Ho sentito che Silvio Berlusconi ha seri problemi di salute. L’età che ha raggiunto è tale da prendere in considerazione una sua possibile dipartita. Voglio ora qui prendere le distanze dall’uomo politico che più di tutti ha influenzato la mia esistenza di italiano, prima che il rispetto per i defunti mi impedisca di dire ciò che penso sul suo operato di uomo pubblico. In altri termini non rinnego il mio passato di attivista dell’Italia dei Valori cui diedi il mio contributo proprio anche per ostacolare seriamente l’imperatore di Arcore. In seguito fui operativo nel Movimento 5 Stelle anche per rompere con il progetto messo in piedi dall'ex tesserato della P2. Più di tutti quest’uomo ha avuto la fiducia degli italiani (non la mia), fiducia che ha utilizzato per tutelare i suoi personali interessi, sempre secondo la mia visione delle cose; so che molti ancora oggi affermano "Fosse più giovane risolleverebbe
il paese..."!, qualcuno tra costoro è anche mio parente.
Ha per primo, o se vogliamo con più forza, sdoganato il concetto che le proprie amicizie possono essere messe all’interno delle istituzioni pagate dai contribuenti, favorendo il degrado delle istituzioni, un degrado che oggi il Movimento 5 Stelle ed il governo Conte II (sono sempre mie opinioni), stanno esaltando. Ha creato il concetto di partito azienda, principio poi replicato anche dai due movimenti cui ho militato e che proprio per questo ho dovuto abbandonare. Nel partito azienda non c'è un confronto sulle idee, ma il diktat che arriva dall'alto va accettato acriticamente sino in basso. Il partito azienda è l'opposto della filosofia democratica e della politica liberale. Il magnate brianzolo ha dimostrato come si devono usare i mezzi d’informazione per influenzare l’opinione pubblica e non per informarla. Le notizie che erano utili ai suoi scopi sono state dette e ripetute a mo’ di lavaggio del cervello, quelle che le erano contrarie sono state nascoste o minimizzate. Talune volte anche negate in un’attività di falsificazione. Questo modus operandi di agire ha fatto scuola ed oggi in piena crisi coronavirus tutti i mezzi d’informazione, anche di diversi proprietari e referenti, stanno utilizzando la stessa modalità, basti pensare al termine "negazionista" che già di per se è una dimostrazione di quanto sopra esposto. (rif. 1).
Se qualcuno legge il discorso di Pericle sulla politica ateniese sa che nell’operato di Silvio Berlusconi perpetuato in svariati governi da lui posti in essere sta il suo opposto. Che altro aggiungere? Che quello stesso testo, letto e studiato nei licei di mezzo mondo, fu bandito dalla televisione quando lui era Presidente del Consiglio, in un monologo che il comico Paolo Rossi voleva proporre. (rif 2) Chi volesse ascoltare il testo lo può fare nel riferimento 3. Questo fatto rende l'idea di come l'ex cantante di navi da crociera abbia imbarbarito il nostro paese.
Ulteriori critiche allo statista le farò in futuro, se ne avrò tempo, a prescindere se sia vivo o morto, ma già qui ora ritengo importante piantare un paletto: il suo operato resterà nella storia come pure lo è il declino che dagli anni ottanta in poi ha subito il nostro paese, declino che pare non arrestarsi. Copio e incollo qui il testo scritto da Tucidide (Storie, II, 34-36 - Discorso agli Ateniesi, 431 a.C.) - recuperato in rete, che, in vero, ascoltato dalla voce di Paolo Rossi, ha un grande impatto.
“Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così”.
Mirco Venzo, Treviso 01/12/2020 #qzone.it
Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo...
Rif. 2 https://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/spettacoli_...
Rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v=KFtayd9xslo