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20210123 VM micheaJean-Claude Michéa (rif. 1) accademico e filosofo francese, esponente del socialismo libertario, anticapitalista, critico verso la piega che ha preso la sinistra, conoscitore di Orwell è ripreso dal Prof. Alberto Bagnai (rif. 2) per spiegare alcuni concetti spesso usati ma che, almeno lo scrivente, non conosceva. Non solo in questo testo letto a braccio dal Senatore vengono proposte chiavi ideologiche utili a comprendere molto di ciò che ci circonda. La gente della strada afferma “destra e sinistra sono tutti uguali”, è mia ferma convinzione che ciò non sia vero, anche se tutti gli uomini sono egualmente caduchi, e tutti possono essere passibili di corruzione in egual percentuale.

Rimangono le persone coerenti, con percentuali più o meno equiparabili in tutte le coalizioni e quindi comprendere qual è l’ideologia di fondo è importante, anche per discriminare gli uni dagli altri e, tema non secondario, per comprendere chi e perché si può definire di destra e/o di sinistra. Quando noi abbiamo chiarito lo scenario votare diventa un gesto più consapevole e meno aleatorio. Il testo letto e spiegato da Bagnai è Il complesso di Orfeo (rif. 3) e per proseguire nella narrazione del ragionamento è bene introdurre sinteticamente cosa accadde al mitico personaggio greco di Orfeo.

Sintesi del mito di Orfeo

Orfeo era un incommensurabile suonatore di lira. La lira è uno strumento musicale utilizzato talvolta per accompagnare i poeti greci, poeti, si badi bene, che nell’antichità possono anche essere considerati tra i portatori di “verità”. Qzone ha già trattato questo aspetto in una serie di articoli che si rifanno al pensiero di Carlo Sini (rif. 4/5/6/7). Grazie a questa sua abilità musicale il nostro protagonista riuscirà ad ammansire prima Caronte, e poi il cane Cerbero nel suo viaggio al centro dell’inferno allora chiamato Ade. Che c’era andato a fare Orfeo nell’Ade? Era sceso negli inferi per recuperare la sua amata moglie Euridice, deceduta perché morsa da un serpente velenoso alla caviglia.

Bene, Orfeo riesce a raggiungere la sua meta dove Ade, il padrone del luogo che a lui da il nome, stava dormendo, obbligandolo, per non svegliarlo a rivolgersi alla di lui compagna, Persefone. Costei, impietosita dal racconto di Orfeo concede al nostro eroe di riportare alla luce la sua compagna ad una condizione: lui mai deve voltare lo sguardo indietro sin tanto che è dentro il suo regno. Inizia così per la coppia il viaggio verso la vita con Orfeo che segna il passo e Euridice dietro a lui che non conosce le condizioni dell’accordo e per tutto il tragitto si lamenta e supplica l’amato.

Finalmente Orfeo vede la luce e ritiene poter guardare negli occhi la fonte del suo amore, volge lo sguardo dietro di sé per incontrare quel volto tanto desiderato senonchè la donna si era attardata, non aveva superato la soglia dell’Ade e quindi nel momento in cui Orfeo si voltò lei scomparve per sempre, lasciando il protagonista nella più profondo dolore e per la definitiva perdita dell’amata e per il senso di colpa di essere lui stato la causa di quella immane sciagura.

Jean-Claude Michéa si rifà ad un oscuro politologo francese che nel 1910 affermava che la destra è assimilabile al ieri, il centro è equiparabile all’oggi, mentre la sinistra è il domani. Qzone e lo stesso Bagnai si sono occupati di cosa sia la destra e cosa sia la sinistra (rif. 8/9) e il presente articolo segue tale solco, apportando questa interessante visione temporale nella riflessione. Se vogliamo è una nuova, ma pur sempre interessante chiave di lettura del concetto “destra/sinistra” che Gaber si chiedeva che cos’era…

Questo assioma, che sinistra significa futuro, impone la convinzione quasi religiosa che ieri si stava peggio, i valori del passato, che ne so ad esempio quelli del mondo contadino che ci hanno condotto sin qui per millenni, vanno accantonati senza rimpianti e senza esitazioni. La tradizione è qualcosa da superare perché la storia ha un'unica direzione, va avanti, e noi come Orfeo, sempre per chi si riconosce nei valori della sinistra, non può mai voltarsi indietro.

