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20170913 VM MaoriPrima di affrontare queste righe invito il lettore a leggersi l’articolo che narra dei Moriori (rif. 1), i quali vennero brutalmente eliminati quando la loro civiltà si incontrò con quella Maori. 

I Maori incontrano i Moriori.

I Maori, si sa, sono un popolo guerriero e a differenza dei Moriori che vivono di raccolta e caccia hanno un’economia fondata su agricoltura e allevamento. La violenza e la guerra sono un elemento caratterizzante di questo fiero popolo australe, tanto che neppure l’impero britannico riuscì a sconfiggerli totalmente ai tempi di questi racconti, costringendoli a scendere a negoziazione con i loro capi tribù (vedi il Trattato di Waitangi del 1840), cosa decisamente singolare per la mentalità inglese del tempo.

Il 19 novembre 1835 nelle Chatham grazie alla nave europea Lord Rodney, 500 guerrieri Maori sbarcano e vengono accolti pacificamente dai Moriori. Fedeli alla loro tradizione, gli abitanti delle isole offrono cibo e ospitalità ai bellicosi Maori, permettendo loro di riprendersi dalle fatiche del viaggio. 500 persone stanche si trovano di fronte circa 2000 autoctoni che conoscono il territorio; poteva essere una battaglia sfavorevole per gli intrusi, ma la “evoluta” cultura Moriori ha risposto con la fratellanza e la generosità, fedeli alla legge di Nunuku, il principio di non belligeranza che si tramandava da secoli, punto focale della cultura Moriori.

Un secondo drappello di 400 Maori sbarca nelle Chatham il 5 dicembre e, pare, subito rivela la propria indole ammazzando una bambina di dodici anni che passeggiava in spiaggia, divorandola poco dopo. I Maori, al pari di altre culture oceaniche praticano il cannibalismo. La mia fonte (rif. 2) afferma che ciò nonostante anche a costoro venne offerta ospitalità, sempre in rispetto alla legge di Nunuku, anche se delle perplessità iniziano a farsi largo tra i pacifici Moriori. Perplessità confermate dai fatti: i Maori partono all’attacco iniziando un vero e proprio genocidio.

Ecco la testimonianza che è giunta sino a noi da parte di un superstite Moriori: “I Maori iniziarono a sgozzarci come pecore… noi eravamo terrorizzati, e cercavamo di darci alla macchia o di nasconderci in qualche buco sottoterra. Ma non servì a nulla: ci scoprirono e ci uccisero, uomini, donne e bambini indiscriminatamente”. Lascio ora la parola ad un guerriero Maori per sentire la sua versione dei fatti: “Abbiamo preso possesso dell’isola, secondo i nostri costumi e abbiamo catturato tutti. Nessuno è riuscito a scappare. Chi fuggiva l’abbiamo ucciso, e così tutti gli altri. Ma che importa? Questi sono i nostri costumi."

E cosa prevedevano i costumi e gli usi dei fieri Maori? Il trucidare uomini, donne e bambini. Il cuocere e mangiare le loro carni, il cannibalismo come detto era una delle loro caratteristiche al pari di altri popoli oceanici (nota 1).  L’aspetto più odioso narrato dalla mia fonte, stiamo ritornando alle Chatham, nel 1835, vide l’isolamento in una spiaggia dei bambini Moriori catturati dove venivano lasciati morire di fame. A chi cercava di allontanarsi per cercare del cibo, veniva loro impedito. Non contenti di tutto ciò costrinsero i locali a urinare e a defecare nei loro luoghi sacri, togliendo ad essi ogni dignità (nota 2). Il progetto che si concretizzò, neppure troppo originale (nota 3) prevedeva d’impossessarsi delle terre Moriori e costringere i sopravvissuti alla schiavitù, utilizzandoli come forza lavoro per i loro scopi.

A giudizio di J. Diamond, antropologo e sociologo, autore di  “Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni” (Einaudi, Torino 2005) i Maori erano spinti alla ricerca di nuovi territori dal loro tipo di società, imperniata sull’agricoltura e sull’allevamento, perciò una società espansiva. Non può esservi una società basata su queste forme produttive che non sia propensa alla guerra e all’espansione. A dar forza al suo ragionamento è l’evidenza che Maori contro Moriori è una lotta tra cugini. I Moriori altro non sono se non Maori che 500 anni prima, per ragioni affini a quelle che portarono i 900 guerrieri Maori nel 1835 a devastare tutta la cultura locale, s’erano insediati con i loro usi e costumi nelle isole.

