Ecco il testo integrale di un articolo apparso su IL TEMPO il 24 agosto di quest'anno a titolo Paragone inchioda il Governo. (rif. 1) Il testo presente su più siti e non solo su quello del quotidiano citato lo riporto per intero essendo una bella fotografia della realtà ed un ottimo spunto di riflessione. “Mentre dibattiamo sul numero di parlamentari e ci facciamo prendere per il naso da GigginoDiMaio (sentirlo parlare di tagli alla Casta dopo che ha infilato in ministeri e Cda delle participate di Stato amici il cui unico merito è essere stati suoi compagni di classe, è semplicemente imbarazzante), mentre apriamo processi a quei quattro pezzenti che si pappano il bonus da 600
euro e ci scanniamo sulla chiusura delle discoteche, sta accadendo ben altro. Di gran lunga più grave. Ma di cui non si parla perché il... Grande Fratello che concerta coi direttori dei telegiornali e dei giornali non gradisce la questione. (era presente un link nr 1 che ora non trovo più).
Tuttavia non è nemmeno questo il tema, il tema principale è che le questioni di cui andremo a trattare riguardano l’interesse nazionale e il parlamento è tagliato fuori da un Presidente del Consiglio e da un governo sempre più in formato «poteri speciali». Nel silenzio imbarazzante del Capo dello Stato Mattarella e dei presidenti Casellati e Fico, ai quali domando di rivendicare la centralità del parlamento. In questi giorni di agosto il governo sta facendo procedere per inerzia ciò che aveva impostato tra fine luglio e inizio agosto. Metto in fila alcuni argomenti di cui il parlamento dovrebbe occuparsi già domani ma sui quali è caduto il silenzio.
1) Il governo ha autorizzato Tim a utilizzare sperimentalmente la tecnologia 5G di Huawei. Sperimentalmente non è affatto sinonimo di definitivamente, potreste dire. Vero. Potrei farla facile ribattendo che in Italia nulla è più definitivo del provvisorio, ma non voglio cavarmela con una abusata quanto vera citazione. La decisione assunta dal governo attraverso un atto amministrativo arriva alla vigilia della visita del ministro degli Esteri cinesi in Italia con Di Maio. I due parleranno sicuramente di 5G, di Huawei e poi... mangeranno assieme. Forse qualcuno più dell’altro. Ovviamente la decisione di consentire a Tim di appoggiarsi alla rete 5G significa consegnarsi al Dragone, rifugiarsi sotto la sua protezione e sfidare di conseguenza gli Stati Uniti d’America. A me questo posizionamento geopolitico fatto così non sta bene. Presidenti Casellati e Fico, ne possiamo discutere in parlamento?
2) A proposito di digitalizzazione. Si fa un gran parlare di rete unica e di fibra: chi deve essere il player, Tim o lo Stato? Lo Stato senza dubbio (almeno per me) ma se il governo pensa di darla a Enel/Open Fiber allora stiamo freschi. Presidente di Open Fiber è un vecchio dinosauro della politica sinistra, qual è Franco Bassanini; la mente operativa gente scelta da Francesco Starace, ad di Enel, manager che con la logica del servizio pubblico non c’entra nulla: infatti il suo controllo su Open Fiber avviene attraverso Elisabetta Ripa «colpevole» tra le altre cose dei ritardi della posa nelle zone bianche (la ritrovate nel Cda di Autogrill, amica dei Benetton...). Per chiudere, se il governo - Patuanelli, Buffagni e Delrio in testa - pensa che l’interesse nazionale intorno alla fibra possa essere rappresentato da Bassanini-Starace-Ripa allora non ci siamo proprio. Presidenti Casellati e Fico, ne possiamo discutere in parlamento? (Era presente un link nr 2 che ora non trovo più).