Bagnai, o Michéa per lui, si interrogano: "Siamo proprio sicuri che sia così"? Mi accodo anch’io ponendo questo interrogativo: "Dagli anni ottanta in poi, siamo andati in meglio o in peggio"? Torniamo al video ed ai valori dei pensatori “di sinistra” votati al futuro e quindi al progresso. Ecco perchè si definiscono progressisti. Oh, se non amate il mio riassunto e la mia sintesi del video, l’originale ve l’ho indicato, anche perchè io decodifico il video di Bagnai che legge a braccio il francese, quindi… più passaggi ci sono, più si rischia di perdere il “verbo”originale! Siete avvisati!

Sin dal 1815, quindi è ben radicata questa concezione, la sinistra francese si era sempre considerata un'entità mossa seguendo le stelle polari del movimento, del progresso e delle luci (Ci si rifà, immagino io, all'illuminismo, quindi la ragione, la scienza, e il futuro, la tecnologia. Il lettore attento sentirà risuonare un'eco di futurismo che lo riconduce a Tommaso Marinetti. Non si stupisca, quando salì al potere Benito Mussolini, cui si unì il movimento futurista, usciva da convincimenti socialisti, quindi il ragionamento di Michéa a mio parere regge, ed anche per ciò mi prendo la briga di riproporlo). Allora la causa del progresso e quella del popolo mai venne scissa, dando per scontato che l’avanzare del primo alla fine significasse un beneficio anche per il secondo.

Stabilito quindi che chi è di sinistra è un “avanguardista” inteso in tal caso come colui che sta in prima linea per raggiungere il “nuovo” (e quindi il tecnologico), propensi a seguire nella giusta direzione la storia, non si stupiscono gli intellettuali e gli ideologi di sinistra, di essere in anticipo rispetto alla massa, al popolo, che certe cose non le comprende. Intellettuali e artisti propendono senza titubare verso il progresso che oggi significa globalizzazione,. Giusto eliminare i confini (elemento retrogrado del passato), niente più nazionalismi (altro elemento del passato) e questa rimozione della barriere, degli ostacoli, va intesa anche nell’ambito dei vincoli familiari. L’antica idea che per far figli bisogna essere sposati va rivista, l’idea che per sposarsi si debba essere un uomo e una donna, pure, e per finire il principio che per far figli bisogna necessariamente copulare tra uomo e donna pure può essere superato, aprendo prospettive a coppie figliate di sole donne o soli uomini.

In questa ricerca della modernità e di eliminazione di barriere, grazie alla scienza e alla tecnologia (medica in tal caso) anche i vecchi vincoli possono e devono essere superati. Precisa questo simpatico pensatore che tale orizzonte di vedute porta questa élite di pensatori ad ad essere conscia della propria ristrettezza numerica. Loro sono pochi perchè loro sono illuminati (e lo sanno). Mica è questo un requisito per tutti, men che meno per la massa. Loro come già scritto operano nel senso della storia, quello della globalizzazione, e sono fortemente convinti che i populisti, questa accozzaglia di gente "rozza", non può arrivare a comprendere la sottigliezza e la profondità dei loro ragionamenti; ecco perchè il popolo rappresenta un pericolo che mina i delicati equilibri della società aperta. Non solo, la plebe rischia anche di ledere i giusti privilegi, così legittimi, di queste minoranze eroiche oltrechè, come già scritto, illuminate.

Mi fermo per ricordare una frase, che cito spesso perchè ha il pregio, quella sì di essere realmente “illuminante” proferita dal defunto Padoa Schioppa, convinto europeista, fautore delle famose riforme “volute dall’Europa” che avevano come obiettivo, cito “...l’attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”. (rif. 10).

Ecco qui, il progetto di vita futuro per noi, massa di gente terra terra: tornare alla durezza del vivere dei nostri antenati! Il lettore comprende che c’è un leggero corto circuito, ma come? Non bisogna andare avanti, e allora perchè “noi” (non loro) dobbiamo tornare indietro? Perchè noi (non loro) dobbiamo elevarci attraverso la competizione voluta dal mercato e dobbiamo ritornare alla frugalità (la famosa decrescita felice che, ancora una volta è giusto "noi" si faccia per il bene del pianeta, mentre "loro" seguitano a spostarsi con l’elicottero o con l’aereo privato! Ancora Michéa ci ricorda che George Orwell constatava già nel 1937 come la maggior parte degli intellettuali di sinistra pensava che : “la rivoluzione non è un movimento di masse alla quale vorrebbero associarsi, ma un insieme di riforme che noi, le persone intelligenti, imporremmo alle classi popolari”.

