Cerca

20241027 VM dolce calda LisaE' nelle ricerche per redigere quest’articolo che questa pellicola, classificata come cinema erotico, trova alcuni degli spunti più interessanti.  Ad esempio ieri sera nella TV privata dove l'ho vista, aveva come titolo La moglie repressa, sennonchè con questo titolo in rete si trova nulla, ma ecco che, dopo varie ricerche, scovo qualcosa con il titolo Dolce… calda Lisa. Approfondendo: talvolta il titolo ha i puntini di sospensione, altre volte ne è privo, come nella bozza di articolo reperibile su wikipedia (rif. 1 - trattandosi di una bozza, immagino potrà subire delle modifiche). Alla fine, avendo

recuperato un manifesto dell'epoca, ritengo corretto proporre come titolo del articolo la stessa dicitura del cartellone promozionale che ho scovato.
Ora, se l’anno di produzione è chiaro: 1980, sul regista vi è da precisare che mentre nella locandina si cita Adriano Cesari, il nome autentico del responsabile dell'opera è Adriano Tagliavia. Ancora: scopro che della pellicola ci sono più versioni, alcune con scene più piccanti, mentre altre (altra?) più morigerate; quelle più “hard” (fonte wikipedia) vedono l’ausilio di controfigure.
Io non so quale versione ho visionato ieri, ma, tra le stranezze, c'è da segnalare anche qualcosa circa l'attrice protagonista che pur avendo iniziato la sua attività con un titolo famoso nel 1974: Il fiore delle Mille e una notte (di Pier Paolo Pasolini), di lei non sono riuscito a scoprire che età avesse quando assunse il ruolo principale di quest'opera, in compenso so che se mancano molte informazioni, Luigina Rocchi, (è questo il nome della splendida attrice) la stessa non è carente di nomi avendo infatti lavorato firmandosi Luigina Rocchi, Claudia Rocchi, Marina Rocchi o con lo pseudonimo di Deborah Keith! (rif. 2).

A non risultare misterioso, alla fine del film, sarà il corpo della Rocchi che lo spettatore potrà visionare da svariate posizioni: fronte e retro, attrattive collocate nella parte superiore piuttosto che quelle collocate nell'area centro inferiore, stabilendo, senza possibilità di smentita, che il suo ciuffo è di colore nero. Ora il lettore avrà la curiosità di capire che tipo di film ho visto. Qui ci dobbiamo chiarire con quali parametri di giudizio valutare la pellicola e se l’abbondanza di nudi, la generosità degli stessi e l'audacia delle scene proposte sono parametri che alzano il punteggio, allora non ci si non ci si può lamentare. Luigina Rocchi (o come la si vuol chiamare) è un bel vedere, ma voglio citare anche Annj Goren, pseudonimo della bolognese Anna Maria Napolitano, che pure ha fatto la sua bella figura nelle scene in cui è stata chiamata a recitare, spesso con ruoli saffici. Per brevità non cito altre attrici.

Se invece si vuole valutare la recitazione, la trama e i dettagli cinematografici, siamo di fronte ad un filmaccio con un'unica nota di curiosità di cui narrerò in seguito.

Svelerò la trama parlando esclusivamente della protagonista, Lisa (interpretata naturalmente dalla Rocchi) che a diciannove anni si sposa con un uomo un po’ più anziano di lei. Non si tratta quindi di un legame dettato dall'amore, ma posto in essere per assecondare i voleri del padre. Non deve stupire quindi se nella prima scena di sesso pare la giovane subisca con freddezza e controvoglia l’accoppiamento del marito, che, sfruttando la celeberrima "posizione del missionario" non si dilunga in preliminari, anche perchè la sensazione è che non sia un grande conoscitore dell'arte amatoria. Tuttavia in una scena di poco successiva, si nota la ragazza prendere spunto da dei cartelloni pubblicitari affissi fuori di un cinema a luci rosse il cui titolo è Sole, sesso e pastorizia, per emulare le attrici di questa pubblcità e vestirsi in modo altrettanto provocante.
Ora, posto che il film porno in questione esiste veramente, è una produzione tedesca del 1973 a regia Sigi Rothemund (ed è questa la curiosità cui facevo riferimento in precedenza - rif. 3) è singolare che una giovane ragazza presentata come un'ingenua sprovveduta, scontenta del suo primo approccio sessuale, decida di punto in bianco di ispirarsi a delle dive di film per adulti su come stuzzicare il proprio partner. Ancor più strano è che pur a seguito di questa iniziativa, la ragazza pare provi sempre disgusto, o quanto meno apatia, mentre Nazzareno (è il nome del coniuge interpretato da Francesco Parisi) si unisce a lei.
Il film procede e vediamo la giovane Lisa cedere senza particolare resistenza alle avances del capo del marito, anche lui anzianotto (forse anche più di Nazzareno, essendo anche parzialmente stempiato) favorendo in tal modo l'ascesa professionale con incluse lunghe trasferte, le quali permetteranno di avere maggior tempo libero da “investire” non solo in incontri col capo, ma anche per fare altre cose.
Lisa può, ad esempio, conoscere un ragazzo più giovane dei due uomini sopra citati, Marco che l’attira veramente e di cui si innamora (interpretato da Mario Cutini) che è un vero stronzo.
Marco,dopo un primo approccio simil romantico, con passeggiata sulla spiaggia, darà la ragazza in pasto ad una famiglia benestante, vincendo le possibili ritrosie della stessa grazie l'ausilio di droghe somministrate con l'inganno, ed alterata la capacità di intendere e di volere della giovane che sarà oggetto di giochi sessuali da parte di uomini e donne. Verrà nei fatti prostituita. In un secondo momento vedremo Marco violentare Lisa in un bagno cui era accidentalmente entrata accompagnata anche dal marito. Per finire dichiarerà il suo completo disinteresse affettivo per la ragazza dopo che Lisa l'aveva informato di essere il padre di una creatura che stava fiorendo nel suo grembo.

