Dopo Decantare, vorrei parlarvi del verbo Subissare, prendendo, come sempre, spunto dalla realtà. Dobbiamo riconoscerlo l’armata del SI sta vincendo la sfida mediatico-comunicativa, infatti ci stanno subissando di autorevoli pubblicità, da Obama alla Merkel, dalla finanza (Serra e grandi banche) ai Presidenti Emeriti. Peccato che il significato originario di subissare sia diverso, oggi la usiamo prevalentemente nel suo significato di ricoprire, seppellire, in questo caso ci stanno seppellendo di spot elettorali e di presenzialismo televisivo, ma il suo significato originario scaturisce da verbo inabissare, sprofondare.
Subissare è una parola che deriva da abisso, preceduta dal prefisso sub, l’abisso è un’immagine che incute timore, associato figurativamente a mandare in rovina, al distruggere, un grande buco nero ignoto e profondo. Che la riforma non sia un granché lo dicono gli stessi sostenitori, piuttosto è sempre meglio di niente, ma che la riforma, oltre che scritta male, sia un disastro è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno la pazienza di leggerla e di confrontarla con la realtà circostante. Per esempio, nel nuovo senato con buona pace dei sostenitori della riforma non ci saranno i rappresentanti regionali della Sicilia e della Sardegna, infatti lo statuto speciale di quelle regioni prevede l’incompatibilità tra la carica di Consigliere Regionale e quella di parlamentare. L'art. 3, comma 7 dello Statuto della Regione Siciliana prevede espressamente che: “L'ufficio di Deputato regionale è incompatibile con quello di membro di una delle Camere, di un Consiglio regionale ovvero del Parlamento europeo”. L’aspetto divertente è che i consiglieri designati dalle due regioni, per entrare nel nuovo, snello ed efficiente Senato dovrebbero dimettersi, ma se si dimettono perdono il requisito di essere nominati. Naturalmente noi cittadini non pretendiamo che i novelli riformatori siano allo stesso livello dei Costituenti del 1948, figuriamoci, ma un pochina di attenzione? Sembra quasi che la riforma sia stata scritta da chi non conosce nulla dell’Italia, paese bello, fantasioso, operoso e con qualche norma di rara incompatibilità imprevista, oggetto di svista anche da parlamentari e ministri siciliani pro SI. Naturalmente in caso di vittoria del SI le due regioni discole dovranno modificare il loro statuto, ma se non lo fanno? Avremo un non Senato. Quisquilie e pinzillacchere, la cosa più importante è subissare di spot l’italiano per convincerlo della bontà del prodotto, se poi subissiamo l’Italia con la nuova riforma poco importa, importante è ..è ..è ..è …. cambiare.
Marco Fascina