Michéa, Orwell, e Bagnai che ce lo fa conoscere, ci aiuta a comprendere perché un uomo posto alla ribalta dalla sinistra italiana, Mario Monti, poté affermare che “la democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore” e ancora, sempre Monti spiegò come l’Europa, che naturalmente va seguita, si sia fatta carico di imporci queste riforme di risanamento del debito perché “...al riparo dal processo elettorale”! Monti, come pure Padoa Schioppa, sa che le riforme sono tagli allo stato sociale, che oggi tocchiamo con mano vista la crisi causata dal poco personale sanitario e dai pochi ospedali, sa che la flessibilità significa sofferenza e impossibilità di perseguire progetti di vita, ma sono cose che “noi” dobbiamo patire, mica “loro”. Come Orwell aveva predetto, la rivoluzione c’è stata e non ha visto scendere in piazza la gente, ma queste menti illuminate attuare riforme “al riparo dal processo elettorale”. Chapeau!

Nel video si spiega anche come il termine conservatore indica chi vorrebbe mantenere le condizioni esistenti che è cosa distinta dal reazionario che, al contrario, è colui il quale vorrebbe tornare indietro (e qui mi ci metto io che trovavo l’Italia e le istituzioni della prima repubblica adeguate per una armoniosa crescita personale, sociale e culturale). Queste due figure non possono rientrare in questo concetto di sinistra, cui, sia ben chiaro, manco poteva assimilarsi Jean-Jacques Rousseau, quello che ispirò, per certa parte, la rivoluzione francese. Non solo Rousseau viene sacrificato, ma anche tutta tutta l'impostazione teorica di Engels, Marx, e le rivoluzioni socialiste del secolo scorso. E così, chi rimpiange quei valori, quella storia, quella partecipazione popolare alle cose politiche, per questi pensatori “illuminati” sono come i seguaci di Trump, dei trogloditi, retrogadi, violenti, in una parola: reazionari. Chiaro che vanno criticati, disprezzati, fermati.

Qual’è l’orizzonte? La società aperta che aborra le frontiere e togliendole restituirà un mondo riconciliato con se stesso. I mussulmani, gli ebrei, i cattolici sono tutti uguali, omologati dal capitale che aiuta a creare questa dimensione idilliaca, e se gli ultimi indigeni delle le tribù arcaiche raggiungono le città moderne questo è un bene, siamo  (noi) tutti uguali, scambiabili, spersonalizzati, indifferenziati. Il rispetto del passato, la difesa delle peculiarità culturali e il senso dei limiti, sono le tre teste mostruose dell’idra, che vanno abbattute.

Mi fermo qui, carne al fuoco ne ho messa parecchia. Riconosco degli enormi meriti a Bagnai che sta cercando di individuare le trame che seguono le menti di chi si professa di sinistra. Michéa mi ha aiutato a comprendere come mai chi proviene dal partito dove si sventolava una bandiera rossa con falce e martello ha portato Monti a capo del nostro Governo, lo fece diventare Senatore a Vita, e difende l’Europa che imperterrita segue verso le privatizzazioni. Certo, non tutti coloro che si dichiarano di sinistra accetteranno questa chiave interpretativa, ma guarda il caso, giusto per fare il mio lavoro di blogger, e riportando un testo sociale e filosofico a questioni attuali, molti opinionisti e intellettuali di sinistra oggi difendono a spada tratta i vaccini, perchè sicuri che sono prodotto della scienza e della modernità. Il dubbio che siano uno strumento per realizzare profitto, termine caro a Marx, ma oramai superato, non li sfiora affatto! Mai voltarsi indietro, sempre avanti... come quel tale in auto che premeva sull'acceleratore! Non finì bene...

Mirco Venzo, Treviso 23/01/2021 qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Claude_Mich%...
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=YihozgapFaM
rif. 3 https://www.unilibro.it/libro/michea-jean-claude/il...
rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 7 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 8 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/193...
rif. 9 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...
rif. 10 https://www.themisemetis.com/politica/1499/1....

 

 

 

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