
Quand’ero giovane, sull’onda della rivoluzione femminista, spesso si sentiva girare una frase: “Ah…!Se le donne fossero al potere… Di sicuro l’umanità starebbe meglio!” L’idea di fondo era che la donna, portatrice della vita, e presentata come un essere incline all’amore, avrebbe trasferito questi valori nel mondo della politica, con beneficio per tutti. Io, dopo qualche anno che ascoltavo quelle sirene, ebbi modo di riflettere su un dato: se nel mondo occidentale (quello culturalmente, politicamente, economicamente e militarmente più forte), vige la democrazia, ovvero il potere va alla maggioranza, e la maggioranza delle elettrici sono donne; com’è che queste non sono
Partendo dal vecchio adagio in ambito di marketing che afferma: “quando un prodotto è gratuito, il prodotto sei Tu”, ed analizzando questa frase nel contesto della neonata Intelligenza Artificiale (AI), assistiamo a tutta una serie di proposte e di nuove applicazioni dove si declama il fondamentale apporto dell'AI come contributo essenziale per il futuro essere umano. Succede poi che, scava, scava, l'apporto reale di queste AI è ancora (.. almeno per quelle disponibili per il mercato Consumer) direi a livello “basic” o "elementare". Le funzioni per ora disponibili sono evoluzioni del tipo "copia e incolla" su dati randomizzati con algoritmi di selezione dei contenuti ancora piuttosto grezzi.
Dopo aver visto un orribile film, Tramite amicizia di Alessandro Siani (rif. 1) domenica ho guardato Belli di papà di Guido Chiesa. E’ stata un’esperienza interessante perché ho potuto mettere a confronto due pellicola affini, ambedue erano film di intrattenimento, che non volevano esprimere chissà che concetti, ma che si preoccupavano solo di dare svago e distensione a chi, stanco dal lavoro settimanale, voleva stare sereno senza particolari pensieri per la testa. La pellicola del 2015, mi dice wikipedia (rif. 2) nasce da un idea messicana del 2013, il regista Gary Alazraki aveva prodotto Nosotros los Nobles cui hanno attinto a piene mani Giovanni Bognetti che si è occupato del soggetto, e lo stesso Bognetti con il regista Chiesa, che han redatto la sceneggiatura.
Inizio chiedendo venia al lettore di questo articolo, ma proprio non lo ricordo. Quand’ero studente mi capitò di leggere una pagina che sosteneva un'interessante tesi sul perché l’Unione Sovietica era crollata; ed è per questo che chiedo scusa, non ricordo nè l’autore, nè il testo su cui avevo attinto all’informazione che vado ora a riproporre. Quelle righe sostenevano che la ragione principale era dettata dal fatto che gran parte delle risorse produttive del paese erano giocoforza indirizzate verso l’industria bellica.
Inizio citando subito i responsabili di questo lavoro: regia Alessandro Siani che assieme a Gianluca Ansanelli ha creato sia il soggetto che la sceneggiatura; si tratta di una commedia leggera, talmente leggera da risultare inconsistente. “Su quanti amici possiamo contare al momento del bisogno”’? inizia con questa domanda il film, e la risposta del protagonista, Lorenzo Monaco (interpretato dallo stesso Alessandro Siani) è pochi, ragion per cui lui ha aperto un'agenzia dove lo stesso Monaco può essere affittato "in veste di amico" al prezzo di 30 euro l’ora… Questo è lo spunto di partenza della pellicola. La commedia è un susseguirsi di situazioni una più improbabile dell’altra e di dialoghi uno più insignificante dell’altro. I molti attori e i numerosi personaggi inseriti nella trama non possono essere giudicati, forse hanno anche svolto al
Ieri ho visto Reportage, film coreano (Sud Corea) del regista Kim Yu-min. Le fonti rintracciate in rete su questa pellicola sono scarsissime, dovrete quindi leggere un articolo con un certo margine di errore circa i protagonisti, già lo sapete. Pare che il regista sia anche lo sceneggiatore dell’opera, il lavoro è del 2001 ed è uscito con il titolo (per gli occidentali) di Yellow Hair II; il canale televisivo che me l’ha proposto l’ha intitolato Reportage, e la cosa mi sarà d’aiuto come chiave di lettura. Il rif. 1 mi permette di dire che il titolo Yellow Hair II serve per diversificarsi da una pellicola avente lo stesso titolo, e diretta dallo stesso regista, uscita nel 1999. Questa che sto recensendo non è però
In tempi non sospetti scrissi un articolo su Oriana Fallaci, era il 2016 (rif. 1) dove sostenevo che nella battaglia da lei intrapresa a difesa dell’occidente, aveva capito poco o nulla. In questi giorni una ulteriore (e interessante conferma) alle mie tesi è giunta inaspettata. Partiamo dalla mia affermazione iniziale: la Fallaci, che prima di morire aveva inveito contro il mondo islamico reo, a suo dire, di infettare la nostra "civiltà occidentale" è il punto di partenza della mia tesi. Io la vedo all'esatto opposto: è la cultura occidentale ad infiltrarsi nel mondo medio orientale, e lo fa in modo
Joe D’Amato, nome d’arte del romano Aristide Massaccesi, nel 1994 fa uscire una pellicola vietata ai minori di 14 anni dal titolo La casa del piacere. E’ un interessante argomento di discussione cinematografica perché propone un film, a mio avviso mediocre, che aveva un soggetto interessante. Il film naturalmente è da classificarsi come erotico, anche se, nonostante le immagini audaci non manchino, di erotismo ce n’è molto poco. Io inizierei da qui la mia disquisizione. Soggetto e sceneggiatura sono di tale Dan Chang, figura di cui io non sono riuscito a trovare nessuna indicazione; manco so di che nazionalità sia questo sceneggiatore. (rif. 1). La storia che pone in essere è curiosa e poteva essere anche buona, se la sceneggiatura e i dialoghi fossero stati imbastiti diversamente. Purtroppo Joe D’amato ha deciso di portare sullo schema una sorta di soft -porno, senza curare le sfumature, e ciò ha penalizzato la capacità di seduzione del film.

Umberto Eco era famoso per come sapeva scherzare con le parole.
Qui di seguito una geniale dimostrazione di ironia, abilità e conoscenza della nostra lingua (che se continua così, è destinata a sparire)!
.- 1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
.- 2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
.- 3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
.- 4. Esprimiti siccome ti nutri.
Nel 1976, in pieno periodo della commedia erotica all’italiana, esce, a regia di Sergio Martino, un film ad episodi il cui titolo è Spogliamoci così senza pudor... Sono sincero, dopo il primo episodio, non ho cambiato canale per due sole ragioni, la prima è che non c’era nulla di meglio in TV, la seconda è che avevo già preso alcuni appunti e volevo scrivere la recensione su questa pellicola anche perché spesso è proposta nei palinsesti nazionali. Cos’è che mi aveva indisposto nel primo episodio? La stupida comicità proposta da Alvaro Vitali, che a mio gusto è tutto tranne che divertente, e quando c’è questo attore, sempre a mio giudizio, anche le
Leggi tutto: Spogliamoci così, senza pudor... di S. Martino...
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