All’origine non aveva tanto senso parlare di sistema economico. Ed uno può dire: “All’origine quando”? E soprattutto ci si può chiedere: “Che cos’è un sistema economico”? Definizione di sistema: un insieme ordinato e coordinato di elementi, tra loro collegati che hanno un unico fine. Il sistema cardiocircolatorio è l’insieme di tutto ciò che permette la circolazione del sangue, avremo dei vasi (le arterie) che fanno scorrere il sangue ricco di ossigeno, abbiamo altri vasi (le vene) che fanno scorrere il sangue carico di CO2, avremo una pompa che spinge il sangue (il cuore) etc etc. Nel singolo essere umano ci sono anche altri sistemi, vi è per esempio
anche il sistema nervoso, che contempla un cervello, il midollo spinale, gli organi di senso e i nervi che tra loro interagiscono e ci permettono di reagire agli stimoli esterni, ect ect.
A me interessa parlare del processo economico, ovvero di quelle azioni poste in essere quando si hanno dei bisogni (che vanno individuati) che vengono soddisfatti solo quando si raggiungono dei beni. E veniamo ad un esempio concreto che ci stabilisce anche il “quando”: ci fu un tempo in cui l’Homo Erectus quando aveva fare poteva mettersi a vagare nella foresta in cerca di larve e frutta da mangiare, o, e questo accadrà milioni di anni dopo il gesto sopra descritto, impugnava il suo arco e si metteva a cercare una preda, stando attento a non diventare lui stesso cibo di qualche predatore superiore. L’arco se lo costruiva da solo, avevo acquisito, osservando i membri della sua famiglia e più in genrale della sua tribù, come si dovevo fare per produrre quell'oggetto che gli permetteva di cacciare e quindi di sfamarsi.
Va da sé che basilare per tutto ciò era l’appartenenza ad una comunità che aveva fornito a questo cacciatore le conoscenze non solo per costruire quell’arma ma anche come usarla e quando era utile farlo. Il lettore, al pari di chi scrive, se fosse catapultato nei territori di caccia dell’Homo Erectus, e anche avesse miracolosamente già in mano un arco quale quello ambito del nostro primordiale cacciatore, non saprebbe come usarlo, quando usarlo, contro chi usarlo, e con che modalità. Voglio dire utilizzare un arco ha le stesse difficoltà che ci sono di fronte ad un tornio moderno… lo strumento è lì, ma se non sai cosa fare di quell’oggetto, sei punto e a capo. Ritorniamo al processo economico: il nostro raccoglitore/cacciatore, ha fame, da solo procaccia il bene (ovvero recupera il cibo) con cui soddisfa il suo bisogno.
Passano milioni di anni da questa “foto” che descrive come il nostro cacciatore si alimentava e tentiamo di descrivere un uomo attuale, il nostro contemporaneo, (noi stessi) di fronte allo stesso problema: mangiare. La frutta si deve recuperare aprendo quel elettrodomestico chiamato frigorifero prodotto da centinaia di persone che l’hanno progettato e assemblato. Questa macchina ha visto l'impiego di ferro estratto da chissà chi nelle miniere di paesi stranieri (l’italia non ha più una produzione di minerali ferrosi da parecchi secoli) mentre la plastica è prodotta magari qui in zona dal petrolio arrivato, forse, dei paesi arabi. Non devo spiegare quante persone gestiscono l’energia elettrica che arriva ad alimentare il nostro elettrodomestico ne come questa viene generata. D’altra parte la mia frutta è stata prodotta da un’azienda magari del sud italia, dove probabilmente degli extracomunitari hanno raccolto questo bene, permettendo all’imprenditore agricolo di poter rimanere nel mercato, ovvero di poter avere prezzi bassi a sufficienza per vedere la grande distribuzione accogliere quel suo cestino, assieme a migliaia di altri, e finire esposto nei scaffali da dove il consumatore l’ha raccolto.
L’operazione di raccolta del cestino è stata fatta dopo che la guardia che controllava gli ingressi ha verificato che il cliente indossasse una mascherina e che andasse con la confezione integra verso la cassiera, la quale ha emesso regolare scontrino e ha permesso al cliente di uascire dal locale. A sua volta il denaro per pagare la cassiera è stato ottenuto per esempio lavorando in un'azienda che produce frigoriferi (tra gli altri elettrodomestici) dove il nostro "Homo Economicus" si occupa di contabilità. Il suo lavoro permette a chi gestisce i flussi dei dati di sapere cos’è entrato in magazzino e quindi stabilire chi e quanto l’azienda di elettrodomestici deve pagare. In questa veloce ricostruzione del procacciamento di bene per sfamarsi non va dimenticato il ruolo dello stato: è questa istituzione che difende i confini del paese e ne organizza le leggi. Non solo, è sempre lo stato che stampa la moneta che serve al sistema per far girare l’economia ed ancora è lo stato che istruisce i suoi cittadini, insegnando come leggere e scrivere la lingua utilizzata all’interno dei confini, che da ad essi un’identità culturale spiegando loro, ad esempio, la storia degli antenati da cui provengono.
