmiano denaro, ne mettono da parte un pochino. Perchè lo fanno? Perchè non si può mai sapere in futuro che non ci siano imprevisti che obbligano ad una spesa importante. Volete degli esempi? Il capofamiglia teme che una burrasca porti via il tetto della sua abitazione, una malattia potrebbe colpire lui o la sua prole e avere del denaro da parte permette di pagare la costosa operazione in Svizzera che risolverebbe tale dramma. Anche l’imprenditore potrebbe avere interesse a mettere da parte del denaro perchè magari il mercato delle materie prime ha degli sbalzi e potrebbe acquistando le stesse quando queste hanno un prezzo favorevole speculare; guadagnerebbe molto più con questo stratagemma che non producendo camice.

La domanda è: visto che c’è chi ha eccesso di moneta perchè l’ha risparmiata, (offerta di moneta) e chi ha bisogno di moneta per fare i propri acquisti (la casa del nostro lavoratore o iniziare il ciclo produttivo del nostro imprenditore),  ovvero c'è domanda di moneta, le due parti possono trovare un accordo? La risposta è si. Chi risparmia moneta è disposto a cederla a chi ne ha bisogno ricevendo in cambio un documento in cui il ricevente del denaro si impegna a restituire la cifra pattuita ad una certa data. Questa promessa di pagamento si chiama obbligazione.

Chi detiene l’obbligazione ha quindi diritto a ricevere una certa quota di denaro ad una certa data. Torniamo all’origine dell'obbligazione, dove il risparmiatore cede denaro a chi ne ha bisogno in cambio di questo impegno formale e solenne (chiamato titolo di credito). Perchè io dovrei cedere 100 pezzi d’oro per riceverne altrettanti tra dieci anni accollandomi un rischio? Ho rinunciato a far fronte agli imprevisti sopra citati; prima che il presito mi venga restituito il vento mi porta via la casa e perdo tutto, anche il prezzo delle materie prime cala e perdo l’opportunità di speculare. Era meglio che me li tenessi i miei risparmi. Senza contare che il lavoratore a cui ho prestato denaro per acquistare la casa nel frattempo è stato licenziato, ed io non riavrò più indietro la stessa cifra, così come le camicie dell'imprenditore non sono state vendute tutte al pezzo da lui ipotizzato e anche lui non mi restituirà l’intero importo pattuito.

In bella sostanza io che cedo denaro ricevendo in cambio l’obbligazione mi accollo un rischio ed allora perchè dovrei fare una simile sciocchezza? Lo faccio solo se in cambio avrò una cifra superiore. Cedo 100 pezzi d’oro in cambio di una ricompensa che è, per ipotesi, pari a 10 monete riscuotibili ogni anno per i prossimi dieci anni.

Adesso si ragiona: in dieci anni ho radoppiato il mio capitale e ritengo che il gioco valga la candela. 10 di cedola diviso 100 che è il capitale ceduto, il saggio d’interesse annuo è del 10%. Olter a ciò va precisato che io il mio titolo di credito lo posso cedere. Esiste un mercato dove chi vuole acquista queste promesse di pagamento così come c'è chi le vende. Ora, che cosa accade se ad esempio io vendo la mia obbligazione che mi rende 10 monete ogni anno a 105? Io ho interesse a farlo perchè anziche 100 tra otto anni (ipotesi di restituzione) ne incasso subito 105. Ho guadagnato per un paio d’anni le 10 monete che mi ha reso l’interesse ed ora mi libero dell’obbligazione (che è sempre un rischio, la possibilità d'insolvenza è sempre presente) e ricevo in cambio tutti i 100 denari prestati più altri 5. Per me è vantaggioso: vendendo l’obbligazione in un paio d'anni ho guadagnato 25 monete, 20 di interesse e 5 sulla speculazione del capitale. Sono soddisfatto! 

Attenzione, l’acquirente paga 105 denari un titolo che ogni anno rende 10, per lui il tasso d'interesse sarà diverso. Infatti 10/105 = 9,52% (e spiccioli). Lui, pagando di più il titolo, percepisce meno, in proporzione, d'interesse. Un aumento del prezzo del titolo genera un calo del tasso d’interesse! D’altra parte può accadere il contrario il titolo non riesco a venderlo, pur se mi promettono 10 denari ogni anno d’interesse, allora io pur di venderlo son disposto ad abbassare il prezzo del titolo e incassare solo 95 denari per un'obbligazione che ne renderà 100 alla scadenza. l'interesse rimane, come da contratto di 10 denari annui; questo è l'impegno che ha firmato il debitore e lui, a prescindere chi sia il proprietario della obbligazione e dal prezzo pagato per acquistarla sempre 10 monete pagherà, non una di più, non una di meno. Calcoliamo ora l'interesse annuo in questa ipotesi 10/95 = 10,52%. Se pago l'obbligazione 105 l'interesse annuo è 9,52%, se la pago 100 è del 10%, se la pago 95 è del 10,52%!

