Ogni periodo storico ha le sue parole chiave. Termini nuovi oppure termini di uso comune portati alla ribalta da situazioni o condizioni contingenti. Crociata, Medioevo, Peste, Lager, Reicht, Shoah, Tsunami, Social, Destra, Sinistra, .. tutti termini che al di la del proprio significato, ne identificano un preciso contesto storico. Blockchain è il nuovo termine salito ultimamente alla ribalta, un termine anglosassone sempre più in voga, soprattutto in questa fase preliminare per "addetti ai lavori". Composto da 2 paroline: Block (Blocco) e Chain (Catena) ovvero, "catena a blocchi", nulla di più semplice nella parola, nulla di più complesso nella realtà.
Il termine in sè non definisce un evento, una moda o un trend ma una vera e propria rivoluzione su tutti i livelli e come tutte le rivoluzioni parte da un malcontento, da una sensazione di necessità, da un desiderio di cambiamento che piano piano monta fino a raggiungere quel livello nel quale il fenomeno esplode. Tutti fenomeni indotti da chi, da questa rivoluzione, pensa già a come trarne il maggior profitto. Ma che cos'è la Blockchain? Per spiegare la Blockchain è utile fare una premessa che traggo direttamente da uno scritto di Paolo Barnard del 02.01.2018(1):
".. Cos’è un pagamento? Se ci pensi, sono DATI trasmessi da banca a banca, o altri DATI passati a individui su pezzi di carta simbolici chiamati banconote. Cos’è un’identità di legge? Sono DATI in possesso dello Stato e stampati su documenti o tessere. Cos’è una cartella clinica? Sono DATI medici del corpo umano, oggi nei computers degli ospedali. Cos’è un voto elettorale? Sono DATI che il cittadino passa ad Autorità e che vengono contati. Cos’è un contratto di lavoro? Sono DATI concordati fra titolare e dipendete. Cos’è un investimento? Sono DATI (numeri di soldi) che il cittadino passa a qualcuno di fiducia per arricchirsi. E così per centinaia d’esempi. Immagina la mole mondiale dei DATI..."
Bene, tutti questi dati inseriti in rete tramite PC, Smartphone o altro sistema di raccolta finiscono dentro a dei contenitori digitali chiamati blocchi (BLOCK) sparsi per tutto il pianeta e collegati uno all'altro in una catena (CHAIN) di informazioni depositate in un enorme libro archivio virtuale detto LEDGER.
Ogni Blockchain avrà il suo Ledger ed in esso saranno contenute tutte le info criptate dei members "associati". Ho scritto "..ogni Blockchain avrà il suo Ledger.." perchè il sistema Blockchain non è unico, ma può essere diverso per ogni Ledger creato. Ho scritto anche "..info criptate.." perchè ogni Ledger avrà il suo proprio algoritmo di criptazione e decriptazione delle informazioni contenute. La forza di ogni Ledger e Blockchain pertanto sarà la quantità di informazioni contenute ed il grado di sicurezza implementato per proteggere quel tesoro. Si, Tesoro, perchè è da un po' che dall'Oro giallo, a quello Nero, oggi si fa prepotentemente strada l'Oro Virtuale dei Dati. Se non si ha ben chiaro il concetto, basta osservare il fatturato di Facebook che lo produce col solo Social dei suoi oltre 2 Milardi di iscritti.
Blockchain non si propone solo come Social ma ha l'ambizione di coprire tutto il mondo che rotea attorno ai fabbisogni dei suoi iscritti, e tutto quel mondo fatto di Dati citati da Barnard nel suo articolo, avrà un immenso valore. E questo valore dovrà essere protetto e salvaguardato. Ed ecco così l'uso di un proprio Linguaggio (criptato), di una propria moneta interna di interscambio (Virtual Coin), l'uso di un proprio Statuto di partecipazione (Codice Etico), la salvaguardia di alcune garanzie e diritti perchè anche nella democrazia liquida non tutti saranno uguali (Bonus), un vero e proprio nuovo concetto di Stato Liquido, uno Stato non fisico, geografico, fatto di solida terra, di confini, di risorse naturali, ma uno stato orizzontale, etereo, fatto di members e followers, di Merchants e Clients riuniti e tenuti assieme in recinti virtuali dove i confini comunque sono molto ben definiti. E qui inseriamo una parola non nuova ma che in futuro probabilmente sarà il nuovo terreno di conquista: COMUNITY.
Tutte queste nuove Comunity, potranno dar luogo alle future Città stato virtuali. Nuclei di aggregazione per affinità, ciascuna con un Valore e un'Appetibilità. E come Storia insegna, non c'è Valore ed Appetibilità se non ci saranno tentativi o ambizioni di conquista ed espansione. Ed ecco che le Comunity potranno esistere, coalizzarsi o venire conquistate da Comunity più capaci o spregiudicate dove il bottino sarà sempre e solo, il Tesoro dei Dati. Dati per i quali, chi gestirà gli algoritmi, ne gestirà il futuro.
Non è difficile pertanto pensare ad un futuro del genere, dove se non farai parte di una Comunity che ti avrà legato mani e piedi non sarai Nessuno, al pari di oggi dove se non sei sotto uno Stato Sovrano, non hai ne diritti ne garanzie e sei merce di scambio per chiunque. Un futuro fatto di Blockchain, fatto di catene autoimposte per sentirsi parte di quel recinto virtuale detto Comunity che diventerà la tua casa ed il tuo rifugio. Un futuro tanto digitale che potrebbe sfuggire di mano all'uomo per essere consegnato direttamente nelle mani di un altrettanto nuovo termine ormai sempre più popolare l'A.I., la famigerata Intelligenza Artificiale, il motore di tutto.
Franco Dal Col
1. http://paolobarnard.info/intervent...