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20200716 VM paolo rossiL’attività che più mi ha dato soddisfazione in vita è stato giocare a calcio, ben inteso, non soddisfazione economica, ma mi appagava nel senso che mi realizzava. (rif. 1). Ero un attaccante e ho avuto maestri importanti, due su tutti: Gerd Müller, il centravanti tedesco, e Paolo Rossi. Müller e Rossi erano due opportunisti, ovvero due calciatore che aspettavano una situazione di caos per fare goals. Nel mio piccolo anch’io ci riuscii più volte, anche perchè avendo come modelli tali maestri l’esito era segnato. Esempi concreti: un retropassaggio al portiere su un campo bagnato, io avevo vista quella pozzanghera e aspettavo solo che il difensore si azzardasse in quell'alleggerimento. Lo fece, la sfera di cuoio si fermò sulla pozza d’acqua e io veloce come un falco mi ci avventai per indirizzarla nel sacco!

Un altra volta si giocava con un vento impressionante. Lancio lungo, apparentemente fuori della nostra portata. Io comprendo che quel pallone indirizzato al portiere, poteva rallentare se una raffica si fosse ripresentata. Il mio difensore si ferma convinto la palla sia facile preda del suo compagno col numero uno, mentre io, al contrario scatto sperando che la mia previsione sia corretta. Così fu: quella sfera non arrivò mai nelle braccia del portiere e io (ed il mio collega di reparto, altro rapace dell’area), ci contendemmo chi doveva calciare il pallone che finì in rete, mentre il povero portiere avversario imprecava contro i compagni che si erano fermati e contro il vento. Di quell'evento ricordo la contesa con il compagno di squadra e il felice esito, ma non ricordo di aver esultato e questo, a decenni di distanza, mi induce il sospetto che “Cico” beffò anche me arrivando per primo su quel pallone vagante. Io e lui eravamo una temibile coppia di attaccanti!

Un altro goal di cui vado fiero lo feci a calcetto: palla in mano al nostro portiere quando noto che quello avversario, dalla parte opposta del campo, era uscito un attimo per bere dell’acqua. Mi faccio dare la sfera dal mio compagno, sussurrando sottovoce per non attirare l’attenzione degli avversari e con fare sbadato calcio con forza nella porta dalla parte opposto dal terreno: nessuno si aspettava quella giocata da una simile posizione altamente improbabile, il risultato fu un punto per la mia squadra.

Sintetizzo: un opportunista sfrutta delle situazioni di caos, degli errori che si verificano nel gioco degli avversari, avendo in testa prima che la situazione si verifichi cosa deve fare per centrare il suo obiettivo, che nel mio caso era segnare una rete. La pozzanghera, il vento, il portiere che si allontanava dalla porta, erano tutte situazioni imprevedibili che però per me che ero allievo di Muller e di Rossi parevano altrettante opportunità. Che c'entra questo con politica o con l’economia? Che c'entra con il complottismo?

A mio avviso c’entra! Ci sono dei gruppi (delle lobby) che hanno pronto nel cassetto una serie di programmi, di obiettivi da raggiungere (memorandum) e aspettano che le situazioni circostanti, magari generate da del caos imprevisto, favorisca l’adesione di quelle istanze che, in situazioni normali non si potrebbero verificare perchè non condivise (o poco condivise) o ritenute non prioritarie. “Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti” affermava Mario Monti, ma voglio ricordare altri esempi concreti a sostegno della mia tesi. Tra gli obiettivi della P2, una loggia massonica che operava di nascosto (rif. 2), v’era la divisione politica in due partiti, uno di “destra” e uno di “sinistra”, non più una miriadi di partiti e partitini che racchiudevano differenti visioni della società e della politica. Il caos generato da tangentopoli favorì la trasformazione auspicata da Licio Gelli e compari ed oggi in Italia pare a noi normale che ci si divida in “destra” e “sinistra”, e se poi le due fazioni su un tema centrale come quello europeo siano sulla stessa posizione (sintetizzabile nel più Europa/l’Europa si deva cambiare da dentro, poco importa, votiamo convinti questo modifichi qualcosa).