Trovarono però un ambiente sfavorevole e le loro coltivazioni non potevano attecchire. Dovettero ribaltare tutti i loro principi per sopravvivere, abbandonare la guerra come “metodo” di ridimensionamento della popolazione e non potevano allontanare i loro abitanti in eccesso, dalle isole non si poteva scappare. L’unica era trovare un equilibrio e lo trovarono, in modo geniale e sicuramente faticoso. Niente più cannibalismo, niente più sangue, niente più guerre, niente più vocazione all’espansione. La legge di Nunuku alla fine è un ricondurre a questi principi tutta la comunità. Rimangono da questo scontro molteplici insegnamenti, anche perché non si tratta di uno scontro tra differenti etnie, ma tra la stessa etnia; certo, una modificatasi per esigenze di sopravvivenza. Le considerazioni fatte con Ciro le andrò a scrivere nel terzo e conclusivo articolo di questa serie.

Mirco Venzo, Treviso 11/09/2017 #qzone
Nella foto l'Haka, la danza Maori più conosciuta grazie agli All Blacks. Questo non è solo un rito di guerra, ma molto altro.

Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-th...
Rif. 2 http://www.rivistaetnie.com/morior...

Nota 1 - Poco sopra la Nuova Zelanda vi è un altro arcipelago di splendide isole, la Nuova Caledonia. Anche in quei territori che furono accaparrati dai francesi, gli indigeni del luogo, i Kanaki, praticavano riti cannibalistici ancora agli inizi del 1900, a conferma che il cannibalismo era pratica diffusa in tutte le culture di quelle latitudini; ma l’aspetto più sorprendente che ho rintracciato in rete è legato alla Papua Nuova Guinea dove nel 1974 si scoprì una tribù sino ad allora sconosciuta, i Korowai. Costoro non solo praticavano il cannibalismo, ma ci han fatto pervenire indicazioni precise circa i loro gusti in proposito, che si orientavano sul cervello. Diamond afferma che i popoli dediti ad agricoltura e allevamento sono più bellicosi rispetto ai raccoglitori cacciatori. Senza prender posizione a riguardo, faccio notare che i Korowai sono raccoglitori e cacciatori e questo non impediva loro di banchettare con carne umana. Non è sufficiente questa informazione per contraddire l’approccio di Diamond, ma mi pareva corretto riferirla.

Nota 2 - Solo chi ricorda il mio articolo La schiavitù 3/6 (rif. 3) comprende il perché di tanta brutalità (ma anche L’onore nell’antica Grecia 2/6 (rif. 4) e Proprietà, Stato e Leggi 4/6 (rif. 5) aiutano la comprensione di quei fatti. Più in generale tutto il libro che ispira quegli articoli, Debito di Graeber, permette di inquadrare gli episodi sopra citati.
Sintetizzando, l’onore per una società guerriera si esterna nel combattimento e chi non combatte non merita né rispetto né dignità. L’operazione di svilimento delle radici culturali, dello sradicamento di ogni valore perpetuato dai Maori nei confronti dei loro cugini, è del tutto simile a quello che gli europei posero in essere verso i negri rendendoli schiavi. Per ridurre un uomo in schiavitù devi privarlo di ogni riferimento, devi tagliare ogni legame per soggiogarlo al tuo volere. Sradicarlo dalla famiglia, dalle proprie abitudini, dal proprio territorio, dai propri riferimenti culturali. Se non si ammazza, allora farà ciò che vuoi e diventerà docile. E’ lo stesso meccanismo utilizzato anche dai nazisti nei confronti degli ebrei, sradicamento totale che ha permesso loro di avere forza lavoro manipolabile come meglio credevano, ci dice Greaber, i principi per rendere schiavo un essere umano sono sempre gli stessi e anche i Maori, che non conoscevano le strategie della Grecia e Roma antica, alla fine avevano perfezionato i loro sistemi per annullare l'altro, svuotandolo di personalità e trasformandolo in un docile automa.

Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-eco...
Rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-eco...
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-eco...

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