Inizierei da quello che apprezzo meno, il neoliberista Milton Friedman, premio nobel per l’economia nel 1976, fondatore della scuola di Chicago, che soprattutto sullo studio circa l’influenza della moneta sui sistemi economici, ha dedicato la maggior parte del suo tempo accademico. «La spinta per l'euro è stata motivata dalla politica, non dall'economia. Lo scopo è stato quello di unire la Germania e la Francia così strettamente da rendere una possibile guerra europea impossibile, e di allestire il palco per i federali Stati Uniti d'Europa. Io credo che l'adozione dell'euro avrà l'effetto opposto. Esacerberà le tensioni politiche convertendo shock divergenti che si sarebbero potuti prontamente contenere con aggiustamenti del tasso di cambio in problemi politici di divisioni. Un'unità politica può aprire la strada per un'unità monetaria. Un'unità monetaria imposta sotto condizioni sfavorevoli si dimostrerà una barriera per il raggiungimento dell'unità politica». Fonte il Sole 24 ore (rif. 1) In un articolo sul Corriere della Sera del 23 marzo 1998 affermava: “l’euro e’ un progetto dirigista e pericoloso. Francoforte e Bruxelles prenderanno il posto del mercato. La moneta unica e’ un soviet! Europei, sperate nella sorte. Il Purgatorio di cui parla il Governatore Fazio, altrimenti, passerà’ per un villaggio vacanze. E la vostra valuta unica vi torturerà come il tridente del Maligno”. (il link di questo articolo in rete non riesco a trovarlo, ma più blogger fanno riferimento a questo scritto). E’ interessante osservare che Friedman è un liberista, e liberista è il progetto alla base della unione Europea (libertà di movimento dei capitali, via ogni sorta di barriera per persone e per le merci, snellimento dello stato che non deve mai interferire nelle cose economiche…. insomma, liberismo) eppure, le parole più caustiche contro la moneta unica racconte in questa breve rassegna sono proprio di Friedman.
Amartya Sen ha vinto il premio Nobel per l'Economia nel 1998. “...L'euro è stato un'idea orribile. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l'economia europea sulla strada sbagliata. Una moneta unica non è un buon modo per iniziare a unire l'Europa. I punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame. Le tensioni che si sono create sono l'ultima cosa di cui ha bisogno l'Europa" (rif. 1)
Joseph Stiglitz, economista di stampo keynesiano, che scrisse sul blog di Beppe Grillo, premio Nobel per l'Economia nel 2001: "Questa crisi, questo disastro è artificiale e in sostanza questo disastro artificiale ha quattro lettere: l'euro" rif. 1
Sin da prima della nascita dell'euro, Paul Krugman, economista di stampo keynesiano e premio Nobel per l'Economia nel 2008 era contrario alla moneta unica europea. Ecco che affermava nel 1999 "Adottando l'Euro, l'Italia si è ridotta allo stato di una nazione del Terzo Mondo che deve prendere in prestito una moneta straniera, con tutti i danni che ciò implica". Non ha cambiato idea nel corso degli anni. Recentemente ha detto: "L'Europa non era adatta alla moneta unica, come invece gli Stati Uniti. Spagna e Florida hanno avuto la stessa bolla immobiliare ma la popolazione della Florida ha cercato lavoro in altri Stati meno colpiti dalla crisi, gli spagnoli non hanno avuto la stessa opportunità. Assistenza sociale, assicurazioni sanitarie, spese federali e garanzie bancarie nazionali sono di competenza unicamente del governo di Washington per tutto il territorio, mentre in Europa non è così.
Aggiungerei che le attuali proteste in piazza in Francia pare non siano un sintomo di rimedio, quanto di pressione che sale. e circa la Spagna, la voglia di indipendenza che la Catalogna esprime con una crescente veemenza, forse è causata della crisi economica che ha travolto anche la Spagna.