I mezzi d’informazione dovevano subire l’influenza di lobby esterne al mondo dell’informazione. Per far ciò i mezzi d’informazione dovevano essere affidati ad operatori privati e il monopolio di stato doveva terminare. Punto perfettamente centrato, Marco Travaglio ebbe ad evidenziare come tutti gli operatori privati che operano nell’informazione (oggi sono la maggioranza e il monopolio di stato è un lontano ricordo) non possono permettersi di attaccare con i loro articoli i loro principali sponsor, pena la perdita degli introiti pubblicitari che li tengono in vita. Ecco perché, ad esempio, un ponte può permettersi di crollare senza che i media principali mettano in discussione la gestione privata delle autostrade. Chi rinuncerebbe alla pubblicità di Wind, e delle altre aziende del gruppo gestito dai Benetton? Se poi a difendere la filosofia dei Benetton ci sono altri importanti imprenditori che di fatto tra loro sono vincolati da un accordo tacito (o esplicito, vai a sapere che cosa costoro si dicono in privato) attaccare le privatizzazioni significa perdere tutti i principali clienti pubblicitari: inconcepibile per ogni mezzo d’informazione, che infatti di criticare questa posizione non ci pensa affatto! Controllo dell’informazione perfettamente realizzato, altro punto che negli anni ‘70 pareva utopistico.

Altri punti previsti dal piano di “rinascita democratica” (rif. 3) erano l’abolizione delle Provincie (obiettivo centrato) la riduzione del numero di parlamentari e la riforma della magistratura: separazione delle carriere di P.M. e magistrato, punti questi ultimi all’ordine del giorno. Perché scrivo questo articolo?

Perché il recente virus, una situazione di caos l’ha oggettivamente creata e sono rimasto molto sorpreso nel constatare che parte della gestione sia stata assegnata ad una task force ed a un “tecnico” quale Vittorio Colao, che pare abbia frequentato ambienti quali il gruppo Bilderberg e che nel suo curriculum vi è l’aver agito per conto della banca d’affari Morgan Stanley(°), guarda caso una delle massime espressioni di quel mondo della finanza che pare a noi uomini della strada l’origine dei problemi del paese e non la soluzione. Caso vuole che Colao proclami l’importanza del 5 G, punto che pare a me sia interessante per chi si occupa di telefonia (e Colao, altra coincidenza interessante, da quel mondo di telefonia proviene) e non risulta essere una priorità per chi si occupa di medicina e di virologia. Non parliamo poi dell’abolizione del contante che sembra favorisca gli interessi delle banche (oggi tutte private - rif. 5).

Insomma, ho il sospetto che nel taschino Colao abbia una lista di obiettivi da centrare che poco hanno a che vedere con il virus e molto con altri aspetti. Io ho il sentore, non certo le prove, che costui come capitava a me quando giocavo, degli obiettivi ben chiari da centrare che tutelano gli interessi di chi a lui da da mangiare lui li abbia. A sostegno di questa improvata maldicenza vi è la stessa richiesta di immunità penale e civile per l’operato suo e dei suoi collaboratori, richiesta posta come condizione prioritaria per iniziare il suo mandato. Se poi tale richiesta sia stata accolta non lo so, l’Onorevole Claudio Borghi aveva sollevato la questione, ma i media principali non han dato molto peso a questa cosa che per me è basilare. D’altra parte a scegliere Colao è un Presidente del Consiglio che prima era alleato con il partito più votato dal elettorato di “destra”, poi oggi sta governando sorretto dal partito che si proclama a “sinistra”, mentre le 5 Stelle pare a molti lettori di fatti politici abbiano come unico obiettivo politico il perpetuare la loro esistenza in barba ai già confusi obiettivi politici che avevano sbandierato. Voci interne alla loro coalizione quali quelle di Gianluigi Paragone lo stanno urlando da mesi.

