Siamo al primo piano dei “Chiostri di San Pietro” e un lungo tavolone divide in due il lungo corridoio. Su di esso vi sono due strisce d’informazioni che scorrono seguendo un ordine cronologico, una legata alla cronaca in senso lato. Ad esempio 4 aprile ’86 Papa Giovanni Paolo II visita la sinagoga di Roma. E’ la prima volta nella storia della Chiesa. 28 aprile… scoppia il reattore nucleare di Chernobyl. 7 maggio, la Steaua Bucarest vince la coppia dei Campioni contro il Barcellona, è la prima volta che una squadra del “blocco sovietico” si aggiudica il titolo europeo… Sotto a questo snocciolarsi di informazioni vi sono altre notizie legate più specificamente al mondo dell’arte e della cultura. Quando Umberto Eco pubblica per la prima volta il “Nome della Rosa”, quando Vasco Rossi, esce con il LP “Per colpa d’Alfredo”… e via discorrendo. Ai lati le foto di paesaggio dei maestri italiani, Luigi Ghirri, Guido Guidi etc etc.
Mi ha molto colpito questo lavoro, perché inserisce ogni nostro gesto dentro un contesto storico/culturale. Per quanto noi siamo originali, siamo pur sempre inseriti in un contesto storico di cui facciamo parte e da cui ci facciamo influenzare… Ad esempio: scoppia il reattore nucleare, la Steaua vince la Coppa dei Campioni… Quel mondo stava saltando, non solo fisicamente (vedi reattore) ma in tutti i sensi… ed è chiaro che chi si occupa di cultura e di arte ne sia rimasto influenzato, ma influenzato ne è rimasto ognuno di noi. Io troverò lavoro proprio per acquistare carpenterie in Romania. La Romania qualche anno fa era il Paese Europeo (nel seguito v’era stata l’annessione alla UE) con la maggior emigrazione, seguita subito dopo proprio dall’Italia. Io pure, perso quel lavoro legato alle carpenterie rumene, la ditta chiuse travolta dalle dinamiche della globalizzazione, son andato a tentar fortuna all’estero.
I fatti personali che si intrecciano ai grandi fatti della storia. Osservo una foto di paesaggio di uno di questi autori, una casa vecchia di tipo contadino, di quelle che contrassegnavano il paesaggio padano. Una ristrutturazione (forse un bagno) realizzato attorno agli anni 70 davanti questa struttura. L’armonia della vecchia casa alterata da questa “nuova struttura”… Il “nuovo” che si fonde con il vecchio, il moderno che si rapporta con la tradizione. Come avviene questa fusione? In modo armonico o lacerante? Quel bagno in quella foto pare un pugno in un occhio a chi osservava la foto, ma questo è successo, le antiche strutture architettoniche sono state affiancate, sostituite e integrate da nuove strutture, e non sempre questo processo ha seguito la logica del “bello”.
Il paesaggio urbano, quello descritto dai fotografi, sconta queste dinamiche storico sociali. Questa che abbiamo visto non è una semplice mostra di foto, ma uno spunto di riflessione che avrebbe occupato una giornata almeno se gli si avesse voluto dedicare il giusto tempo.
Mirco Venzo, Reggio Emilia 03/07/2016
Foto Linda Botter
