
L’associazione Sguardi Fotografici di Carbonera, anche quest’anno ha esposto nel parco del Sant’Artemio di Treviso, in Via Cal di Breda, il titolo dell’esposizione è Sguardi Liberi. I 21 espositori, tutti presenti con quattro foto, esibiscono le loro opere sino al 7 aprile e, come si evince dal titolo, è stata data ad ognuno massima libertà di espressione. Qualsiasi gusto fotografico rischia di essere appagato da almeno uno degli espositori, i generi proposti sono infatti molto variegati e se c’è chi predilige come soggetto la fauna, (come Alessandro Busatto che propone scatti ornitologici, nello specifico differenti specie di picchio), altri optano per la flora, com’è il caso di Giuseppina Gerotto che immortala coloratissimi fiori, cosa che fa pure Andrea Agostinetto utilizzando, quest’ultimo, la tecnica della macro fotografia. Non manca chi si fa
Elles è un film della polacca Małgorzata Szumowska uscito in anteprima a Toronto nel 2011, proposto nelle sale nel 2012 per approdare in Italia nel 2013. La produzione è polacco, francotedesca e la sceneggiatura è opera della stessa regista e di Tine Byrckel. La trama è semplice: una giornalista che lavora per la rivista Elle, Anne (interpretata da Juliette Binoche) deve realizzare un articolo sulla prostituzione giovanile, (il tema delle studentesse che per pagarsi gli studi si danno al meretricio è già stato affrontato in altre pellicole transalpine), a tal fine Anne entra in relazione con Alicja (interpretata dalla polacca Joanna Kulig) e Charlotte (interpretata dalla francese Anaïs Demoustier) per approfondire il tema grazie alle loro testimonianze. Loro, Elles in francese, notate il gioco di parole tra il giornale, (Elle) al
Recentemente nel Parlamento italiano si è svolto un acceso dibattito sui valori fondamentali cui poggia l’Unione Europea, ed a tal riguardo si è tirato in ballo il Manifesto di Ventotene. Ho iniziato a leggerlo per fermarmi subito: quel manifesto verte su idee di stampo socialista, chiaramente a mio avviso l’Unione Europea, al contrario, si basa su chiari diktat neoliberali, il mantra “Ce lo chiede l’Europa” termina sempre con riforme che spingono al pareggio di bilancio, al taglio della spesa pubblica, alla tutela dei mercati (rif. 1) alle privatizzazioni che difendono e creano rendite per pochi a danno dei milioni di lavoratori che devono essere “flessibili”, andare in pensione sempre più in tarda età, e che devono essere pronti ad accettare la disoccupazione se le loro aziende delocalizzano in ossequio alle leggi tanto care al “dio mercato”.
Questa notte ho visto Paradiso Pericoloso; è questo il titolo apparso nelle didascalie della Tv che l’ha trasmesso, anche se sia Wikipedia (rif. 1) che Davinotti (rif. 2) lo titolano Ken Park, ed allora anch’io non ho difficoltà ad adeguarmi. Questa pellicola del 2002 ha due registi: Larry Clark e Edward Lachman, si avvale del soggetto scritto da Larry Clark, mentre la sceneggiatura è opera di Harmony Korine. Con mia grande sorpresa tutti questi protagonisti sono statunitensi, e devo subito dire che questa pellicola accoglie opinioni molto contrastanti; la mia è senz’altro positiva: non è il classico film americano dove sin da subito si comprende chi sono “i buoni” e chi sono i cattivi, come la tradizione
Alla fine dell’ottocento, su spinta di intellettuali francesi, nasce anche in Italia una branca dell’arte che si rifà alla realtà, che non punta sull’estetica o sulla bellezza immaginaria, quella che crea situazioni astratte, ma che cerca di cogliere ciò che c’è, (ciò che è vero!) dando spazio anche agli ultimi, a quelli che sono “meno belli”, che di solito sono ignorati, (oltre che bistrattati): il verismo! C’è quindi una connotazione politica in questo modo di pensare, ed è innegabile che si radichi in un pensiero che, all’epoca, poteva
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Questo interessante articolo di Paul Craig Roberts, ci offre una lettura diversa di quello che sta accadendo. Nel loro libro Global Trade and Conflicting National Interests, pubblicato nel 2000 dalla MIT Press, Ralph E. Gomory e William J. Baumol hanno dimostrato che la teoria del libero scambio con cui gli economisti sono ancora oggi indottrinati è falsa. Gli economisti hanno fatto del loro meglio per non accorgersi che una parte del loro repertorio non è valida. Alcuni anni fa ho presentato l'analisi di Gomory e Baumol agli economisti
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“Cari cittadini europei, siamo lieti di informarVi che l’Unione Europea ha deciso per Voi… ancora una volta! Non preoccupatevi di votare o esprimere opinioni, abbiamo già pensato a tutto noi… La principale minaccia al pianeta sono i tappi alle vostre bottiglie, da domani cambieremo il design di tutti i tappi esistenti, costo stimato dell’operazione qualche miliardo di euro.
Perchè avere soldi quando puoi avere debiti?
Nel 1979 esce il film di uno dei maestri del cinema erotico: Walerian Borowczyk con il titolo in Italia Tre donne immorali? Cercando in rete si trova che altri titoli hanno accompagnato quest’opera altrove: Heroines of evil (le eroine-donne) del diavolo o Heroines of pain (eroine, donne del dolore), mentre il titolo originale è Les héroïnes du mal, non a caso, il più azzeccato. Il film è a episodi e vede tre storie con protagoniste tre donne. Io ho difficoltà ad essere dettagliato giacché questo andrebbe a pregiudicare l’attenzione di coloro che non avessero ancora visionato il lavoro, trattasi di una sorta di gialli, decisamente molto differenti l’uno dall’altro, dove la costante è che, alla fine, ognuna
Al terzo piano del palazzo Harry Bertoia, Pordenone, sino al 4 maggio 2025, c’è l’esposizione di Bruno Barbey (Marocco 1941 - Orbais-l’Abbaye, Francia 2020) a titolo Gli italiani - Lo sguardo del fotografo di Magnum Photos sul nostro paese, la mostra è curata da Caroline Thiénot- Barbey e Marco Minuz. Chi avesse visto la mostra di Palazzo Roverella a Rovigo su Cartier-Bresson (rif. 1) troverebbe molti punti di contatto nell'approccio fotografico, anche Bruno Barbey, infatti, come il suo più noto collega francese, gira per la nostra penisola per catturare qualcosa “dell’essere italiano”. Rispetto al predecessore, il fotografo marocchino pare dare maggior enfasi agli sguardi, e
Presso la galleria Harry Bertoia, nel cuore di Pordenone, gli amanti della fotografia possono godere di due mostre fotografiche. Trattasi di due spazi distinti (collocati su due differenti piani del palazzo) con distinti biglietti, ho deciso di dedicare a ciascun autore due articoli separati perché, pur avendo delle affinità, i due fotografi hanno storie e sensibilità molto differenti. Italo Zannier, cui è dedicata la mostra Io sono io, nativo di Spilimbergo, non è solo un fotografo, come ben spiega il primo dei pannelli esposti: “Italo Zannier è prima di tutto moltitudine: intellettuale, docente, curatore di celebri mostre, collezionista e fotografo, primo titolare di una cattedra di Storia della fotografia in Italia nonché figura di riferimento per il riconoscimento della disciplina nel nostro paese [...]”.
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