James Mirrless, premio Nobel per l'Economia nel 1996 "per i fondamentali contributi alla teoria economica degli incentivi in presenza di informazioni asimettrice". Affermava alll'Università Cà Foscari di Venezia «Non mi permetto di suggerire politiche per mutare la situazione attuale e mi sento a disagio nel fare raccomandazioni altisonanti, perché non ho avuto il tempo di valutarne le conseguenze. Però, guardando dal di fuori, dico che non dovreste stare nell'euro, ma uscirne adesso. L'uscita dall'euro - ha spiegato - non risolverebbe in automatico i problemi dell'Italia, visto che, ad esempio, rimarrebbero le questioni derivanti dalle politiche adottate dalla Germania. Ma non è comunque corretto collegare le conseguenze di un'eventuale uscita da Eurolandia al venir meno della lealtà e fedeltà come membri dell'Unione europea.
Chiudiamo la rassegna dei premi nobel con le affermazioni di Oliver Hart, che all’indomani dell’assegnazione del premio nel dicembre 2016 dichiarò: «L’euro è stato un errore (…) non sarei affatto triste se in futuro l’Europa si liberasse dell’euro». (queste affermazioni sono esterne al pezzo del Sole 24 ore, ma in rete si trovano riferimenti)
Nel blog di Bagnai troviamo altri personaggi che di economia ne capivano qualcosa spiegare perché la moneta unica è un disastro, anche se costoro non arrivarono ad afferrare il premio Nobel. Rudiger Dornbusch, che ha scritto con Fisher il testo di macroeconomia su cui studiai… “lo scenario più probabile è che l’unione monetaria si farà ma non porrà fine alle difficoltà valutarie dell’Europa né risolverà i suoi problemi”. … “Una volta entrata l’Italia, con una valuta sopravvalutata <n.d.t.: l’euro>, si troverà di nuovo alle corde, come nel 1992, quando venne attaccata la lira” . …” la critica più seria all’Unione monetaria è che abolendo gli aggiustamenti del tasso di cambio trasferisce al mercato del lavoro il compito di adeguare la competitività e i prezzi relativi... diventeranno preponderanti recessione, disoccupazione (e pressioni sulla Bce affinché inflazioni l’economia” … “gli italiani sognano che la Bce renderà la loro vita più facile di quanto faccia ora la Bundesbank... <ma> è certo che la nuova banca centrale si proporrà fin dall’inizio come continuazione diretta della banca centrale tedesca”. e per finire una frase che Bagnai non ha tradotto: ““If there was ever a bad idea, EMU it is” (rif. 2)
Si ritorna a Krugman “l’Unione monetaria non è stata progettata per fare tutti contenti. È stata progettata per mantenere contenta la Germania – per offrire quella severa disciplina antinflazionistica che tutti sanno essere sempre stata desiderata dalla Germania, e che la Germania sempre vorrà in futuro” …”il pericolo immediato ed evidente è che l’Europa diventi giapponese: che scivoli inesorabilmente nella deflazione, e che quando i banchieri centrali alla fine decideranno di allentare la tensione sarà troppo tardi”... (deflazione un termine che si inizia a sentire nei telegiornali… o no?) rif. 2
Martin Feldstein, 1997: “invece di favorire l’armonia intra-Europea e la pace globale, è molto più probabile che il passaggio all’unione monetaria e l’integrazione politica che ne conseguirà conduca a un aumento dei conflitti all’interno dell’Europa…. “anche se i 50 anni di pace dalla fine della seconda guerra mondiale fanno ben sperare, occorre ricordare che ci furono più di 50 anni di pace fra il congresso di Vienna e la guerra franco-prussiana. Inoltre, contrariamente alle speranze e alle supposizioni di Monnet e degli altri fautori dell’integrazione europea, la devastante guerra di secessione americana ci ricorda che un’unione politica formale non costituisce di per sé una garanzia contro una guerra