E’ lo stato che organizza alcune persone al controllo delle normative che debbono essere rispettate. E' sempre lo stato che organizza una strutura che giudica chi infrange le leggi e, se è il caso, lo imprigiona. Mi fermo qui perchè il lettore ha già compreso che se nell’era della preistoria un sola persona riusciva a badare a se stessa e l'azione economica era semplice, non necessitava di un sistema economico per recuperare il bene (cibo) a chi ne aveva bisogno (fame). D'altra parte tutta la collettività andava da poche decine di persone ad un massimo di alcune centinaia; al contrario i sistemi moderni vedono tutti gli abitanti di un paese, nel mio caso l’Italia, (e sono circa 60 milioni di persone) essere parte del sistema economico. Dovrei qui aggiongere che il sistema economico è più ampio del nostro paese, la moneta usata e quasi tutte le normative, ad esempio sono emanete dalla Unione Europea. Va qui ricordato che anche i disoccupati contribuiscono al nostro sistema; non è ora il momento di approfondire, ma la presenza del così detto "esercito di riserva" influenza direttamente il salario di chi lavora, (per la relazione tra domanda e offerta di lavoro che in pochi ricordano e che qui ora non mi pare il caso di approfondire); resta il fatto che costo del mio cestino di frutta è sicuramente influenzato dalla grande o piccola presenza di disoccupati perché se c’è tanto lavoro, col cavolo che si troveranno persone che vanno a piegare la schiena per raccogliere le fragole a tre euro l’ora, e, di conseguenza a valle del processo produttivo, i costi della frutta cambiano.
A questo punto il lettore potrà interrogarsi: ma perchè da una cosa semplice come quella dell'Homo Erectus, ci si è andati ad impantanare in una situazione complessa come il nostro attuale sistema economico che coinvolge milioni di persone e innumerevoli istituzioni? Perchè siamo approdati a ciò? Perchè la specializzazione nel processo produttivo e l’organizzazione in stato della società ha favorito l’accumulo di conoscenza e lo sviluppo tecnologico. A che servono le conoscenze e lo sviluppo tecnologico? Servono a produrre di più, (fenomeno quantitativo) e cose più sofisticate (fenomeno qualitativo). In un video il filosofo Carlo Sini parla di diecimila oggetti a disposizione di una singola persona nella nostra quotidianità. Oggi abbiamo molti oggetti, certo, tanti inutili, ma alcuni importantissimi. Si pensi ad una banale aspirina da ingerire quando si ha un leggero raffreddore. Ai tempi del nostro Homo Sapiens Sapiens, dovevamo sperare quel malessere non diventasse una polmonite e se avevo il mal di testa, senza aspirina, quel dolore me lo tenevo.
Tutti questi oggetti, tutta la conoscenza medica e tecnologica che serve a produrre, ad esempio, il sistema sanitario italiano, han fatto sì che la speranza di vita in Italia sia di 82,7 anni pro capite (per le donne è di 84,8 meno per noi uomini) collocandoci ad un lusinghiero settimo posto nella graduatoria mondiale; Il paese con l’aspettativa di vita più alta è il Giappone con 83,7. (fonte rif. 1). La Sierra Leone vede una speranza di vita media di 50,1 anno ed è il paese con l’aspettativa di vita più bassa. Al tempo del paleolitico superiore la speranza media per un nascituro si aggirava sui 32 anni. Va qui precisato che era l’alta mortalità infantile ad abbassare sensibilmente questa media, una volta superati i 15 anni pare infatti che ci fossero buone probabilità per il nostro antenato di arrivare sopra i 50 anni (54, per l’esattezza). (rif. 2). Rimaniamo nel tema della longevità che è un parametro di benessere interessante a mio parere, specificando che nell'Inghilterra del 1300 l’aspettativa di vita era simile al nostro uomo del paleolitico, 31,3 anni, mentre a metà del 1800 l’età media auspicata da ogni inglese si aggirava sui 40 anni.
La mia fonte tende a precisare che a tener bassa l’aspettativa di vita, oltre alla mortalità infantile pure elevata anche agli inizi del XIX secolo vi è da considerare l’alto numero di morti nei conflitti bellici. Da quando l’organizzazione economica si è spostata da economia di raccolta e caccia a quella di mercato, sempre, c’è stata una elevata conflittualità che comportava perdite di giovani sia tra chi attaccava che tra chi si difendeva: la guerra ha un suo prezzo da pagare in termine di vite umane. I benefici guadagnati con la specializzazione, si direbbe, sono stati erosi in modo significativo dal tipo di società che si è andato a sviluppare. Torniamo al numero di oggetti e valutiamo quelli che potevano essere di proprietà di un cacciatore pellerossa. Questo individuo faceva del nomadismo un valore e tanto meno beni possedeva, tanti meno ne doveva scarrozzare, meno oggetti significava essere più veloci e agevolava il viaggio, ecco perchè si trascinava dietro solo poche cose essenziali.