3) Sempre in nome dell’interesse nazionale si vuole riportare a casa Borsa Italiana, il cui asset è messo in vendita dall’attuale proprietaria, Lse cioè la Borsa di Londra, che la vende perchè volendo comprare una piattaforma dati strategica distorcerebbe il mercato quindi per evitare complicazioni si vuole sbarazzare di Borsa Italiana e soprattutto di Mts, piattaforma leader nella negoziazione dei titoli di Stato. Bene, chi compra? E soprattutto cosa compra? Ci sono tre manifestazioni di interesse: le borse tedesca, svizzera e quella francese nella cui «cordata» c’è pure la solita Cassa Depositi e Prestiti (cioè i nostri soldi, i risparmi dei libretti postali: liquidità ingente). Cdp sarà la solita foglia di fico per regalare ai francesi i dati di Mts? Cioè daremo a Macron il frutto pregiato mentre noi ci teniamo il guscio? Presidenti Casellati e Fico, ne possiamo parlare in parlamento? (Magari chiedendo a Di Maio se ha capito bene cosa sta accadendo in Mali...) (Era presente un link nr 3 che ora non trovo più).
4) Infine. Perché il governo ha secretato i dati sull’edilizia non girandoli ad Eurostat, l’Istat europea? Di cosa hanno paura? E soprattutto, ma è possibile che il governo può secretare tutto a suo piacimento? Lo domandiamo perché pare che abbiano secretato pure il lotto complessivo e la provenienza dei «nuovi» banchi della Azzolina: hanno paura di dire che il grosso della produzione sarà made in China e quindi noi stiamo dando soldi italiani alle fabbriche cinesi, cacciando due dita negli occhi alle nostre aziende? (Così come faremo con moltissimi altri manufatti che usciranno dai finanziamenti del Recovery). E, in ultimo, sempre a proposito di segreti di Stato: Cinquestelle, come la mettiamo con il segreto su Ustica? Perché lo avete prorogato altri nove anni? Non eravate per la trasparenza? Presidenti Casellati e Fico, ne possiamo parlare in parlamento? Di fare le belle statuine ad un governo incapace ci siamo anche rotti le scatole. Con rispetto parlando”.
Le 5 Stelle si proponevano come il nuovo che avanza e “loro” erano le persone pulite, per bene, mentre gli altri erano “la Casta”. Questa tesi era avvalorata da pochi giornali e pochi giornalisti. Ora i casi sono due o Paragone, è in preda a uso indecoroso di sostanze tossiche, oppure tutto il resto del movimento sta tradendo i valori professati negli anni in cui non governava. Ad esempio anche il meetup di cui ero parte si poneva in modo critico sul proliferare delle antenne telefoniche, avanzando perplessità legate alla salute, quindi altro che 5 G (contro cui anche la Sara Cunial si sta battendo per arrestare quel progetto), i “grillini si interrogavano anche sul 3 G. Ora di tutto ciò pare se ne siano dimenticati… E sempre parlando di telefonia ricordate quando Beppe Grillo in persona prese parola all’assemblea degli azionisti di TIM ponendosi in modo critico? (rif. 2) Che fine ha fatto quel movimento? Ora sono loro a tirare le fila del governo e le scelte legate alla telefonia e di affidare proprio a quella TIM che Beppe Grillo tanto criticava la contorta questione del 5 G pare, ad esser generosi, un controsenso. Dov’è Grillo ora? Com’è che non si parla più di ripubblicizzare la rete telefonica quando le importanti evoluzioni ricordate da Paragone sono sul tavolo (o, come giustamente sottolinea lui, sono sotto il tavolo, perché sono decisioni prese nella più totale opacità)!