intra-europea”.... “Quel che è chiaro è che l’aspirazione francese all’uguaglianza non è compatibile con le aspettative tedesche di egemonia”. finisce con una pillola di speranza… “un aspetto cruciale dell’Unione Europea in generale e di quella monetaria in particolare è che i paesi membri non hanno un modo legittimo di ritirarsi... L’esperienza americana, con la secessione del Sud, potrebbe offrire qualche lezione sui pericoli di un trattato o di una costituzione che non offre vie di uscita”. (qualcosa sulla storia americana la conosce il lettore, vero? Quella leggera diatriba tra suddisti e nordisti che ancor oggi non pare sopita…)
Dominik Salvatore: “Muovere verso una compiuta unione monetaria dell’Europa è come mettere il carro davanti ai buoi. Uno shock importante provocherebbe una pressione insopportabile all’interno dell’unione, data la scarsa mobilità del lavoro, l’inadeguata redistribuzione fiscale, e l’atteggiamento della Bce che vorrebbe probabilmente perseguire una politica monetaria restrittiva per mantenere l’euro forte quanto il dollaro. Questa è certamente la ricetta per notevoli problemi futuri”. (rif. 2)
Finisco qui con le citazioni. Onestà intellettuale mi impone di citare anche un articolo che critica quanto da me sopra scritto, (rif. 3) così come devo riportare quanto sostenuto dai due economisti ospitati a Treviso l’8 maggio del 2014 Nino Galloni e Francesco Morosini, “all’euro non dovevamo aderire, ora che ci siamo dentro uscirne sarebbe come scendere da un aereo in corsa…” Questa la sintesi concordata dai due relatori dove però le posizioni se scendere o meno erano divergenti. Dovrei qui ora parlare della teoria delle aree valutarie ottimali, (rif. 4) che è poi la ragione per la quale con la menta unica non s’è possibilità di crescita, ma la bronchite mi toglie energia e così lascio al lettore l’onere di addentrarsi in questa ricerca. Ultima annotazione, la ragione per cui ho ricordato queste affermazioni è legata alle prossime elezioni in Emilia Romagna dove, prima ancora che l’esito delle urne venga sancito, assisteremo ad un crollo dei consensi verso il PD che da anni sostiene e ci impone la moneta unica con le conseguenze sopra previste.
Non lo so se il pur bravo Bonaccini riuscirà a difendersi dall’attacco della Lega, ma il crollo di consensi che subirà se comparato alle precedenti elezioni va ricondotto non tanto alla sua politica regionale, ma all’andazzo nazionale che si rifà ai dettami della UE, quei dettami che sempre più persone han compreso dipendono non dalla politica locale, ma dalle imposizioni di Bruxelles. Certo a non aver compreso questo ci sono le sardine, che pensano di risolvere i problemi sociali e politici anticipati dagli economisti sopra citati cantando “Bella ciao”....
Ripeto, non so se Bonaccini ce la farà, ma nel lungo periodo il futuro è della destra, proprio perché a sinistra non si vogliono affrontare le cause economiche della crisi economica. Cantando e tirando il ballo il razzismo, fenomeno, quest’ultimo, destinato a crescere perchè quando si perde il posto di lavoro o pur lavorando non si arriva a pagare le bollette e i conti a fine mese non tarnano, gioco forza si diventa più cattivi, e con qualcuno bisogna pur prendersela…Dicevo affrontando il problema del razismo andando a favorire gli sbarchi, e cercando di incarcerare Salvini, ignorando la ragione che ha visto la morte di un quarto delle imprese italiane causate dall'adesione alla UE è motivo di preoccupazione. Matteo Salvini potrà anche venire incarcerato, ma se le opinioni sopra riportate verranno ribadite dai fatti, al suo posto arriverà qualcun altro, forse meno simpatico del Matteo che suona ai campanelli...
Mirco Venzo, Treviso 25/01/2020 #qzone.it