La specializzazione, lo scambio, in una parola l’economia di mercato che fa dell'essere stanziali un valore, ha quindi non solo aumentato la quantità di oggetti, ma ha anche migliorato la qualità della vita, come già sopra visto, banalmente, allungandola, se si ritiene che una vita lunga sia preferibile ad una più breve. Credo di aver ora concluso la mia spiegazione del significato di sistema economico, e di aver illustrato come e perché sia un insieme organizzato e coordinato di elementi. Chiudo inserendo qui una mia riflessione che aiuta a comprendere quando un sistema si può ritenere di “destra” e quando di “sinistra”, tema già più volte affrontato in questo blog in altri articoli. (rif 3 -4)
L’economia di mercato, quella basata sullo scambio, necessità di un soggetto chiamato stato che svolge tutta una serie di funzioni, funzioni che si sono evolute e modificate nei secoli. La domanda da porsi è: quanto deve interferire lo stato nelle cose economiche? E qui abbiamo i due opposti, quello liberale che afferma senza mezzi termini che lo stato deve alterare il meno possibile l’equilibrio del mercato. Tutto deve essere in mano ai privati; sono costoro i fautori delle “privatizzazioni” e, se vogliamo, è l’ideologia che oggi va per la maggiore: è il neoliberismo adottato anche dalla Comunità Europea che, tanto per mettere subito il dito nella piaga, ha deciso che anche la moneta debba essere gestita da un’entità privata, la BCE.
Dal lato opposto della barricata vi è l’ideologia comunista che qui non andiamo a riassumere, ma che ritiene ogni attività produttiva debba essere gestita dallo stato. L’iniziativa privata dev’essere solo limitata agli affetti e, direi, non a ciò che concerne le operazioni economiche. A metà del secolo scorso l’ideologia comunista era abbracciata da circa un terzo della popolazione mondiale, mentre molto pochi erano gli stati che seguivano con fermezza i dettami liberali. E quindi, si interrogherà il lettore? Che tipo di filosofia era dominante? Una filosofia che non è né di destra, né di sinistra, una filosofia che collocherei in zona centrale: la filosofia keynesiana. Per Keynes lo stato deve avere una funzione attiva nelle cose economiche, pur non eliminando l’iniziativa privata. Quanto deve interferire questa entità nelle cose economiche? Questo è argomento di dibattito politico e sono scelte politiche, certo è che settori quali la sanità, l’istruzione, i trasporti, le comunicazioni, il sistema finanziario e la gestione della moneta, giusto per riassumere solo alcuni dei settori basilari di una società complessa come la nostra, devono rispondere a logiche di stato e non a logiche privatistiche, secondo Keynes, anche perché le logiche private sono volgari logiche di mero profitto.
Insomma, tra l’essere di destra (liberale) e l'essere totalmente di sinistra (comunista) c’è una via di mezzo che è quella che ha permesso al continente europeo (ed al Giappone, quelli che oggi vivono più a lungo) di raggiungere il tenore di vita, non solo quantitativo, ma anche qualitativo, che ci ha innalzato a modello per tutto il resto del pianeta. Il fatto storico rilevante, a mio avviso, è che con il crollo del muro di Berlino non è sparito solo il modello comunista, ma è stato via via fatto sparire anche il modello keynesiano, quello che lasciava spazio alla libera iniziativa privata, ma vedeva gestire dallo stato alcuni settori chiavi del sistema economico riponendo particolare attenzione all’aspetto occupazionale. E’ proprio quest’ultimo, il tema occupazionale, che dalla nascita dell’Unione Europea in poi è via via andato sparendo.
Questo articolo voleva parlare di cosa sia un sistema economico, spero di esserci riuscito, spero in oltre aver chiarito come le cose economiche sono legate alle scelte politiche e come queste, a loro volta, siano legate a visioni filosofiche e ideologiche. Approfondire la realtà che viviamo è per tanto cosa che necessita di più spazio e tempo ed esula dal tema che mi ero proposto.
Mirco Venzo, Treviso 04/12/2020 #qzone.it
Nella foto un mercato a Treviso, la gente è parte del sistema economico: produttori di un qualche bene e servizio, da un lato, consumatori dall'altro. Gran parte dei presenti sono cittadini italiani e quindi parte dello stato, nel minore degli incarichi in qualità di elettori.
rif. 1 https://www.dionidream.com/longevita-antichita-modernita/
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_aspettativa_di_vita
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/576-...
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/193-trippe-e...