Capire chi tra l’Onorevole Paragone o il resto del firmamento grillino è dalla parte della coerenza e non della poltrona è cosa per me assai facile, ma non ritengo di essere un'eccezione: a spanne un elettore delle cinque stelle su due (o addirittura due su tre) hanno già deciso di non riconfermare la propria fiducia a questo “nuovo che avanza” che, in effetti, se posso permettermi un giudizio, è anche peggio del peggio già visto prima. Il tema però non è questo, il tema è: quei pochi giornalisti che peroravano la causa delle 5 stelle, che fine hanno fatto? Perché, come ricordato prima, i casi sono due, o Paragone sta sparando cavolate, giusto per dare un po’ di linfa al suo nuovo partito e guadagnare un po’ di chances per essere riconfermato in parlamento alle prossime elezioni (uno stipendio così è mica facile trovarlo altrove potrà pensare il lettore, ed io concordo con lui) o ha ragione lui, ed allora c’è da chiedersi cosa ci stiano a fare in parlamento le decine e decine di parlamentari pentastellati, posto che l’argomento che uno stipendio da parlamentare è difficile da trovare, vale anche (e io mi permetto di aggiungere soprattutto) per loro, e proprio questa constatazione giustifica tutta una serie di decisioni indigeste, ingoiate senza batter ciglio dalla maggioranza dei parlamentari “grillini”, con qualche rare eccezione.
A mio giudizio han poco da farsi belli affermando che loro restituiscono parte del loro lauto stipendio: la domanda è, quanto ci costa a noi contribuenti telefonici, solo per rimanere su questo unico tema, anche in termini di salute le scelte da loro imposte sulla telefonia senza per altro manco passare per una discussione parlamentare? Dove sono Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano e chi difendeva il “primo Grillo”? Han notato un ribaltamento della situazione o siamo solo io e Paragone a notare delle stonature su questo nuovo spartito? (io, Paragone e... un loro elettore su due!). I temi proposti da Paragone denotano non solo un problema politico, questa gente sta prendendo decisioni importantissime e le sta prendendo nella direzione errata, a mio modo di vedere. Evidenziano anche un un problema di rispetto delle regole, e il richiamo a chi dovrebbe essere garante della costituzione pare a me quanto mai azzeccato, ma c’è soprattutto un colossale problema di informazione. E quindi il futuro del nostro paese è quanto mai complicato.
Ringrazio Gianluigi Paragone per la sua coerenza, ma se centinaia di persone stanno tramando contro gli interessi nazionali (aimhè penso proprio ai nostri presunti rappresentanti parlamentari) non è solo un problema legato alle 5 Stelle e alla loro discutibile moralità (o coerenza, se preferite), ed al loro attaccamento alla poltrona. Esiste anche un problema di informazione (rif. 3) e un problema istituzionale.
Viviamo in piena crisi da coronavirus, dove gli ospedali sono vuoti, e dove molte aziende sono pure vuote, perchè hanno chiuso i battenti. Ci dicono che l’Europa per noi si è concessa come ha mai fatto prima… Com’è che la gente continua a suicidarsi? Com’è che nessuno ne parla? Come posso io che per anni ho combattuto contro la Lega e il Berlusconismo aver fiducia nel prossimo governo che quando si andrà a votare vedrà, (è molto probabile), proprio sull’alleanza Carroccio/Forza Italia lo scheletro decisionale? Il mio dramma personale è legato al fatto che con il PD già collaborai (ero attivista dell’IDV di Di Pietro, per poi pentirmi), così come sono stato attivista del Movimento 5 Stelle. Il cambiamento che tanto uspico assieme ad altri milioni di altri italiani, da chi può essere generato?
“Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” sentenziava Bertol Brecht… diciamo che in assenza d’altro mi tengo stretto l’Onorevole Gianluigi Paragone, sperando rimanga fonte di stimoli e di riflessioni come lo è ora. Gli interrogativi che ho fedelmente ed integralmente riportato sono temi che giustificano l’azione di un parlamentare e rabbrividisco al pensiero che una figura del genere, se dovesse passare la riforma del prossimo referendum, potrebbe rimanere a casa.
Mirco Venzo, Treviso 07/09/2020 #qzone.it
Rif. 1 https://www.iltempo.it/politica/2020/08/24/news/g...
Rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=PtkFWzPyQyE
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-arts/mirco-venzo...