Cerca

20221205 VM no escapeJohn Erick Dowdle nel 2015 propone No escape - Colpo di Stato film di cui ne è non solo il regista, ma anche l’autore del soggetto oltre che responsabile della sceneggiatura; in ambedue i casi in collaborazione con Drew Dowdle. Gli attori scelti sono Owen Cunningham Wilson, che interpreta il ruolo di un tecnico dell’acqua americano, destinato nel sud est asiatico (luogo non meglio precisato) dalla propria azienda, una multinazionale del settore, Lake Caroline Siegel Bell che ne è la moglie, la quale segue il marito in quel paese non proprio desiderato, assieme alle due figlie piccole, e Pierce Brendan Brosnan che appare come una figura ambigua, il proseguo del film chiarirà chi è e cosa fa, seppur in modo poco dettagliato.

La pellicola è catalogata da Wikipedia come un thriller ed un film d’azione. Così è in effetti, la famiglia di cui sopra ho elencato gli interpreti rimane coinvolta in una guerra civile dove la popolazione di questo paese (presumibilmente o la Cambogia o il Laos) cerca di cambiare con la forza gli equilibri vigenti, palesando una particolare  ostilità verso gli americani. Devo fare un passo indietro per una pedante precisazione: il film nasce da un viaggio realmente avvenuto in Thailandia da parte del regista con il padre, dove in effetti durante il soggiorno ci fu un colpo di stato (fonte comingsoon vedi rif. 1), evento questo dove nulla di quanto rappresentato in pellicola venne a realizzarsi, ma la situazione deve aver stimolato la fantasia del regista che circa dieci anni poi, realizzerà questa pellicola. Qual è la precisazione che volevo fare? Che non può essere la Thailandia la scena di questi eventi immaginati per la semplice ragione che quel paese non confina con il Vietnam. sappiamo dalla trama del film che il VIetnam è il paese confinante dove i protagonisti possono trovare la salvezza e a questo punto, se si esclude la Cina, rimangono solo i già citati paesi come possibili scenari del film. 

Torniamo alla trama della pellicola dove due sono le situazioni di curiosità per lo spettatore, la prima è capire se la famiglia riuscirà a salvarsi una volta compreso che sono proprio gli americani il soggetto preferenziale dei terroristi... (Sono proprio terroristi? O sono patrioti? Sicuramente sono rivoluzionari perchè vogliono ribaltare una situazione sociale a loro ostile). La seconda è capire qual’è il ruolo di Brosnan, (Hammond è il nome del suo protagonista, inglese, si badi bene, non americano). Lo svolgimento del film è semplice, soprattutto attraverso gli occhi del protagonista, Jack Dwyer (Owen Wilson) lo spettatore assiste ad una serie di massacri molto cruenti: morti, esecuzioni sommarie, pestaggi con sangue a bizzeffe. Ad un certo punto appare chiaro che l’obiettivo prioritario dei rivoltosi sono gli americani, e la domanda che si pone lo spettatore è "Perché ciò avviene”? 

Qui c’è la sorprendente risposta che dà la pellicola in modo molto poco enfatizzato, ma sicuramente chiaro per chi lo vuole cogliere. Il dialogo che chiarisce l’origine del sangue e della violenza che per tutto il film è protagonista è quello tra l’inglese Hammond e il tecnico americano inviato dalla sua multinazionale dell’acqua Jack Dwyer per agevolare alcune questioni tecniche: “... gente come me, spiana la strada a gente come te che finisce in questi posti. Di solito questi non reagiscono, (sottinteso gli abitanti dei vari paesi dove lui va ad incidere), la maggior parte delle volte non si rendono neanche conto di quello che stiamo facendo…. “ replica del tecnico molto studiato: “Cosa vuoi dire?” . “Noi (sottinteso occidentali, espressione di un certo modo di vedere il mondo) abbiamo interessi in questa regione…” . “Noi”? “I nostri paesi…Le grandi compagnie che ne sono a capo hanno interessi qui…Quindi io mi mostro tutto amichevole e simpatico, offrendo loro un prestito per pagare i nostri servizi, che sappiamo che non si possono permettere… Noi costruiamo loro centrali elettriche, acquedotti, autostrade… non è importante che cosa… e quando loro non possono più pagarci il debito… le prendiamo noi! Gli diamo una gran fregatura…!!! I capi dei ribelli hanno detto che stavamo tentando di schiavizzare il loro popolo attraverso il controllo degli acquedotti, … e avevano ragione! La maggior parte di quegli uomini spietati là fuori (ovvero quelli che massacrano) stanno solo cercando di proteggere i propri figli, proprio come te… Quindi non ringraziarmi, sono io ad aver messo la tua famiglia in questa situazione, quindi il meno che posso fare è portarvi fuori da questo posto…!

L’interesse dell’intero film è tutto legato a questo breve dialogo, un minuto circa (rif. 2) pronunciato dal protagonista mentre si fuma abbastanza tranquillamente un cigarillo. Non è enfatizzato il messaggio forte che trasmette e che un osservatore quale il sottoscritto va ad evidenziare: tutta la carneficina che per tutta la pellicola compare ha una causa ben precisa, gli interessi di queste “fantomatiche” multinazionali le quali hanno avuto un ruolo concreto nel alterare gli equilibri di quel paese, attraverso la strategia ben spiegata da Hammond: si fanno indebitare e poi li si strozza; i servizi fondamentali, acqua, luce, gas, sono l'obiettivo delle multinazionali senza patria. Nel film Hammond si sente un piccolo rimorso di coscienza verso la famiglia di Jack Dwyer, ma non pare provare particolari rimorsi per tutti i numerosi morti lasciati sul campo da questi ribelli, che abbiamo capito, stanno solo cercando di rimanere liberi e non farsi schiavizzare dagli “occidentali”... 

Devo evidenziare come agli occhi dell’americano medio, pur se di buona cultura, il Jack Dwyer di turno, tutto questa storia lo sorprende, lui non sa e non immagina di essere una pedina dentro questo tipo di gioco… Altre cose da dire su questo film non mi paiono rilevanti, ed allora voglio richiamare l’attenzione del lettore su di un regista che l'ultimo punto esposto ha trattato con molta più chiarezza, mi riferisco a Costas Gavras, e al suo capolavoro, Missing (1982 già Palma d’oro a Cannes e insignito anche di un Oscar) dove il percorso di presa di coscienza del borghese americano qualunque, circa le enormi responsabilità del mondo occidentale su quanto accade nel terzo mondo, è molto più dettagliato e molto più ficcante. Alla fine, se uno non ama il sangue, non credo sia una pellicola che merita troppa attenzione, il messaggio sopra esposto è poco valorizzato, anzi direi quasi nascosto, sussurrato, al contrario di quanto non faccia Gavras e tutto il resto non mi pare sconvolgente. Se poi la famiglia si salva integralmente, parzialmente o meno… e che fine fa Hammond, lo scoprirete solo vedendo il film!

Mirco Venzo, Treviso 03/12/2022 #qzone.it

rif. 1 https://www.comingsoon.it/film/no-escape-colpo-di-stato/50934/scheda/
rif. 2 https://www.youtube.com/watch?v=YmUtnqBxECY

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.

Leggi di più