Ora la recitazione di Mario Cutini (o se preferite la sceneggiatura che lo vede protagonista) è buona, infatti questo giovane attore risulta insopportabile, in modo coerente con il ruolo che il regista le ha assegnato, mentre tutte le altre recitazioni sono da dimenticare, al pari dei dialoghi.
Insegnamenti sociali non ce ne sono, fotografie del paese, manco a parlarne, analisi introspettive neppure… Insomma, tutta la pellicola si regge sui nudi della bella Luigina Rocchi e su qualche acrobazia proposta dal regista, che accosta questo lavoro più a dei film porno, senza averne però, nella versione da me visionata, la sostanza.
Do la parola ad un paio di opinionisti di Davinotti (rif. 4) per chiudere l’articolo.

Deepred89 : “Filmaccio erotico di una bruttezza che lascia sconcertati. Trama idiota, attori cani (si salva giusto Francesco Parisi, mentre la Rocchi è tanto bella quanto incapace di recitare), una buona dose di sesso (anche hard in alcune versioni), regia, fotografia e montaggio ai minimi termini (e per accorciare i tempi del doppiaggio, in alcune sequenze di dialogo le voci degli attori spariscono per lasciare il posto alla sola colonna sonora!), scene di corse motociclistiche inserite per fare metraggio e tanto altro. Squallore assoluto.
Meno severo è l’opinione di Herrkinski: “ Incredibile erotico a cavallo tra '70 e '80 che rimane impresso più che altro per la notevole quantità di dialoghi sopra le righe, con protagonisti che dispensano perle di cinismo e maschilismo ineguagliabili; in mezzo al delirio, la confusa Lisa, interpretata dalla squisita Rocchi (a più riprese assomiglia a una giovane Bellucci). Lo squallore di ambienti e situazioni (ci sono pure orge psichedeliche con dettagli hard) sembra ricercato più che casuale e regala momenti di cinemabis irresistibili, anche grazie a una ost eccellente. Strano forte.”
Cito, a supporto dell’opinione di Herrkinski, un dialogo che mi ero appuntato e che viene a verificarsi quando la protagonista, Lisa, va dal parrucchiere, naturalmente omosessuale, che le sussurra: “La bellezza è come una rondine, non si può rinchiudere in gabbia”, prima che la trama del film facesse intuire che la ragazza voleva vivere più esperienze, questo “poeta di paese” andrà a sostenere la tesi che "una donna bella non dovrebbe mai sposarsi, perchè la bellezza è di tutti e in un qualche modo tutti ne dovrebbero usufruire". Le parole non sono quelle, ma il concetto sì.
Non si faccia incantare il lettore, dialoghi acuti in questa pellicola non ce ne sono e personalmente sono più in linea con la sintesi proposta da Deepred89. Per finire il titolo "La moglie repressa" pare poco confacente alla trama, mentre il racconto pare più in linea con Calda dolce Lisa; alla fine tutti gli uomini che l'avvicinano, vuoi per scelta, vuoi per sperimentare, vuoi per l'effetto delle droghe, finiscono per conoscerla carnalmente... Una buona trama per un film porno, di erotismo c'è solo la dicitura con cui questo lavoro è stato presentato.

Mirco Venzo, Treviso 26/10/2024 #qzone.it

rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Dolce_calda_Lisa
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Luigina_Rocchi
rif. 3 https://www.davinotti.com/film/sole-sesso-e-pastorizia/26985
rif. 4  https://www.davinotti.com/film/dolce-calda-lisa/12328

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.

Leggi di più