Ancora su Antonio Conte, ma costui a quale elettorato risponde? Voglio dire, siamo sicuri che non stia lui stesso cercando di realizzare un qualche memorandum “segreto” visto che non essendo candidato in nessuna lista elettorale lui non è riconducibile a nessun programma politico esplicito?  Sarà che ero un opportunista (calcisticamente), ma io le ipotesi complottiste non le accantono affatto, al contrario, prorogare lo stato di emergenza nazionale, (rif. 6) tema in discussione in questi giorni, pare a me una conferma a questi confusi sospetti. Confusi come le idee dei miei marcatori quando io, all’epoca avevo ben chiaro quali fattori avrebbero favorito i miei interessi. Ecco, oggi i ruoli pare si siano invertiti, mentre quando giocavo sapevo cosa poteva favorirmi e cosa dovevo fare in caso di vento, pioggia o altre situazioni singolari, oggi non so cosa devo temere. Intuisco, annusando l’aria come fanno i cani randagi, che questo virus stia favorendo molte trasformazioni aventi poco a che fare con la medicina e molto con le nostre limitazione di libertà, con concreti attacchi ai nostri diritti costituzionali e con il nostro benessere economico. Se però il lettore mi chiedesse di indicare chiaramente quali siano queste manovre sospette, umilmente ecco che mi devo zittire.

Proprio come un cane randagio che dopo aver abbaiato contro il vento se ne scappa con la coda tra le gambe, sperando di trovare qualcosa di buono nel suo percorso. L’esempio, lo riconosco è inglorioso, essere simile ad un cane randagio che vaga nel suo paese e che quel paese mantiene attraverso i dolorosi esborsi cui è sottoposto: tassazione sui consumi tra le più care al mondo, gabelle di tutti i tipi, tariffe su beni una volta gestiti dallo stato tra le più care al mondo: autostrade, telefonia, energia… Negli anni 70 essere italiano era da considerarsi un privilegio, rispetto a un cittadino medio mondiale, oggi, a distanza di decenni, molte cose sono cambiate e la stessa affermazione è di molto ridimensionata: il reddito pro capite dei sudcoreani, giusto per fare un paragone, è preferibile al nostro, come pure quello degli spagnoli o addirittura dei maltesi. (rif. 7) per contro l’uno per cento della popolazione italiana è in rapporto molto più ricco se comparato con le fasce più deboli rispetto agli anni '70. Qualcosa sicuramente è cambiato, non credo per caso. La sensazione che chi aveva dei progetti in mente da realizzare l’abbia fatto nel suo interesse (contro il nostro), sfruttando situazioni di confusione è in me ben radicata, forse proprio perchè da calciatore, facevo lo stesso. Ecco, mentre da calciatore ero io che mettevo la palla nel sacco, oggi, nel sacco ci sono finito io. Io e milioni di altri miei concittadini.

Mirco Venzo, Treviso 13/07/2020 #qzone.it

Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-t...
Rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/P2
Rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Pian...
Rif. 4 http://www.elzeviro.eu/affari-di-...
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/...
Rif. 6 https://www.agi.it/politica/news/...
Rif. 7 https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_PIL_(PPA)_pro_capite

(°) La Morgan Stanley non va confusa con la J.P. Morgan, anche se le due unità erano unite. Caso vuole che la seconda (quella dove Colao non lavorò), un memorandum ce l'avesse, il famoso "Aggiustamenti nell'area euro" dove l'idea che la gente (i lavoratori) protestasse era malvista (vedi riferimento sottostante) e a detta dell'opinionista sotto riportato fu proprio questo memorandum una delle ragioni a spingere Renzi al famoso referendum costituzionale bocciato dagli italiani. Della serie che queste lobby influenzino l'azione dei politici, non è solo una mia opinione.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/22/referend...

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