Più il prezzo dei titoli cala, più il saggio d’interesse si alza. La lezione sul tasso d’nteresse è terminata con una frase semplice semplice, esiste un rapporto inverso tra il corso dei titoli (il prezzo d'acquisto) ed il saggio d'interesse: più il primo cresce, più il secondo cala e viceversa! In generale cosa interessa al sistema che i tassi d’interesse si alzino o si abbassino? Interessa per quanto spiegato parlando dello spiazzamento (rif. 4) un aumento del saggio (o tasso d’interesse) spiazza gli investimenti privati perchè diventa più costoso per gli imprenditori finanziare gli investimenti in macchinari, d’altra parte anche le loro vendite calano perchè i privati sono disposti a spendere meno in beni e servizi allettati dal guadagno che ricevono acquistando obbligazioni diventate ora più appetitose. La famiglia risparmia di più, per acquistare obbligazioni ora più remunerative e spende meno per consumare. Non si perda il lettore, le obbligazioni ora costano meno perchè nel mercato dei titoli di credito, a parità di altre condizioni, l'offerta è aumentata e ciò comporta una diminuzione dei prezzi. Per quanto scritto sopra più un prezzo dell'obligazione scende, più il saggio d’interesse aumenta!

La Banca Centrale immette o riduce moneta nel sistema, acquistando o vendendo le obbligazioni, dove tra esse vi sono anche quelle emesse dallo stato (i famosi titoli del debito pubblico; sono dette queste operazioni di mercato aperto)! Se acquista obbligazioni aumentoa la quantità di moneta del sistema e di concerto la domanda dei titoli, facendo alzare i loro prezzi e facendo abbassare i tassi d'interesse (politiche espansive). E' intuitivo che a parità di condizioni, più moneta c'è nel sistema, meno devo pagarla se la prendo in prestito.Il lettore si potrà chiedere perchè questa operazione di mercato aperto da parte della Banca Centrale crea moneta, perchè a fronte di un pezzo di carta con la mia firma e la mia promessa di pagamento, la banca mi cede  denaro che io uso e faccio circolare nel sistema, denaro accettato da tutti. Il problema è che se vi sono tanti titoli di stato, questo finanziare le attività statali spiazza le attività dei privati, come già visto in un precedente articolo, (rif. 4) cosa ritenuta negativa da una certa visione del mondo, quella neoliberista. Non solo, tanta moneta nel sistema favorisce, sempre secondo questa visione del mondo, l'inflazione.

Ecco perché l’eurozona non ha concesso agli stati la possibilità di stampare moneta e anzi, vuole interferire nella spesa pubblica degli stessi favorendo le politiche restrittive. Non ho parlato, ad esempio di cosa questo comporti al prezzo della nostra valuta nel mercato dei cambi, e non lo farò certo in questo articolo! L'eurozona vuole che l’attività produttiva sia realizzata dalle aziende private ritenute più efficenti ecco perchè è restia ad acquistare i titoli degli stati e se gli stati non possono finanziare le loro attività devono lasciare campo ai privati che avranno un mercato a disposizione. Queste connessioni e questi equilibri sono anche la ragione per cui tuo cugino viene arrestato come falsario se stampa moneta, questi equilibri sono delicati e basta poco per alterarli. Ma è proprio verò che i privati sono più efficenti del pubblico?

La risposta non è solo economica, ma anche politica e sociale. Durante questa pandemia c’è chi ritiene il problema sia stato generato dalla mancanza di posti letto e di personale medico negli ospedali. Io sono tra costoro! Sono vent’anni che si continua a tagliare sugli ospadali e sul personale pubblico (anche medico) per assecondare il volere della U.E e la sua politica di privatizzazioni. Il risultato è che il tasso d’interesse è molto basso, non vi è inflazione, (ed anzi si parla di delflazione) ma molti di noi hanno perso i loro cari amazzati da un sistema sanitario devastato da queste politiche. D'altra parte lo stato italiano oggi non può finanziare la spesa pubblica, anche se questa è quella sanitaria.
Ops, pare chiaro che gli argomenti trattati non siano più solo un tema economico e finanziario ma anche sociale e politico che tocca la salute nostra e dei nostri cari.

Benvenuti nell’eurozona e ora sapete che i governi tecnici non esistono sino a quando le loro scelte comportano conseguenze sociali sulla popolazione. Mario Draghi questo lo sa bene avendo contribuito a devastare in qualità di responsabile della BCE la Grecia, o almeno questa è la mia opinione (per correttezza devo ricordare che Mario Monti, al contrario ritenne le politiche della BCE un grande successo)!  Chiudo affermando che parlare di politica senza avere un minimo di rudimenti economici è come parlare di cucina senza sapere che cos'è commestibile e cos'è velenoso!

Mirco Venzo, Treviso 16/02/2021 #qzone.it

rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/78-...
rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...

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